Mese: Giugno 2020

Cosenza: Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale consegnano all’Unical reperti archeologici falsi confiscati.

Si è svolta in mattinata, presso il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, la consegna all’Università della Calabria di Arcavacata di Rende (CS), Dipartimento di Culture, Educazione Società, di 28 reperti archeologici contraffatti, oggetto di diversi sequestri compiuti nel corso di varie attività investigative, dai Carabinieri dello speciale reparto dell’Arma.
Nella circostanza, i reperti sono stati affidati dal Capitano Bartolo Taglietti, Comandante del Nucleo TPC di Cosenza, al Prof. Armando Taliano Grasso, delegato dal direttore del predetto Dipartimento, Prof. Roberto Guarasci.
Grazie a questa consegna, un gruppo di docenti e ricercatori dell’Università della Calabria, appartenenti ad aree scientifiche diverse tra loro (archeologi e geologi), avvierà attività sulle tematiche relative alla falsificazione di reperti archeologici. Un tema, questo, che ognuno degli esperti affronterà muovendo dalle diverse esperienze disciplinari e applicando le metodiche dei propri ambiti scientifici, per poter rispondere, in sede giudiziaria, al quesito sull’autenticità o meno dei beni sequestrati e sulle probabili aree di provenienza. Accanto agli oggetti sicuramente originali del periodo pre-protostorico, risalenti all’età greca e romana e provenienti da scavi clandestini effettuati da tombaroli senza scrupoli, si ritrovano, infatti, sempre più spesso, manufatti ceramici e in metallo non autentici, falsi ben eseguiti, che spesso riescono a ingannare anche l’occhio attento ed esperto di privati collezionisti o di curatori di musei stranieri pronti all’acquisto.
Il fenomeno, attestato dalla crescente presenza, soprattutto nell’ultimo decennio, di reperti falsi o parzialmente contraffatti nei sequestri di materiale archeologico operati dai Carabinieri del Nucleo di Cosenza, può trovare spiegazione in diversi fattori: la crescente domanda internazionale di oggetti antichi provenienti dal nostro Paese; il proficuo contrasto operato negli ultimi decenni dai Carabinieri nei confronti degli “scavatori” clandestini che ha portato ad un parziale prosciugamento di questa fonte di approvvigionamento e, non ultimo, l’interesse per questi mercanti senza scrupolo a confondere gli ignari acquirenti attraverso l’inserimento di oggetti falsi tra i reperti autentici, incrementando i guadagni dell’operazione illecita.
Questa intensa attività di ricerca in un campo così delicato, avviata dal Laboratorio di Topografia Antica e Antichità Calabresi del Dipartimento di Culture, Educazione e Società, è stata premiata dalla decisione dell’Autorità Giudiziaria di affidare definitivamente un interessante gruppo di reperti al predetto Laboratorio.
“Nel 2011 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza -dichiara il Capitano Bartolo Taglietti- ha affidato al professore Taliano Grasso l’incarico di consulente tecnico per stabilire la provenienza e l’autenticità di 191 reperti archeologici sequestrati in Puglia dal Nucleo di Cosenza. Il Tribunale di Foggia, Autorità Giudiziaria interessata successivamente per competenza territoriale da quella di Cosenza e poi, in secondo grado di giudizio, la Corte di Appello di Bari, ha condannato i responsabili e disposto la confisca di tutti i reperti, restituendo quelli autentici al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, mentre, per quelli contraffatti ha ordinato l’affidamento definitivo, per motivi “didattici e di studio”, in favore del Laboratorio di Topografia Antica e Antichità Calabresi, del predetto Dipartimento dell’UNICAL”.
“Questo gruppo di reperti -afferma il professore Taliano Grasso, responsabile del Laboratorio- potrebbe rappresentare il primo nucleo di una significativa collezione. Tenendo conto della ultra decennale collaborazione con il Nucleo TPC di Cosenza, nel corso della quale l’Università della Calabria ha dato un importante contributo ai Carabinieri per recuperare e restituire al patrimonio dello Stato circa 20.000 oggetti di interesse archeologico, penso che in futuro ci sarà la possibilità di ampliare la collezione”.
L’Autorità Giudiziaria ha disposto l’affidamento definitivo di questi reperti all’Università della Calabria per esigenze didattiche e di studio. Per le prime non può certo sfuggire l’importanza, per gli studenti interessati anche all’archeologia giudiziaria e ai crimini contro il patrimonio archeologico, di poter fare esperienza laboratoriale direttamente su questi reperti. Dal punto di vista scientifico, i risultati del lavoro svolto sono stati presentati in occasione del ciclo di conferenze promosse dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale nell’ottobre-dicembre del 2017 e in diversi altri convegni nazionali.
“La prossima iniziativa -dichiara il professore Roberto Guarasci- sarà una mostra da organizzare in autunno con il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Per l’occasione, il nostro Dipartimento ha firmato con il Museo una convenzione di collaborazione scientifica che prevede, oltre alla mostra, lo sviluppo congiunto di idee e progetti”.

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Al via ESP, progetto di prevenzione dedicato agli istituti penitenziari calabresi

L’eliminazione del virus dell’Epatite C (HCV) – come stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – è una priorità per la sanità pubblica: un traguardo che deve essere tagliato entro il 2030. Per raggiungere un così ambizioso e virtuoso obiettivo è necessario rivolgersi anche alle persone che vivono in condizioni di disagio e, quindi, più esposte al rischio di contrazione del virus.

Il “Progetto ESP – Eliminazione nelle Special Populations” è un’iniziativa dedicata alla popolazione carceraria della regione Calabria, ideata e pianificata dall’Agenzia Improve e supportata da Gilead Sciences.

Scopo dell’iniziativa, al via in questi giorni, è fornire ai detenuti la giusta formazione sull’HCV, offrire informazioni di approfondimento sulla patologia ed effettuare un rapido screening su sangue capillare. I soggetti positivi saranno avviati alla terapia: un trattamento in grado di portare alla guarigione del paziente in poche settimane.

Il test sarà effettuato gratuitamente negli istituti penitenziari da operatori sanitari di comprovata esperienza e fornirà un risultato entro pochi minuti.

Gli specialisti che scenderanno in campo saranno a disposizione dell’utenza per eventuali dubbi o domande e distribuiranno materiale informativo sull’Epatite C.

Per coloro che risulteranno positivi sarà avviato, all’interno del penitenziario stesso, un percorso di approfondimento diagnostico che precederà la terapia.

Si tratta di un’azione concreta e di grande valenza sociale perché la popolazione carceraria è, per molte ragioni, tra le più esposte al rischio di malattie infettive.

Per questo la Regione Calabria è impegnata nella realizzazione di un Piano di Eliminazione dell’HCV attraverso la costituzione di una Cabina di Regia con funzione di coordinamento delle attività degli specialisti dei Centri per cure e operazioni di screening sulla popolazione.

Prevenzione e diagnosi precoce dell’HCV sono necessarie e costituiscono l’anticamera di una cura tempestiva, utile a evitare la degenerazione dell’infezione verso gravi patologie del fegato.

Un semplice test che, eseguito sul sangue capillare attraverso la puntura a un dito, consentirà di individuare i soggetti positivi all’Epatite C e programmare interventi finalizzati all’eliminazione del virus.

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Magorno: “Calabria che vale sta con Gratteri”

Sono diversi i messaggi di solidarietà e vicinanza nei confronti del Procuratore della DDA di Catanzaro, Nicola Gratteri, dopo la notizia venuta fuori nelle scorse ore circa un presunto progetto relativo ad un attentato ai suoi danni ad opera del clan Mancuso. Nella lettera, indirizzata ai carabinieri di Lagonegro, si fa riferimento anche al presunto killer, un uomo di Belvedere Marittimo.

Fra i messaggi, anche quelli del senatore Ernesto Magorno: “Nuove, vili minacce a Nicola Gratteri – scrive Magorno sui social – Parole gravi che però non fermeranno il suo prezioso lavoro che è fonte di speranza per la Calabria. I calabresi che valgono sono con il Procuratore Gratteri”.

 

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Coronavirus, Calabria: 1 nuovo positivo. I contagi sono 1.181

In Calabria ad oggi sono stati effettuati 93.060 tamponi.

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 1.181 (+1 rispetto a ieri), quelle negative sono 90.638.

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

– Catanzaro: 1 in reparto; 1 in isolamento domiciliare; 182 guariti; 33 deceduti.

– Cosenza: 2 in isolamento domiciliare; 432 guariti; 34 deceduti. – Reggio Calabria: 2 in reparto; 17 in isolamento domiciliare; 255 guariti; 19 deceduti.

– Crotone: 1 in isolamento domiciliare; 112 guariti; 6 deceduti.

– Vibo Valentia: 1 in reparto; 2 in isolamento domiciliare; 76 guariti; 5 deceduti.

Il totale dei casi di Catanzaro comprende soggetti provenienti da altre strutture e province che nel tempo sono stati dimessi. Il positivo di oggi è un asintomatico rientrato dalla Svizzera. Le persone decedute vengono indicate nella provincia di provenienza e non in quella in cui è avvenuto il decesso.

Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 8.109.

Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile Nazionale.

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Il Mezzogiorno in età spagnola, progetto per quattro regioni

Si intitola “Nel Mezzogiorno d’Italia di età spagnola. I luoghi e le forme di esercizio del potere in provincia”, il “progetto interistituzionale di ricerca presentato dalle Deputazioni di Storia Patria della Basilicata, della Calabria, della Puglia e dell’Abruzzo alla Giunta nazionale centrale per gli Studi storici, che lo ha approvato, affidandone il coordinamento alla Deputazione Lucana di Storia Patria-Istituto per gli Studi Storici dall’antichità all’età contemporanea”.
Lo ha reso noto il presidente delle Deputazione lucana di storia patria, Antonio Lerra, che cooridna il comitato scientifico che dovrà attuare le attività programmate. Lerra ha sottolineato “l’importanza del sempre più solido rapporto di collaborazione interistituzionale con le atre Deputazioni, già compartecipi negli anni scorsi di ben altri tre progetti di ricerca, sempre con coordinamento affidato, dalla Giunta centrale per gli Studi storici, alla Deputazione Lucana di Storia Patria: ‘Carlo di Borbone e le province. La ‘stretta’ via del riformismo’; ‘Dal riformismo carolino alle riforme di età napoleonica: innovazioni e persistenze’; ‘Dall’alba della nuova Italia all’Unità: progettualità e azioni politiche da Sud'”.

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Presentata la XX edizione del Catanzaro Jazz Fest

Quattro appuntamenti all’insegna della musica dal vivo di qualità nel cuore del centro storico. E’ stato presentato a Palazzo de Nobili il programma del XX “Catanzaro Jazz Fest”, inserito all’interno del cartellone “Catanzaro, facciamo centro”, promosso dall’amministrazione comunale, in compartecipazione con la Pro Loco, per animare l’isola pedonale su corso Mazzini. Sono intervenuti Francesco Panaro e Roberta Giuditta della Cooperativa Atlantide che cura la kermesse musicale, l’assessore al Turismo e spettacolo, Alessandra Lobello, il presidente del Consiglio comunale, Marco Polimeni, il presidente della Pro Loco, Filippo Capellupo, e il capogruppo di “Catanzaro con Abramo”, Giuseppe Pisano.
Il CJF dopo il successo delle ultime due edizioni, ed in particolare dell’anno scorso in Villa Margherita, proporrà in Piazza Prefettura, alle ore 21, un programma di assoluto livello artistico, coinvolgendo giovani artisti emergenti prevalentemente del territorio. “Una sfida coraggiosa”, così l’assessore Lobello ha definito la proposta messa in campo con il cartellone di appuntamenti covid-free, all’interno del quale si distingue un appuntamento storico come il Catanzaro Jazz Fest, auspicando “la piena partecipazione e condivisione di cittadini e operatori”. Anche Polimeni ha evidenziato il “legame ultradecennale con la rassegna e la volontà dell’amministrazione di rilanciarla, all’insegna di quella collaborazione fondamentale tra pubblico e privato necessaria a superare le difficoltà del momento”. Capellupo ha sottolineato che “Catanzaro, rispetto ad altri comuni, vuole proiettare un’immagine diversa riabituando i cittadini al gusto di stare insieme in piazza con l’arte e la cultura”. Pisano ha, infine, rimarcato “l’impegno del sindaco Abramo, dopo essere stato in prima linea nell’emergenza sanitaria, nel rendersi promotore di eventi culturali oltre ogni colore politico”.

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Mormanno (CS) aderisce a Borghi mediterranei P.A.

E’ stata presa nel corso dell’ultimo consiglio comunale la decisione di far aderire Mormanno a Borghi mediterranei P.A., la realtà aggregata che raggruppa più regioni del sud in un’alleanza strategica tra le pubbliche amministrazioni e gli operatori privati del turismo.

L’iniziativa, proposta dal consigliere delegato al turismo, Flavio De Barti, ha trovato appoggio da parte dell’amministrazione tutta guidata dal sindaco Giuseppe Regina, votata all’unanimità con l’intento di promuovere il borgo del Pollino e valorizzarlo.

«Noi crediamo in una visione d’insieme del Sud da sempre – ha commentato il consigliere delegato De Barti – e avere ora il via libera del consiglio che all’unanimità ha scelto di costruire insieme a Borghi mediterranei un’azione di marketing strategico nel comparto turistico per Mormanno, in un contesto ampio come quello del Mediterraneo, ci spinge a fare sempre più e meglio per valorizzare la nostra identità di borgo nel magnifico scenario del Parco nazionale del Pollino».

Borghi mediterranei è un’iniziativa nata a Civita, dal presidente Gianluca Colaci, che ha l’intento di valorizzare il Sud con le sue peculiarità, i borghi dell’entroterra e quelli della costa, le esperienze uniche per il visitatore alla scoperta dei vigneti storici, dei prodotti identitari degli areali, la scoperta di luoghi culturali radicati nelle comunità.

«Ci siamo spesi tantissimo – continua De Barti – per dare al nostro borgo la visibilità che merita in contesti nazionali ed internazionale e crediamo fortemente che, con questa esperienza, Mormanno possa rilanciarsi soprattutto in questo particolare momento storico in cui il turismo ha sofferto maggiormente per l’emergenza Covid 19. Oggi però si guarda ad una fase di ripartenza nella quale vogliamo essere veramente protagonisti del racconto del Sud migliore da presentare alla platea dei viaggiatori che ci sceglieranno per le nostre bellezze naturalistiche, i nostri sapori identitari, le nostre gemme culturali».

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Ancora minacce di morte per il Procuratore Nicola Gratteri. Nella lettera indicata anche la scelta del killer

Ancora minacce di morte per il Procuratore Capo della DDA di Catanzaro Nicola Gratteri, il secondo nel giro di sei mesi. In particolare una lettera anonima indirizzata ai Carabinieri della Compagnia di Lagonegro in provincia di Potenza, svelerebbe un nuovo progetto di attentato nei confronti del procuratore antimafia. La notizia si apprende dall’edizione odierna de “Il Fatto Quotidiano”. A commissionare la missiva sarebbe stata la pericolosa cosca Mancuso di Limbadi che avrebbe incaricato un suo uomo di fiducia per portare a termine il piano. Nella lettera sarebbe addirittura indicato anche il nome del killer residente a Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza. Appresa la notizia, la Procura di Salerno, competente sulle indagini che riguardano i magistrati del distretto di Catanzaro, avrebbe già aperto un fascicolo contro ignoti.

 

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Tarasi scrive a Callipo: “ho appena saputo della tua decisione di lasciare l’incarico da Consigliere e me ne dolgo”

Pietro Tarasi Già candidato per IRC circoscrizione nord ha deciso di inviare una lettera a Pippo Callipo dopo aver appreso la volotà di Callipo di dimettersi dal sui incarico al consiglio regionale.

“Caro Pippo ho appena saputo della tua decisione di lasciare l’incarico da Consigliere e me ne dolgo. Ho provato a capire leggendo il comunicato le tue motivazioni e mi sento con te umanamente solidale. Mi rendo conto che oggi misurarsi con il governo della cosa pubblica, e soprattutto da componente dell’assemblea, non è cosa agevole. I meccanismi che sottendono all’esercizio della rappresentanza ormai sono snaturati e decostruiti in una gestione che Zagrelbesky definisce “dell’esecutivo”. Confrontarsi con l’assemblea è fastidioso, fa perdere tempo, non si attaglia al consumismo della politica e ancora meno alla politica dell’emergenza. Per questo motivo non sono solidale con te politicamente. Non condivido la tua scelta che ritengo personale come forse è stata personale la tua candidatura alla luce di quanto è successo oggi. Io credo che nel momento in cui si decide di fare politica ognuno di noi si deve spogliare della propria figura privata e assumerne una pubblica. Un ruolo in cui la responsabilità delle cose che si dicono vanno al di là delle proprie idee preconcette perché hanno bisogno di una elaborazione ulteriore tale da garantire il più possibile imparzialità nelle decisioni. Ciò non significa mettere da parte i propri principi etici ma le proprie convinzioni si, se frutto di pregiudizi. La politica richiede impegno e assunzione di responsabilità nei confronti della collettività che si vuole rappresentare e non può essere una decisione banale entrare o uscire dalla funzione pubblica in base alle convenienze o anche a decisioni umanamente comprensibili, ma non politicamente.Domani mancherà la tua voce e i vari Callipo, De Masi, Tarasi e altri non avranno rappresentanza. Così non l’avranno Giovanni, Antonio, Maria e Francesca. Nomi comuni che oggi penseranno che nulla potrà cambiare e ne avranno conferma grazie alla tua scelta. Ancora una volta lasciamo la parola al notabilato delle lobbies professionali che da anni occupano il potere grazie alle clientele e alle loro entrature. Ancora una volta rimane con le mani libere la politica senza un programma e senza una visione, buona solo a sbrigare “mmasciate”.Io ho condiviso con te un percorso, ho sperato che qualcosa potesse cambiare. Abbiamo messo insieme un piccolo patrimonio di consensi e speranze ed ora penso che venga mortificato dalla tua scelta. La mia candidatura ha ottenuto quel consenso puro e vero frutto della stima personale e del mio impegno e, anche se non sufficiente per essere eletto, non voglio né posso disperderlo. Dal giorno dopo ho lavorato con le persone che mi hanno aiutato nella campagna elettorale e li ringrazio oggi pubblicamente. Abbiamo costruito rete, abbiamo immaginato un progetto e abbiamo condiviso una visione. Non ho intenzione e ne posso abbandonare il campo. Nel momento in cui si sceglie di fare politica la scelta è definitiva e non episodica se non frutto di opportunismo, anche se so che ciò non ti riguarda. Ho lottato nella mia vita da imprenditore e nelle cariche che ho ricoperto senza che avessi privilegi o sponsor. Ho vissuto con dignità i miei fallimenti, tanti, e con sobrietà i miei successi, pochi. Ho deciso di lottare sempre perché la mia terra possa essere ben governata e sono deciso a continuare. Perciò continueremo ad impegnarci fino a voler costituire una nuova associazione politica e culturale che chiameremo “progetto….” per ridare onorabilità alla politica e perché questa possa tornare ad essere una scelta nobile, di servizio e luogo di idee”.

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