Giorno: 7 Luglio 2020

In 14 Regioni non ci sono più malati di coronavirus in terapia intensiva

Cala la curva epidemica in Italia: 138 i nuovi casi registrati oggi, contro i 208 di ieri. Complice il forte calo della Lombardia, 53 positivi contro i 111 di 24 ore fa, a fronte però di meno tamponi. Il totale degli italiani colpiti dal Covid sale così a 241.956. Forte rialzo invece del numero dei decessi, 30 oggi contro gli 8 di ieri (e i 7 di domenica). Si sono registrate vittime in Lombardia (13), Veneto (10), Piemonte (3), Toscana (2), Emilia Romagna e Puglia (1 ciascuna). Il totale sale a 34.899.

Aumentano i guariti, 574 in un giorno (ieri erano appena 133), che salgono a 192.815. Per effetto di questi dati, tornano a scendere dopo due giorni di aumento i malati attivi: 467 in meno rispetto a ieri, per un totale di 14.242. E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.

Riparte anche il calo dei ricoveri, dopo i piccoli aumenti delle ultime 24 ore: 6 posti occupati in meno in regime ordinario (940 in tutto), e 2 in terapia intensiva (70). Mentre 13.232 sono i pazienti in isolamento domiciliare. Infine, salgono i tamponi a livello nazionale (con l’eccezione, come detto, della Lombardia): sono 43.219 contro i 22.166 di ieri.

In gran parte della Penisola non ci sono più malati di Covid in terapia intensiva. Stando all’ultimo bollettino del ministero della Salute, sono ben 14 le regioni che segnano quota zero nella casella dei casi piu’ gravi. L’ultima in ordine di tempo è la Sicilia, passata dai 2 ricoverati di ieri al nessuno di oggi. Solo tre regioni hanno piu’ di dieci ricoverati: la Lombardia (36 terapie intensive, invariate), il Lazio (13, +1) e l’Emilia Romagna (10,+1). Seguono il Piemonte con 8 terapie intensive (-1), il Veneto con 2 (invariate) e la Toscana con 1 (-1).

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Civita(CS): riapre dal lunedì al sabato l’ufficio postale

L’ufficio postale di Civita riapre dal lunedì al sabato.  A comunicare il ripristino degli stessi orari d’apertura esistenti prima dell’emergenza dovuta al Covid – 19 è stato il condirettore generale di Poste Italiane, Giuseppe Lasco, con una lettera inviata al primo cittadino del borgo  Arbëresh, Alessandro Tocci. Il primo cittadino di Civita, il 6 giugno scorso, con una lettera inviata a Poste Italiane, “in qualità di sindaco pro-tempore del comune di Civita e  in nome e per conto della collettività dallo stesso rappresentata”, aveva chiesto la riapertura a tempo pieno dell’ufficio postale. “Numerose – scriveva il sindaco Tocci  nella missiva inviata a Poste Italiane – sono le lamentele palesate dai cittadini, in particolare dalle persone anziane, le quali in questi tempi di emergenza, stanno avendo maggiori disagi a causa dell’orario settimanale ridotto. L’apertura su tre giorni a settimana dell’ufficio postale – evidenziava il sindaco Alessandro Tocci – determina non solo un forte disservizio con lunghe code, ma anche e soprattutto una forte concentrazione di persone che, nell’attesa di effettuare la prestazione, generano inevitabilmente assembramenti”. Il primo cittadino di Civita, con quella stessa missiva, sottolineava che “numerosi sono anche i disservizi che riguardano il mancato o ritardo recapito della posta o delle bollette ai cittadini, che ormai si stanno verificando quasi quotidianamente”. Ieri, lunedì 6 luglio, è arrivata al comune di Civita la comunicazione da parte di Poste Italiane del ripristino dell’operatività dell’ufficio postale per 6 giorni a settimana. “Esprimo tutta la mia soddisfazione e quella dell’intera comunità, soprattutto delle persone più anziane, per il ripristino, da lunedì a sabato, dell’apertura dell’ufficio postale. Tanti sono stati i disagi vissuti dalla  popolazione a causa dell’apertura su tre giorni che, oltre a creare un forte disservizio, dava vita, soprattutto in determinati giorni, a una forte concentrazione di persone creando dei veri e propri assembramenti. Ringrazio, a nome dell’intera amministrazione comunale, Poste Italiane che, facendosi carico delle nostre civili lamentele, appena possibile, ha ripristinato la vecchia operatività dell’ufficio postale dimostrando, come aveva già fatto il 30 luglio 2019 con l’installazione dello sportello “Atm Postamat” presso lo stesso ufficio postale, particolare attenzione verso la comunità di Civita”, ha dichiarato il sindaco, Alessandro Tocci.

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Cosenza: sicurezza nelle scuole, la Provincia ha avviato una serie di confronti

I tempi sono stretti e bisogna agire subito, con il coinvolgimento di tutti i soggetti e gli Enti interessati, affinché tutti gli istituti scolastici possano riaprire in piena sicurezza. La Provincia di Cosenza ha avviato una
serie di confronti e di riunioni per “garantire un obiettivo che deve essere comune a tutti: assicurare agli studenti il diritto all’istruzione e dare il via agli interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica in base a quanto previsto dalle nuove Linee guida del Ministero della Pubblica istruzione”. Oggi alla Provincia di Cosenza si è tenuto un incontro su richiesta della Segreteria Cgil di Cosenza per avviare un “percorso condiviso che parta dal censimento delle strutture in uso, quelle dismesse o sottoutilizzate, e finalizzate a un progetto di messa in sicurezza al fine di renderle fruibili per quelle realtà scolastiche che ne
facessero richiesta. In particolare – ha sottolineato la Cgil – a preoccupare sono soprattutto i grandi centri urbani dove vi è una maggiore popolazione scolastica. Per un regolare rientro a scuola poi bisogna tenere presente tutti quei casi in cui gli spazi delle aule didattiche espresse in metri quadrati non sono in grado di offrire il distanziamento per tutti gli alunni per come previsto dalle norme sulla sicurezza
Covid-19”. All’incontro erano presenti il presidente della Provincia Franco Iacucci, il dirigente
dell’edilizia scolastica Claudio Carravetta, il segretario generale della Cgil di Cosenza Umberto Calabrone, il segretario provinciale Flc-Cgil Cosenza Pino Assalone e il presidente del direttivo provinciale Flc-Cgil Francesco Gaudio. Tutti d’accordo sul fatto che “è necessario lavorare in sinergia e capire concretamente come gestire al meglio la situazione per garantire la riapertura di tutte le scuole”. “Sono un milione e 300 mila euro i fondi stanziati dal Governo per i 120 istituti superiori della provincia di Cosenza. Risorse che si aggiungono a quelle destinate direttamente alle scuole. Domani – ha affermato il presidente Franco Iacucci –
terremo la Conferenza dei Servizi con tutti i dirigenti scolastici per fare il punto della situazione alla luce delle Linee guida del Ministero. Ascolteremo le varie proposte e lavoreremo sulla base degli interventi richiesti nell’ambito dell’obiettivo di riduzione del rischio di contagio da Covid-19. Un confronto necessario per poi intervenire e avere una mappatura dettagliata degli interventi da eseguire. Ma ai bisogni e alle istanze provenienti dalle scuole devono poi seguire una serie di servizi. Il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico, ad esempio, deve essere affrontato al più presto. Oggi più che mai, le istituzioni calabresi, Regione, Province e Comuni, insieme ai dirigenti degli istituti scolastici, alle forze sociali devono ricercare spazi di collaborazione e condivisione utili a definire, senza indugi né egoismi, le necessarie misure attuative per l’avvio dell’anno scolastico 2020/2021. Da qui la decisione di convocare da subito la Conferenza dei servizi e la richiesta, condivisa anche dai sindacati, di sollecitare l’istituzione in un Tavolo di confronto tra le istituzioni del territorio calabrese aperto agli operatori della scuola”.

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Appalti: Unical e Prefettura estendono e rafforzano il protocollo anti infiltrazioni

È stato firmato questa mattina in Prefettura dal prefetto Cinzia Guercio e dal rettore dell’Unical Nicola Leone l’Atto aggiuntivo del Protocollo di legalità “Prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti dell’Università della Calabria di Arcavacata di Rende”, già sottoscritto il 20 novembre 2017.

Il protocollo in questi anni ha consentito al gruppo interforze della Prefettura di monitorare in modo serrato tutta la filiera degli appalti, per mezzo di una banca dati aggiornata e messa a disposizione dall’Unical: ora, con l’atto integrativo siglato, il suo ambito di applicazione sarà esteso, abbassando la soglia degli appalti interessati da 5 a 3 milioni di euro.

«Legalità è per noi una parola d’ordine – ha spiegato il rettore Nicola Leone, che ha voluto fortemente l’estensione e il rafforzamento del protocollo – L’Unical si appresta ad aprire nuovi cantieri e a realizzare opere di rilievo. Abbiamo un progetto di 15 milioni di euro per l’edilizia universitaria che sta per essere presentato, ma anche una serie di bandi di importi minori, tra i 3 e i 4 milioni di euro. Abbiamo ritenuto necessario alzare ulteriormente il livello di guardia e aumentare le attività monitorate. Per l’ateneo è un carico di lavoro importante, che ha richiesto l’impegno di un ufficio ad hoc, ma è un onere che ci assumiamo volentieri. Le cronache recenti, del resto, testimoniano l’efficacia di questa azione: un’impresa impegnata in lavori all’Unical, come è emerso dall’operazione “Overture”, ha denunciato i tentativi di estorsione perché spinta dalla presenza del protocollo».

Le informazioni che confluiscono nella banca dati istituita dall’Unical permettono di monitorare tutte le fasi di esecuzione dell’opera, i flussi finanziari, le condizioni di sicurezza all’interno dei cantieri e tutti gli accessi, la forza lavoro impegnata e i mezzi. L’anagrafe degli esecutori è dettagliata e comprende anche i titolari di eventuali subappalti. Gli appaltatori devono inoltre impegnarsi, con la stipula del contratto, a denunciare all’autorità giudiziaria ogni tentativo di concussione, estorsione o condizionamento criminale: si rischia, altrimenti, la rescissione del contratto.

«Il protocollo è un meccanismo di protezione per le stesse imprese. E lo è anche per i lavoratori: il monitoraggio non è finalizzato solo alla prevenzione di tentativi di infiltrazione mafiosa, ma anche al controllo della sicurezza sul luogo del lavoro e del rispetto dei contratti collettivi nazionali» ha detto il prefetto Cinzia Guercio, che in apertura di intervento si è inoltre complimentata con l’Unical per il recente ingresso nel prestigioso QS ranking.

 

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Alimentare: Ue, pecorino Monte Poro iscritto a registro Dop

La Commissione europea ha approvato la richiesta di iscrizione del Pecorino del Monte Poro nel registro delle denominazioni di origine protette (Dop).
Il Pecorino del Monte Poro è un formaggio di latte di pecora calabrese ed è ottenuto da latte crudo e intero di pecora. I suoi aromi di fiori selvatici, macchia mediterranea e fieno provengono dai pascoli del Monte Poro particolarmente ricchi di essenze aromatiche e fragranti. Sono questi arbusti ed essenze vegetali che conferiscono al prodotto le caratteristiche che lo distinguono dagli altri formaggi a base di latte di pecora. Questa nuova denominazione si unirà agli oltre 1.480 prodotti agricoli già protetti, in eAmbrosia, il database dei prodotti a indicazione geografica dell’Unione europea.
Con il riconoscimento assegnato al formaggi tipico del Vibonese da oggi salgono a 13 le Dop calabresi, cui si aggiungono le 6 Igp (Indicazioni Geografiche Protette) e 267 specialità tradizionali garantite.

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Coronavirus, in Calabria i contagi sono 1.184. Oggi un positivo in più.

In Calabria ad oggi sono stati effettuati 98.703 tamponi.

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 1.184 (+1 rispetto a ieri), quelle negative sono 97.519.

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

-Catanzaro: 1 in reparto; 1 in isolamento domiciliare; 182 guariti; 33 deceduti.

– Cosenza: 2 in isolamento domiciliare; 433 guariti; 34 deceduti.

– Reggio Calabria: 3 in reparto; 16 in isolamento domiciliare; 256 guariti; 19 deceduti.

– Crotone: 1 in isolamento domiciliare; 112 guariti; 6 deceduti.

– Vibo Valentia: 3 in isolamento domiciliare; 77 guariti; 5 deceduti.

Il totale dei casi di Catanzaro comprende soggetti provenienti da altre strutture e province che nel tempo sono stati dimessi. Il caso positivo di oggi dell’Asp di Reggio Calabria è stato intercettato grazie allo screeningn pre-ricovero.

Le persone decedute vengono indicate nella provincia di provenienza e non in quella in cui è avvenuto il decesso.

Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 6.112.

Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile Nazionale.

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Una bretella a 4 corsie per legare Corigliano Rossano con la A-2

Per unire alla A2 l’area urbana di Corigliano-Rossano un progetto c’è, e prevede la realizzazione di una strada a due corsie, una per ogni senso di marcia, peraltro periferica rispetto a Corigliano. Troppo poco, per la Giunta regionale guidata da Jole Santelli, che per questo si prepara a chiedere al Governo un cambio di strategia.

Il dato è emerso nel corso di una riunione svoltasi in Cittadella a Germaneto-Catanzaro, su iniziativa degli assessori regionali, alle infrastrutture, Domenica Catalfamo, e  all’agricoltura, Gianluca Gallo. Presenti i vertici dell’Anas ed i rappresentanti dei Comuni interessati, l’assessore Tatiana Novello (in videoconferenza) per il Comune di Corigliano-Rossano ed il sindaco di Cassano, Gianni Papasso.

La discussione ha preso le mosse dalla situazione attuale, cioè dall’accordo di programma stipulato negli anni scorsi tra la Regione Calabria ed il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell’ambito del quale è contemplata la creazione di una strada a due corsie che unisca Corigliano-Rossano (rimanendo esterna all’area urbana coriglianese) alla Statale 534, all’altezza di località Stombi, a pochi chilometri dal centro abitato sibarita.

“Non riteniamo sia la soluzione ideale per dare adeguata soluzione alle esigenze della terza città calabrese, che ha bisogno di ben altre attenzioni e risposte da parte delle istituzioni. Nelle intenzioni della giunta Santelli c’è ben altro. Punteremo alla creazione di una strada veloce a quattro corsie, che tenga dentro l’intera città di Corigliano-Rossano – hanno puntualizzato Gallo e Catalfamo – per poi innestarsi ad una Statale 534 da trasformare anch’essa per intero, e non solo parzialmente come finora è, in bretella a 4 corsie”.

Una prospettiva condivisa dai Comuni interessati e che “consentirebbe – secondo i due assessori della Giunta calabrese – di dimezzare o quasi gli odierni tempi di percorrenza, avvicinando Corigliano-Rossano il Basso Ionio cosentino ed il porto di Corigliano all’autostrada del Mediterraneo, a tutto vantaggio di una delle zone economicamente e turisticamente più importanti della Calabria, tuttavia ostaggio di una mancanza di collegamenti che la condanna ad un deleterio isolamento”.

Alla luce del nuovo orientamento già formalizzato all’Anas, a giorni dalla Cittadella partirà alla volta del Mit la richiesta ufficiale di ripensare le scelte del recente passato e rimodulare progetto e risorse finanziarie.

“L’operazione è pienamente fattibile –  è l’opinione di Gallo e Catalfamo – perché si è ancora nella fase prodromica della progettazione e la volontà della Regione è chiara: dar vita ad un’opera moderna ed adeguata. Privilegeremo pertanto un’ipotesi progettuale più avanzata, che tenga finalmente conto delle aspirazioni di un territorio per troppo tempo mortificato”.

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Vibo Valentia: momenti di tensione in comune, lavoratori bloccano riunione

Una protesta con momenti di tensione é quella messa in scena stamattina nel Comune di Vibo Valentia da alcuni dipendenti della società che si occupa del servizio di raccolta differenziata che hanno fatto irruzione nella sala Giunta mentre era in corso una riunione.
Una dozzina di lavoratori hanno interrotto i lavori rivendicando un incontro con l’assessore all’Ambiente, Bruni che, a sua volta, ha invece sostenuto che nessuna richiesta era arrivata né in via ufficiale né ufficiosa. La questione è legata al monte ore rivendicato dai lavoratori e che le maestranze ritengono esiguo. I toni si sono surriscaldati e l’intervento dei carabinieri ha riportato la calma.

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Cosenza: pretendono sussidi in danaro e aggrediscono operatrice Caf

Dalla pretesa di voler saltare la coda che si era creata, a dei sussidi in denaro fino ad arrivare all’aggressione. E’ questo l’escalation compiuto da due donne, una più anziana e l’altra più giovane, che hanno creato scompiglio presso il Caf dell’Unione Turismo Commercio e Servizi (Utcs) di viale Mancini a Cosenza.

Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, le due sarebbero entrate all’interno della sede Caf creando subito tensioni, pretendendo di saltare la fila tra gli utenti per poi volere dagli operatori del denaro.

Gli impiegati, di tutta risposta, hanno fatto sapere alle donne che avrebbero solo potuto fornire loro una documentazione utile a presentare eventuale richiesta agli enti competenti.

Non soddisfatte della risposta ricevuta, le due hanno continuato a inveire e minacciare l’operatrice, arrivando a metterle le mani addosso. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato di Cosenza, che hanno identificato le due donne. L’operatrice è stata medicata in ospedale.

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