Giorno: 1 Settembre 2020

Scalea (CS): A causa restrizioni covid discoteca diventa ristorante

Da discoteca simbolo di tendenza nell’Alto Tirreno Cosentino a ristorante. In tempi di divieti e limitazioni da Coronavirus, anche questo. L’Acadie Club, noto ritrovo sulla collina della Petrosa di Scalea che domina il Golfo di Policastro, causa emergenza Covid, ha dovuto battere nuove strade senza comunque abbandonare il mondo del divertimento e dell’intrattenimento. Così, nel pieno della stagione delle vacanze, a causa della chiusura dei locali da ballo per l’emergenza Covid 19, è nato il ristorante “Cristò Riviera dei Cedri” ricavato in un altro locale del sito dove sorge la discoteca.
“Abbiamo tirato fuori uno spazio all’interno del locale – racconta Gino Liguori gestore dell’Arcadie e patron del nuovo nato – e abbiamo deciso di portare una nuova idea che si potesse adattare al periodo di emergenza. Ristorazione e show, ristorazione e live, con musica dal vivo, con grandi personaggi”. Assieme a Liguori ci sono Giancarlo Flagiello, direttore del Cristò Riviera dei Cedri; Andrea Piantoni, direttore artistico e Francesco Patitucci, responsabile delle pubbliche relazioni. Il gruppo è entusiasta delle nuove idee.
Quale futuro attende questo tipo di locali? Secondo Liguori “è necessario avere maggior chiarezza per dare la possibilità agli imprenditori di potersi organizzare. Questa attività prevede una programmazione anticipata con la relativa ricerca del personale adatto e con impegni economici che vanno presi in largo anticipo. Chiediamo solo chiarezza ed il buon senso di venire incontro al nostro settore”.

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Scuola: in Calabria tra distanziamento e didattica digitale

Primo giorno di scuola dopo i lunghi mesi di sospensione a causa dell’emergenza Covid-19, per numerosi studenti degli istituti superiori calabresi che hanno iniziato oggi o che lo faranno nei prossimi giorni – la data ufficiale di inizio è il 7 ma la decisione è demandata ai singoli istituti – l’attività di recupero di inizio anno in tutte le province della regione. Si tratta dei programmi Pia (Piano di integrazione degli apprendimenti) e Pai (Piano di apprendimento individualizzato) per quegli alunni che hanno ricevuto valutazioni inferiori a sei decimi.
La scelta di iniziare il recupero fin da oggi è stata discrezionale e per la maggior parte delle scuole di secondo grado anche se, come fanno sapere all’Ufficio scolastico regionale, alcuni istituti hanno fatto slittare l’apertura, per vari motivi legati soprattutto alla sicurezza, a date diverse.
Anche le modalità di insegnamento scelte dalle scuole, proprio per garantire una maggiore sicurezza, non sono state uguali per tutti. Si è voluto, inoltre, consentire quello che alcuni docenti hanno definito “un approccio plurimo alla didattica”. Si va dal distanziamento in aula con la presenza degli alunni, “tutti rientrati – hanno detto i professori – con estrema tranquillità e distanziati come da normativa”, alla didattica a distanza meglio definita “didattica digitale integrata”.
Adesso si attende il suono ufficiale della prima campanella, con le nuove regole imposte per tutti dalla pandemia, che in Calabria sarà il 24 settembre

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Referendum, il fronte del No scende in piazza il 12 settembre

L’appuntamento è per le 17 del 12 settembre a Roma in piazza Santi Apostoli. Il fronte del No al referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari va in piazza. Seduti e distanziati per l’emergenza Coronavirus. “Noi vogliamo una piazza nonostante sia complicato per via del Covid ma noi crediamo in una piazza per un momento di partecipazione popolare”. Lo annuncia Jacopo Ricci, esponente dei Giovani Democratici per il No durante una conferenza stampa a cui partecipano anche Gianni Cuperlo, Emma Bonino, Riccardo Magi, Gregorio De Falco e Jasmine Cristallo delle Sardine.

Fonte Adnkronos

 

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Agricoltura: continua l’impegno del Governo sul florovivaismo

Tra i settori più colpiti dalla crisi generata dalla pandemia Covid-19 vi è quello del florovivaismo che, secondo dati ISTAT, genera da solo un fatturato di oltre 2,5 miliardi di euro l’anno, pari al 5% della produzione agricola nazionale, coinvolgendo oltre 100.000 addettiper circa 27.000 mila aziende, con conseguenti e importanti risvolti occupazionali e lavorativi.Sulla recente crisi del settore hanno gravatoprincipalmente la chiusura dei negozi e dei mercati, la sospensione delle cerimonie civili e religiose, oltrechéla diffidenza degli importatori esteri che hannobloccato il mercato internazionale dei prodotti italiani, con la inevitabile conseguenza di dover buttare al macero tonnellate di fiori e di piante.Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per fronteggiare la crisi del comparto si è attivato sia in ambito europeo – nel corso degli incontri bilaterali con il Commissario per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Wojciechowski, e in sede di Consiglio dei Ministri dell’agricoltura – che in ambito nazionale.

 

“Per sostenere il comparto florovivaistico nella legge di conversione del decreto Rilancio abbiamo previsto l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro, dovuti dal 1° gennaio al 30 giugno 2020– dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, nel corso della risposta ad una interrogazione parlamentare in Commissione Agricoltura al Senato –Il decreto ministeriale attuativo, che distribuisce i 426,1 milioni di euro stanziati, è in fase di predisposizione e sarà pubblicato a breve. A ciò si aggiungono le altre misure previste dallo stesso decreto, ovvero i contributi a fondo perduto per il ristoro delle perdite, gli ulteriori 30 milioni di euro per rifinanziare il prestito cambiario di Ismea che si affianca ai finanziamenti sino a 30.000 euro per le piccole e medie imprese, la sospensione delle rate dei mutui e l’estensione dell’operatività delle garanzie. Un importante strumento per la ripresa di questo comparto – prosegue Giuseppe L’Abbate – è rappresentato dall’accesso diretto al Fondo di Garanzia gestito da Mediocredito centrale, in grado di erogare in maniera celere finanziamenti, aprendo le porte del credito alle imprese del comparto primario. A questi interventi normativi, seguiranno da parte del Ministero delle Politiche Agricole incisive azioni di comunicazione, con l’avvio di campagne informative sia in Italia che all’estero per rilanciare i prodotti del Made in Italy in generale. Infine – conclude il Sottosegretario L’Abbate – è intenzione del Governo utilizzare le risorse del Recovery Fund anche per l’adozione di misure specifiche per il settore florovivaistico, con l’obiettivo di favorire nuovi investimenti tra cui la sostituzione di serre e caldaie obsolete oltreché di ampliare il cosiddetto Bonus Verde e di programmare altre misure di mercato”.

 

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Sindacato. si è spento a 94 anni Elio Chiappatta, sindacalista cosentino e calabrese

Si è spento all’età di 94 anni Elio Chiappetta, fra i padri fondatori e indiscutibile protagonista del sindacato cosentino e calabrese. Messo ben presto da parte l’insegnamento elementare, ha rivestito le cariche di segretario provinciale, regionale e nazionale di diverse sigle sindacali, che ha diretto con fervida passione e crescente dedizione. Tra i primi eletti in Italia nel CNPI (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione), alla fine degli ‘80 ha partecipato attivamente alla stesura della legge 148/90 di riforma della Scuola elementare che ha introdotto i moduli didattici. Nel corso della sua lunga attività, ha organizzato importanti convegni con la presenza di personaggi di spicco del mondo sindacale e politico nazionale. Negli anni ‘90, ha offerto il suo prezioso apporto al Provveditorato agli studi di Cosenza per la razionalizzazione delle scuole della Provincia.
Personalità forte, ha unito alla sua enorme competenza un grande cuore, che gli faceva prendere in carico i problemi e le istanze di chi, insegnanti, personale ATA e lavoratori della scuola, si rivolgeva a lui. Disponibile all’ascolto, a tutti offriva la speranza di poter trovare una soluzione giusta e ponderata.
Da questo momento la scuola, il sindacato, la comunità cosentina e calabrese sono in lutto per la perdita del “grande vecchio”. A lui va un ricordo carissimo di un maestro sincero e di un amico affettuoso.
Addio Elio
CONFAL. Federazione Scuola, provincia di Cosenza
Il segretario
Francesco Chiappetta
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Sanità: Anp-Cia, bene revoca superticket. Governo tuteli anziani in difficoltà

L’abolizione della tassa di 10 euro a ricetta per visite specialistiche ed esami diagnostici in strutture pubbliche, apre a una nuova stagione di maggiori tutele anche per gli anziani in difficoltà. A dirlo è Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia che commenta positivamente la revoca da oggi, primo settembre, del superticket sanitario, come annunciata dal ministro Speranza.
Per Anp-Cia, da sempre attenta alle fasce più deboli della popolazione, la tassa introdotta in piena “spending review”, era chiaramente un ostacolo alle cure di molti anziani, mentre ora non dovrà pagarla più nessuno, indipendentemente dalla prestazione richiesta o dal reddito personale.
Non è la soluzione a tutti i problemi, aggiunge Anp-Cia, ma sicuramente è un buon segnale, un’inversione di tendenza rispetto a quanto fatto fino ad ora nel campo della sanità pubblica, caricando sempre di più i cittadini di oneri eccessivi sia per l’acquisto dei medicinali che per le cure mediche. E’ noto, ricorda Anp-Cia, quanto, a seguito della pesante crisi degli ultimi anni, siano stati proprio gli anziani a subire i disagi maggiori, costretti, in molti casi, anche a non curarsi per difficoltà economiche.
Anp-Cia, soddisfatta per la cancellazione di una tassa ingiusta e della quale aveva più volte sollecitato la rimozione, chiede ora al Governo che si superi definitivamente la stagione dei tagli alla sanità per passare a un periodo di investimenti e innovazione.
“Il Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universalista -commenta il presidente nazionale di Anp-Cia, Alessandro Del Carlo- rappresenta un patrimonio essenziale dell’Italia. L’accesso, senza discriminazione né sociale né territoriale, è un diritto di tutti e qualifica il carattere della democrazia. Alla luce di ciò, come Anp -conclude Del Carlo- ci batteremo sempre per la difesa e il potenziamento della sanità pubblica, cruciale, lo ha dimostrato l’emergenza Covid, alla salute dei cittadini, ma anche alla vita sociale ed economica del Paese”.
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Coronavirus: sale ancora il numero dei contagi nella nostra regione. Il bollettino

In Calabria ad oggi sono stati effettuati 155.296 tamponi. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 1.513 (+22 rispetto a ieri), quelle negative sono 153.783.

 

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

 

– Catanzaro: 9 in reparto; 8 in isolamento domiciliare; 186 guariti; 33 deceduti.

 

– Cosenza: 9 in reparto; 42 in isolamento domiciliare; 446 guariti; 34 deceduti.

 

– Reggio Calabria: 3 in reparto; 81 in isolamento domiciliare; 285 guariti; 19 deceduti.

 

– Crotone: 1 in reparto; 10 in isolamento domiciliare; 116 guariti; 6 deceduti.

 

– Vibo Valentia: 8 in isolamento domiciliare; 82 guariti; 5 deceduti.

 

Altra Regione o Stato Estero: 130.

 

Il totale dei casi di Catanzaro comprende soggetti provenienti da strutture di altre province che nel tempo sono stati dimessi.

 

Complessivamente i ricoveri presso l’Ospedale di Catanzaro sono nove, di cui cinque non sono residenti.

 

Dei nove pazienti ricoverati presso il reparto di Malattie infettive di Cosenza, quattro sono “non residenti”.

 

Cosenza: intercettati venti casi. Di questi, sedici sono riconducibili al centro di accoglienza per migranti di Rende, due sono riconducibili a focolai già noti.

 

Il caso rilevato oggi dal Laboratorio di Lamezia Terme, basso viremico, è riconducibile al focolaio generato dalla Sardegna. Il paziente rilevato dall’AO di Catanzaro è riconducibile al CARA di Crotone.

 

Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 2.755.

 

Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile Nazionale.

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Montegiordano(CS): si spacciava finanziere, arrestato da quelli veri

I militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Montegiordano, nei giorni scorsi,
hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un uomo che si qualificava falsamente
come appartenente alla Guardia di Finanza.
L’uomo, infatti, millantava presso gli esercizi commerciali in cui si recava, di essere un
appartenente alla Guardia di Finanza, paventando anche compiti di vigilanza e controllo
nei confronti delle stesse Fiamme Gialle di Montegiordano.
Le attività d’indagine espletate però dai (veri) finanzieri di Montegiordano consentivano,
tramite una mirata attività di osservazione e pedinamento, di cogliere il falso finanziere
proprio nel momento in cui, con la famiglia al seguito, si qualificava come “Generale”
della Guardia di Finanza presso un noto ristorante di Roseto Capo Spulico (CS),
mostrando un falso tesserino di riconoscimento della Guardia di Finanza (riportante il
grado di Maresciallo Capo e decisamente del tutto simile a quelli autentici) e relativa
placca metallica di polizia.
Il responsabile, R.R., 45enne nato a Pozzuoli e residente a Napoli, veniva quindi tratto
in arresto e deferito alla Procura della Repubblica di Castrovillari, per i reati previsti e
puniti dagli artt. 467 (contraffazione del sigillo dello Stato e uso del sigillo contraffatto)
e 497 ter c.p. (possesso di segni distintivi contraffatti), mentre il tesserino di
riconoscimento e la placca metallica venivano sottoposti a sequestro.
Il soggetto rischia la pena della reclusione da tre a sei anni e la multa da euro 103 a
euro 2.065.

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Coronavirus: 16 positivi in un centro migranti nel cosentino

Nuovi positivi al coronavirus in provincia di Cosenza. Il ciclo di tamponi disposti dalla task force dell’Azienda sanitaria provinciale sugli ospiti nella struttura per migranti a Santo Stefano di Rende ha evidenziato 15 casi sui 37 ospiti e un operatore che porta il totale a 16.
In crescita anche il cosiddetto “cluster Sardegna”, i cui contagi sono legati al ritorno, avvenuto in momenti diversi, di tre ragazze da una vacanza. Sono risultati positivi anche i genitori di una delle giovani, portando a 7 il numero dei positivi.
Nel centro d’accoglienza di Amantea, sul tirreno cosentino, un migrante ospite di una struttura di accoglienza positivo al Covid-19 è fuggito ma è stato bloccato poco dopo alla stazione ferroviaria.

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Calabria. Prenderà il via domani la stagione della caccia 2020/21

Prenderà il via domani, mercoledì 2 Settembre, in preapertura, la stagione della caccia in Calabria. Lo prevede il calendario venatorio 2020/2021, approvato agli inizi di agosto dalla giunta regionale presieduta da Jole Santelli.

 

Con il provvedimento adottato, in particolare, si definiscono le specie cacciabili, i limiti di carniere, le modalità di caccia, i periodi di addestramento ed allenamento cani. Inoltre, si fissano le date di apertura e chiusura al prelievo venatorio: sarà possibile cacciare nelle giornate del 2, 6 e 13 settembre prossimi in preapertura ed a seguire, dal 20 settembre al 31 gennaio successivo, in regime di apertura generale. Infine, dal primo al 10 febbraio 2021, sarà consentita esclusivamente la caccia ai nocivi.

 

“Il calendario – precisa l’Assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Gianluca Gallo – è scaturito da una concertazione ampia e proficua. Il positivo parere dell’Ispra e l’osservanza dei principi fissati nelle direttive 2009/147/CE e 92/43/CEE consentono inoltre coerenza rispetto agli indirizzi del piano faunistico venatorio regionale vigente ed il rispetto delle stringenti norme dettate dal Ministero dell’Ambiente per l’esercizio venatorio nelle aree Sic e Zps”.

 

Domani, per l’appunto, la prima delle tre giornate di preapertura, limitata alla caccia di specie predeterminate. Nel frattempo, si sottolinea dall’Assessorato, su altro versante proseguirà il lavoro dei selettori impegnati ad arginare l’emergenza legata agli ungulati, che rappresentano una seria minaccia non solo per le attività agricole e zootecniche, ma anche per la stessa incolumità dei calabresi.

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