Giorno: 7 Settembre 2020

Referendum: Buno Bossio(PD), “solo giochi della parti, non partecipo alle votazioni”

“La mia scelta di votare no al referendum esprime la volontà di contrastare una legge che crea un forte vulnus democratico e costituzionale. Una scelta di merito a prescindere da qualsiasi tipo di posizionamento nella dialettica interna al mio partito. L’andamento odierno della direzione nazionale Pd ha, comunque, ulteriormente rafforzato le mie ragioni del no al referendum”. Ad affermarlo è la parlamentare Pd, Enza Bruno Bossio, che aggiunge: “Il segretario Zingaretti ha convocato la riunione in realtà senza alcuna possibilità di contraddittorio con una decisione di merito già preconfezionata e decisa al di fuori del più importante organo di conduzione politica del partito. Come se ciò non bastasse – prosegue la deputata – con uno stratagemma, una sorta di bluff  il voto della direzione è stato spacchettato: prima si vota la relazione del segretario e poi la parte relativa al referendum. Come se – a conti fatti – il tema del referendum potesse in qualche modo essere stralciato dal dibattito complessivo che sta impegnando il partito e fosse cosa altra rispetto all’attualità nella quale ci troviamo immersi.La misura è colma ed è per queste ragioni che coerentemente non ho partecipato alle fasi della votazione che ci sono state a conclusione della riunione di oggi, sottraendomi a un gioco delle parti di cui non condivido nulla”.

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Politiche per il lavoro: incontro Orsomarso-sindacati

Il tema dell’emergenza occupazionale legata al Covid-19, il piano di investimenti e le politiche attive per il lavoro, la stabilizzazione del precariato storico regionale e la situazione dei tirocinanti, sono stati gli argomenti al centro di una riunione, durata quasi 4 ore, che l’assessore al Lavoro Fausto Orsomarso ha tenuto oggi in cittadella regionale con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

Presenti  all’incontro il segretario generale della Uil Santo Biondo; Enzo Musolino, Luigi Veraldi e Pasquale Barbalaco rispettivamente segretari regionali di Cisl, Cgil e Uil; il segretario generale Ugl Calabria Ornella Cuzzupi; Carlo Barletta per la Felsa Cisl; Gianvincenzo Benito Petrassi per la UilTemp; Antonio Cimino per la Nidil Cgil; Gianluca Persico e Giuseppe Mazzei per la Cisal; Antonio Lento per la Confsal.

L’assessore Orsomarso, introducendo l’incontro, ha presentato in sintesi gli interventi che la Regione dovrà presentare al governo sul Recovery fund, ed ha chiesto ai sindacati la presentazione di proposte sulla direttrice dell’innovazione e della semplificazione.

Le parti hanno poi discusso del precariato storico, manifestando soddisfazione per la definizione dei bacini di lavoratori appartenenti alle leggi 12, 15, 31 e 40, e per le relative contrattualizzazioni e stabilizzazioni per chi ha già un contratto a tempo determinato.

Sul percorso di stabilizzazione degli ex Lsu/Lpu, l’assessore Orsomarso si è impegnato a sollecitare al ministro del lavoro l’atteso decreto attuativo.

Più in generale l’incontro di oggi è stato finalizzato all’apertura di un confronto tra Regione e sindacati, strutturato e programmato che, attraverso l’operatività dei Tavoli tecnici, abbia l’obiettivo di riordinare il mercato del lavoro calabrese e chiudere la stagione del precariato pubblico regionale.

Per quanto riguarda il settore pubblico, si è discusso dell’apertura di una nuova fase di politiche attive del lavoro in linea con i fabbisogni professionali del mondo produttivo, al fine di costruire percorsi di lavoro privato stabile e di qualità.

Al termine, ‘assessore e le organizzazioni sindacali hanno convenuto  sulla  necessità di mettere la parola fine al precariato in Calabria garantendo la fuoriuscita dal tirocinio dei soggetti interessati, consapevoli che tutti sono chiamati a dare il loro reale contributo in termini di chiarezza ed effettiva fattibilità dei percorsi di contrattualizzazione.

Infine, isindacati hanno rappresentato la necessità di una calendarizzazione degli incontri sui temi delle politiche attive del lavoro.

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Constitutional Circus supera i confini e fa parlare di sè la stampa nazionale.

Un circo politico tra gli Stati e l’Unione Europea. No, non è un pezzo di politica internazionale ma il fulcro su cui ruota il progetto cinematografico “Constitutional Circus”, girato tra Roccascalegna in Abruzzo, Longobucco e Bisignano in Calabria e promosso dalla casa di produzione cinematografica Piroetta in coproduzione con Calabria News 24 e Smart Network.

Da un’idea del regista Berardo Carboni, l’iniziativa sarà anche uno spettacolo teatrale, in scena da 2021 e si basa su una critica alla condizione di potere dell’UE e la relativa posizione degli Stati, interpretati giustappunto, dal Signor Stato e la Signorina Europa, due clown che, proprio come nel circo, portano avanti continui battibecchi.

Ma lo sceneggiato attraversa anche la storia, passando dalla Rivoluzione francese a quella industriale ed analizzando i temi di modernità e progresso fino ad arrivare ai giorni nostri, trattando di finanza e giustizia e toccando anche il tema dei paradisi fiscali.

Un modo irriverente di parlare di temi complessi come solo il cinema sa fare, in una chiave divertente ma al contempo riflessiva. Un’occasione per trarre dalla pellicola le proprie considerazioni sulla condizione europea e sul delicato equilibrio con la politica.

Il progetto ha interessato anche la stampa nazionale, come il Fatto Quotidiano che ha dedicato un interessante articolo di Eleonora Vasquez, riportando quanto sia “interessante come si cerchi di impostare il dibattito sull’Europa superando la dicotomia tra europeisti (coloro che difendono questa Unione europea) e gli euroscettici (quelli che vogliono tornare allo Stato-nazione). Esiste infatti un approccio euro-critico nei confronti delle istituzioni europee, il quale si deve interrogare su quali cambiamenti devono essere adottati a livello istituzionale e politico per rendere il nostro continente uno spazio più democratico e partecipativo.

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Coronavirus: il bollettino della Regione Calabria

In Calabria ad oggi sono stati effettuati 164.464 tamponi.

 

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 1.640 (+17 rispetto a ieri), quelle negative sono 162.824.

 

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

 

– Catanzaro: 11 in reparto; 23 in isolamento domiciliare; 186 guariti; 33 deceduti.

 

– Cosenza: 15 in reparto; 1 in terapia intensiva; 62 in isolamento domiciliare; 453 guariti; 34 deceduti.

 

– Reggio Calabria: 2 in reparto; 83 in isolamento domiciliare; 296 guariti; 19 deceduti.

 

– Crotone: 1 in reparto; 20 in isolamento domiciliare; 116 guariti; 6 deceduti.

 

– Vibo Valentia: 5 in isolamento domiciliare; 84 guariti; 5 deceduti.

 

Altra Regione o Stato Estero: 185 (nel totale è compresa anche la persona deceduta al reparto di rianimazione di Cosenza che era residente fuori regione).

 

Il totale dei casi di Catanzaro comprende soggetti provenienti da altre strutture che nel tempo sono stati dimessi.

 

I ricoverati del setting “Fuori regione” (8) e dei migranti (1) sono stati distribuiti nei reparti di degenza; complessivamente i ricoveri presso l’Ospedale di Catanzaro sono undici, di cui cinque non sono residenti.

 

Dei quindici pazienti ricoverati al reparto di malattie infettive di Cosenza, quattro sono “non residenti”.

 

Sempre a Cosenza, per due casi è in corso un’inchiesta epidemiologica e due sono casi da rientro. A Crotone due positivi sono del CARA.

 

Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 2.991.

 

Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile Nazionale.

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Misure a superficie Psr: in pagamento indennità per oltre 1.6 milioni di euro

Prosegue il lavoro del Dipartimento Agricoltura e Risorse agroalimentari della Regione Calabria, relativamente alle liquidazioni in favore dei beneficiari del Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020.

Nella giornata odierna il Settore “Agroambiente e Zootecnia” ha inviato all’organismo pagatore Arcea l’elenco regionale per il pagamento di 464 domande che riguardano le misure a superficie del Psr (10, “Pagamenti agro–climatico – ambientali”, 11 “Agricoltura biologica”; 13, “Indennità a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici”, e 14, “Benessere degli animali”), per un importo complessivo di 1.669.559 euro.

 

“Durante il periodo estivo – afferma l’Assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – l’attività del Dipartimento e dell’Assessorato non ha subito interruzioni. Nonostante le difficoltà dettate dall’emergenza sanitaria, si è lavorato con sollecitudine per esaminare le domande di aiuto pervenute dai beneficiari del Psr e garantire liquidità al mondo agricolo calabrese. Tra il primo Marzo ed il 31 Luglio scorsi, nonostante il forte condizionamento imposto dal lockdown e dal persistere della pandemia, sono state liquidate 25.735 domande e sono stati immessi nel circuito del comparto agroalimentare regionale ben 41.267.812 di euro”.

 

Conclude l’Assessore: “Il Dipartimento Agricoltura è tuttora impegnato nella prosecuzione del lavoro per i pagamenti delle domande di riconferma 2020 delle misure a superficie, nonché nell’istruttoria delle domande relative al bando dell’agricoltura biologica, pubblicato lo scorso mese di Giugno. Presto avremo dunque nuovi risultati concreti da offrire al mondo agricolo”.

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Il Colonnello Battaglia lascia Reggio Calabria

“Come dico sempre, probabilmente 35 anni fa mi sono arruolato per fare il comandante provinciale di Reggio Calabria”. Con queste parole, a margine della conferenza stampa per l’operazione “Sbarre”, il colonnello Giuseppe Battaglia si è congedato dalla città calabrese dopo tre anni alla guida del Comando provinciale dei carabinieri. “Non c’è incarico nella nostra professione – ha aggiunto – che sia più remunerativo, bello, esaltante e complesso del comandante provinciale. Farlo poi a Reggio Calabria è assolutamente un privilegio. Di questo ringrazio i carabinieri che mi hanno seguito e mi hanno dato grandi soddisfazioni nel periodo del mio comando. Ringrazio le autorità con le quali abbiamo avuto un rapporto di collaborazione strettissima e sempre di grande condivisione informativa e operativa. La ‘squadra Stato’ ha funzionato veramente bene. E poi ringrazio la cittadinanza di Reggio Calabria. Mi sono accorto che la gente ha tantissima voglia di riscattarsi e liberarsi della piaga della ‘Ndrangheta e di quello che la ‘Ndrangheta ancora costituisce come limite allo sviluppo del territorio. Abbiamo avuto sempre il sostegno della popolazione e lo vediamo nelle indagini che svogliamo”.
Il colonnello Giuseppe Battaglia è stato trasferito allo Stato Maggiore dalla Difesa. Al suo posto, nei prossimi giorni, arriverà il colonnello Marco Guerrini fino a ieri in servizio al Comando generale dell’Arma dei carabinieri.

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Cerisano (CS): “Movie Rhapsody” della “MOI Modern International Orchestra” ed Eric Daniel incantano gli spettatori di Palazzo Sersale

Sono in tutto ventitre i musicisti che si sono esibiti a Cerisano nello storico Palazzo Sersale, sabato 5 settembre, nell’ambito del progetto musicale e culturale della “MOI Modern International Orchestra”.

In poche settimane di formazione l’orchestra ha espresso una grande energia, valorizzata dalla presenza di un magistrale Eric Daniel, sassofonista di fama mondiale.  In “Movie Rhapsody” ha presentato una selezione di colonne sonore – riarrangiate dal M° Vincenzo Palermo – che hanno fatto la storia del cinema internazionale. Gli orchestrali sono stati magistralmente diretti dal M° Vincenzo Palermo, docente al Conservatorio S. Giacomantonio di Cosenza, mentre a dirigere il coro è stata la Ma Alexandra Rudakova.

 

Gli spettatori sono stati deliziati dalle note di brani quali: Valzer e Contraddanza, dal Gattopardo di Nino Rota; Fascination, da Arianna di F.D. Marchetti, Deborah’s Theme, da C’era una volta in America di Morricone, Good Morning Mr. Lowrence di SaKamoto, solo per citarne alcuni. Di grande impatto sonoro – uditivo l’intervento musicale di Eric Daniel, che ha letteralmente incantato gli spettatori presenti all’evento, con il suo sassofono, dal suono intenso, sensuale e pulito, ha creato un’ottima fusione con i giovani musicisti.

 

Il progetto artistico è promosso dall’associazione culturale Scenari Globali e co-progettato con Piano B. L’intervento ha previsto la formazione di una nuova orchestra a cui hanno contribuito anche Rosa Martirano, Sasà Calabrese, Roberto Musolino, Massimo Belmonte, Mario Greco, Raffaelle Borrelli e Francesco Perri quali musicisti e insegnanti di questo nuovo percorso musicale.

 

MOI – Modern International Orchestra è un progetto riconosciuto e cofinanziato dalla Regione Calabria sull’avviso cultura PAC Calabria 2014/2020 e patrocinato dal Comune di Cerisano la cui sensibilità amministrativa ha permesso, ancora una volta, di accogliere all’interno di uno scenario unico, come quello di Palazzo Sersale, un progetto artistico innovativo, confermando il borgo come incubatore di creatività –  come hanno sottolineato nel corso della serata Anna Infante e Francesco Madrigrano i quali hanno anche sottolineato l’importanza di una progettualità costruita in rete tra operatori dello spettacolo e dell’accoglienza turistica ringraziando – in tal senso –  il Peperoncino Jazz Festival, l’associazione Jazz Fans Club, l’associazione di promozione sociale Route106, l’associazione La Piazza (di Cleto) e la Pro Loco di Cerisano.

 

 

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Operazione sbarre: i nomi

Nella mattinata odierna, i militari del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, coadiuvati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori, dal Nucleo Cinofili di Vibo Valentia e dai Comandi Compagnia di Monza e Villafranca di Verona, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Capo Giovanni Bombardieri, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 19 persone (17 in carcere e 2 obblighi di presentazione alla P.G.).

Le misure emesse dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria, Dott.ssa Arianna Raffa, su richiesta della competente Direzione Distrettuale Antimafia (Sostituti Procuratori Dott. Walter Ignazitto e Dott. Diego Capece Minutolo), riguardano due associazioni finalizzate al traffico illecito di sostanza stupefacente o psicotrope, produzione traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, tentata estorsione, sequestro di persona aggravato, lesioni personali aggravate, ricettazione, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, detenzione e porto illegale di armi clandestine. Di seguito i soggetti destinatari:

 

(in carcere)

CHILLINO Luigi, nato a Reggio Calabria il 05.08.1985;

AZZAZI Anouar, nato a Casablanca (Marocco) il 22.8.1984, detenuto nella casa circondariale di Cosenza;

FOTI Andrea, nato a Reggio Calabria 15.5.1981;

SELLAK Imaddin, nato a Reggio Calabria il 4.1.1999, detenuto nella casa circondariale di Reggio Calabria;

FOTI Gabriele, nato a Reggio Calabria il 2.10.1992, detenuto nella casa circondariale di Reggio Calabria;

FOTI Stefano, nato a Reggio Calabria l’1.7.1972;

FOTI Demetrio, nato a Reggio Calabria il 3.1.1994;

GALLO Vincenzo, nato a Reggio Calabria il 19.1.1989, sottoposto agli arresti domiciliari a Reggio Calabria;

GATTO Carmelo, nato a Reggio Calabria il 27.1.1989;

IDONE Pasquale, nato a Reggio Calabria il 28.7.1989;

FROSINONE Antonino, nato a Reggio Calabria il 26.12.1993;

AMRANI Anas, nato ad Isola della Scala (VR) il 28.5.1998;

CHILLINO Giuseppe, nato a Reggio Calabria il 19.3.1965;

SARICA Antonio, nato a Reggio Calabria il 28.11.1988;

PENNICA Andrea, nato a Reggio Calabria l’8.12.1998;

MIRISCIOTTI Gianluca, nato a Reggio Calabria il 14.11.1989;

LAROCCA Alessandro, nato a Reggio Calabria il 12.6.1993;

 

(obbligo quotidiano di presentazione alla P.G.)

 

BALATSYR Viktoriya, nata a Kremenchuk (Ucraina) il 15.2.1998;

REPACI Sebastiano, nato a Reggio Calabria il 17.12.1986.

 

L’attività d’indagine, condotta dalla Compagnia di Reggio Calabria da ottobre 2017 a marzo 2020, ha consentito di evidenziare l’esistenza di due distinti gruppi criminali dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, operanti in maniera non concorrenziale in zone contigue del quartiere Sbarre:

il primo, composto da numerosi affiliati e organizzatisi in maniera sistemica nelle piazza di spaccio del popoloso Rione Guarna/Caridi, che, sotto la direzione di CHILLINO Luigi e FOTI Gabriele, si sarebbe dotato di una struttura non rudimentale, caratterizzata dalla:

  • individuazione di una base operativa con attribuzione di ruoli specifici a ciascuno degli associati;
  • predisposizione di turni ad orari tendenzialmente fissi per presidiare i luoghi di detenzione e spaccio della merce con relativa corresponsione “stipendiale”;
  • regolare tenuta della contabilità, appositamente trascritta;
  • utilizzo di utenze operative, intestate a terzi soggetti e finalizzate alla trasmissione di direttive e indicazioni sull’attività da compiere, anche mediante l’utilizzo di post-it e “pizzini”;
  • adozione di un linguaggio convenzionale per lo scambio di messaggi tra i consociati;

il secondo, più limitato dal punto di vista numerico, seppur “connotato da minori mezzi operativi ed impegnata in transazioni di droga di più modesto valore”, sotto la direzione di SARICA Antonio intratteneva rapporti con soggetti di elevata caratura criminale vicini alle famiglie della ‘ndrangheta locale TEGANO e MOLINETTI, operando già a partire dal 2017, in modo sistematico e professionale, nonché ponendo la propria base operativa in una non modesta area compresa tra la zona cittadina del Rione Sbarre e Viale Calabria.

 

La vicenda dalla quale si dipanano le investigazioni è  un sequestro di persona a scopo di estorsione, avvenuto nel settembre 2017,  nei confronti di due minori, uno dei quali reo di aver commesso ai danni dell’organizzazione il furto di una non irrisoria quantità di sostanza stupefacente, poi dallo stesso rivenduta al MIRISCIOTTI Gianluca. Più dettagliatamente i sequestratori sono stati indentificati in Giuseppe CHILLINO, Anouar AZZAZI, Gabriele ed Andrea FOTI, i quali hanno privato i due minorenni della libertà personale, costringendoli a rimanere, per un apprezzabile arco temporale all’interno di una abitazione sita in via Bolzano e anche in una cantina di viale Europa: gli indagati hanno minacciato i due minorenni anche con l’uso di armi, oltre ad averli legati ed imbavagliati con l’intento di costringerli a confessare la sottrazione dello stupefacente ed imporre la restituzione o comunque il pagamento del controvalore.

Le vittime venivano liberate solo grazie all’intervento di SARICA Antonio che si impegnava ad assumere “in proprio” il loro debito, versando la somma in favore dei sequestratori.

Secondo quanto emerso in seno all’attività d’indagine, i soggetti gravitanti intorno alla figura del CHILLINO si erano organizzati in modo da assicurare, nella zona dello spaccio, un costante controllo del territorio, stabilendo turnazioni a tutela dell’attività di spaccio e secondo le direttive fornite dai capi gruppo mediante un penetrante servizio di “guardiania”.

L’attività d’indagine ha fatto altresì luce sulla contabilità tenuta dal gruppo di spacciatori, essendo emerso che gli stessi fossero soliti annotare le quotidiane transazioni di droga su fogli manoscritti nei quali, sia pure in modo del tutto rudimentale, mantenevano una sorta di bilancio dell’attività, in modo da monitorare i rapporti di dare/avere in capo a ciascun “pusher”.

Nella piazza di spaccio –  in data 16 aprile 2018 – gli operanti hanno infatti rinvenuto, all’interno di un rudere, diversi biglietti, “post-it” e “pizzini”, riportanti numeri e lettere, con chiari riferimenti alle dosi di sostanza stupefacente cedute e al soggetto che aveva provveduto alla relativa vendita.

Il gruppo, per scambiare messaggi e indicazioni sul da farsi con lo scopo di eludere eventuali identificazioni esterne, utilizzava “utenze operative occulte”, in quanto spesso formalmente intestate a cittadini di origine extracomunitaria (non dimoranti nel territorio reggino) ma effettivamente utilizzate, come accertato dagli operanti e che non lasciano margini per l’individuazione dei reali conversanti, riconducibili agli odierni indagati.

In particolare, lo schema adottato dagli appartenenti al gruppo era quello di utilizzare le citate utenze per scambiare prevalentemente messaggi di testo dal contenuto più o meno criptico, ove i conversanti, per non essere immediatamente identificati, facevano ricorso ai propri epiteti (“Talpa”, “Avvocato”, “Centro”), e contenenti “comunicazioni di servizio”.

Le indagini hanno consentito di accertare che il gruppo avesse mire espansionistiche che hanno condotto alcuni degli associati a spostarsi sul territorio nazionale ed a svolgere una parte della propria attività di spaccio in altra regione, ossia il Veneto, ove poteva contare del sostegno di alcuni associati e familiari.

Il secondo gruppo criminale riconducibile al citato SARICA Antonio, si è caratterizzato per la sistematica e professionale dedizione allo spaccio dei suoi componenti. Costoro hanno operato in un contesto organizzato, caratterizzato dalla presenza di grossisti capaci di garantire costanti forniture di droga (in prevalenza “marijuana”) ed in grado di soddisfare le richieste di una pletora di abituali ed affezionati clienti. Gli affiliati hanno dialogato -per gli approvvigionamenti dello stupefacente- anche con rappresentanti delle locali famiglie di ‘ndrangheta, compiacendosi del riconoscimento loro attribuito da parte delle locali ‘ndrine e muovendosi con agilità nel sottobosco criminale reggino per rifornirsi diuturnamente e freneticamente dello stupefacente da collocare sul mercato.

I principali e più dinamici componenti dell’associazione, sono Antonio SARICA (detto Totò), Andrea PENNICA (detto “Barone” o “Anderson”) e Gianluca MIRISCIOTTI (detto “Pupo”). Le intercettazioni li descrivono come soggetti che si muovono sinergicamente sul territorio, acquistando sostanza stupefacente (prevalentemente “marijuana”, senza però disdegnare la “cocaina”) da rivendere al dettaglio.

Nel corso delle indagini è emerso come i tre si rivolgessero a taluni grossisti di riferimento e si dedicassero successivamente al piccolo spaccio, con modalità collaudate e professionali.

Anche con riguardo a questo secondo gruppo criminale è stato delimitato il territorio sul quale lo stesso opera, ricompreso tra la via Sbarre Centrali e Viale Calabria di Reggio Calabria più nel dettaglio all’interno di detta area sono stati individuati alcuni luoghi, convenzionalmente indicati come “il parco”, “il muretto”, “il palo”, che costituiscono il punto di ritrovo o il luogo di occultamento della sostanza stupefacente o delle somme di denaro provento dallo spaccio.

 

Nel corso dell’attività complessivamente sono state tratte in arresto in flagranza di reato n. 16 persone, deferite in s.l. n. 5 persone e segnalate amministrativamente 12 persone per uso di sostanza stupefacente. Inoltre dalle captazioni tecniche e dai riscontri effettuati la sostanza stupefacente complessivamente emersa nell’indagine è relativa a marijuana (peso complessivo superiore a 8 kg circa al prezzo di mercato pari a 3 euro al gr.) e cocaina (peso complessivo superiore a circa 250 grammi al prezzo di 70 euro al gr.).

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Cosenza: consuma alcolici senza pagare ed aggredisce due donne

Questa mattina, i Carabinieri della Stazione di Cosenza Principale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di  misura cautelare emessa dall’ufficio GIP del Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di un 35enne cosentino ritenuto responsabile del reato rapina aggravata.

I fatti per cui si procede risalgono allo scorso 25 luglio, quando l’uomo, dopo aver consumato diverse bevande alcoliche all’interno di un noto bar di Cosenza, si sarebbe rifiutato di pagare il dovuto ed avrebbe aggredito con schiaffi e graffi le due commesse, minacciandole di morte con un oggetto contundente. Lo stesso si è successivamente impossessato dell’incasso contenuto nel registratore di cassa, minacciando nuovamente le ragazze che tentavano di difendersi dalla vile aggressione.

Dopo i fatti accaduti, la proprietaria del locale si è rivolta ai militari del Comando Compagnia di Cosenza che hanno avviato un’accurata attività di indagine volta all’identificazione dell’aggressore, successivamente denunciato all’autorità giudiziaria. Da quanto ricostruito dai militari, il 35enne dopo aver consumato esageratamente bevuto ha cercato di allontanarsi dal locale inseguito dalla barista. Lo stesso, dopo aver notato di essere seguito, ha da prima aggredito con schiaffi e graffi la donna e successivamente si è rintrodotto nel bar dove si è impossessato della somma di 30 euro contenuta nella cassiera, minacciando ed aggredendo anche l’altra barista.

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato accompagnato presso il proprio domicilio dove dovrà permanere al regime degli arresti domiciliari.

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