Giorno: 1 Ottobre 2020

Covid: 17 nuovi positivi in Calabria, aumentano i guariti, +35

Cresce ancora, ma in maniera leggermente inferiore al giorno precedente, il numero dei positivi in Calabria. Con 1.972 tamponi processati ne sono stati trovati 17 (-1 sul giorno precedente) che portano il totale da inizio pandemia a 2.002 con 201.540 test effettuati. I casi attivi sono 537 (-18) con un aumento di guariti di 35 unità (per un totale di 1.365). Le persone in rianimazione sono 2 mentre quelle ricoverate in reparto 32 (-1) e quelle in isolamento domiciliare 503. Le vittime sono 100. Cosenza oggi registra un nuovo positivo con indagine in corso. Catanzaro uno da rientro, 8 da focolaio noto e 4 da nuovo focolaio (Lamezia). Reggio Calabria comunica due nuovi positivi. Lo riferisce il bollettino della Regione Calabria.
Territorialmente, i casi positivi da inizio pandemia sono distribuiti a: Catanzaro 12 in reparto; 2 in terapia intensiva; 71 in isolamento domiciliare; 219 guariti; 33 deceduti. Cosenza 9 in reparto; 117 in isolamento domiciliare; 492 guariti; 36 deceduti. Reggio Calabria 5 in reparto; 98 in isolamento domiciliare; 340 guariti; 19 deceduti. Crotone 6 in isolamento domiciliare; 133 guariti; 6 deceduti. Vibo Valentia 6 in reparto; 26 in isolamento domiciliare; 85 guariti; 5 deceduti.
Altra Regione o Stato Estero 282.
Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 1.155.

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Reggio Calabria: Operazione “Provvidenza Bis” sequestrati beni per un milione e mezzo di euro ad esponente cosca Piromalli

Nella giornata odierna nell’ambito dell’operazione “Provvidenza Bis”, il raggruppamento operativo speciale dell’arma dei carabinieri, coadiuvato in fase esecutiva dal comando provinciale di Reggio Calabria, ha dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro beni per un valore di circa un milione e mezzo di euro, emesso dal tribunale della repubblica di Reggio Calabria – sezione misure di prevenzione, su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, in danno di Mazzaferro Girolamo cl.’35, esponente di spicco della cosca di ‘ndrangheta “Piromalli” di Gioia Tauro.

L’esecuzione ha interessato la provincia di Reggio Calabria e la città di Roma capitale, ed ha comportato il sequestro di:

  • 2 imprese agricole attive nel comune di gioia tauro, con un patrimonio aziendale ed un volume d’affari annuo di circa 200 mila euro;
  • 4 immobili (tra cui 3 abitazioni, 1 terreno agricolo) siti nei comuni di Gioia Tauro e Roma, con un valore stimato di circa 600 mila euro;
  • 2 immobili (1 deposito ed 1 terreno edificabile su cui era già stata programmata una lottizzazione immobiliare) acquisiti mediante usura in danno di due cittadini di Gioia Tauro, con un valore stimato di circa 700 mila euro.
  1. la articolata attività d’indagine patrimoniale, diretta dal  procuratore   aggiunto Caliogero Gaetano paci e dai sostituti  pantano, d’ambrosio e de caria, veniva avviata a seguito dell’esecuzione dell’operazione “Provvidenza”, avvenuta tra il gennaio ed il febbraio 2017, che portava alla disarticolazione della cosca “Piromalli” ed all’arresto dei propri esponenti apicali, tra cui anche il citato Mazzaferro Girolamo, risultato direttamente collegato ai fratelli Piromalli Gioacchino cl.’34, Antonio cl.’39 e Giuseppe cl.’45.
  2. gli accertamenti hanno consentito di ricostruire il percorso di crescita imprenditoriale di Mazzaferro Girolamo, divenuto sin dagli anni ’60 un esponente di rilievo della consorteria ‘ndranghetista operante sulla piana di gioia tauro, vincitrice del primo conflitto di mafia scoppiato tra gli anni ’70 ed ’80 ed oggetto del procedimento “De Stefano Paolo + 59”, pietra miliare della storia del contrasto alla mafia calabrese. in tale contesto, forte dei guadagni illeciti acquisiti a seguito della partecipazione nel 1975 all’appalto relativo alla costruzione del v centro siderurgico di Gioia Tauro, trasformato successivamente nell’attuale porto, il Mazzaferro aveva avviato unitamente al fratello Teodoro cl.’38, colpito nel giugno u.s. da misura di prevenzione patrimoniale con il recupero di un patrimonio illecito di 6 milioni e mezzo di euro, un’innumerevole serie di investimenti immobiliari nei territori di Gioia Tauro e Palmi, con il concorso finanziario dei fratelli Piromalli. il proposto in particolare dava il supporto criminale al fratello Teodoro, facendosi da garante con i vertici della cosca “Piromalli” per ottenere ingenti capitali di provenienza illecita con cui avviare numerose lottizzazioni immobiliari nei comuni di Gioia Tauro e Palmi.
  3. negli ultimi anni, il decano Mazzaferro Girolamo assumeva una posizione di responsabilità ancora maggiore in seno all’organizzazione, avendo un raccordo diretto con i fratelli Piromalli, interloquendo con i rappresentanti di diverse cosche della tirrenica (Alvaro e crea su tutte) e divenendo il più qualificato punto di riferimento criminale dell’organizzazione sul territorio. forte di tale posizione, acquisiva, nella Marina di Gioia Tauro, mediante usura in danno di due cittadini gioiesi, un deposito ed un terreno edificabile su cui era stata già pianificata una lottizzazione immobiliare.

 

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Catanzaro: Coltiva marijuana e maltrattava fratello disabile, denunciata una donna di 50 anni

Coltivava marijuana in casa e teneva il fratello, incapace anche di alzarsi, nella sporcizia. Per questo una donna di 50 anni è stata denunciata per produzione ai fini di spaccio di stupefacenti e maltrattamenti in famiglia. Sono stati gli agenti delle Volanti della Questura di Catanzaro a portare alla luce la vicenda. Nel corso di una perquisizione domiciliare eseguita, con la collaborazione di un’unità del Reparto cinofili della Polizia di Vibo Valentia e della Polizia scientifica di Catanzaro, in un’abitazione in località Germaneto, gli agenti hanno trovato 6 piante di marijuana con annesso impianto di essiccazione per trasformare le piante in sostanza stupefacente. Le piante alte ognuna circa un metro, sono state sequestrate, così come la ‘camera di essiccazione’, in doppio tessuto impermeabile ed isolante, dotata di prese d’aria, un aspiratore, una ventola, ed una scaffalatura a diversi ripiani, retati, per appoggiarci la sostanza da essiccare, nonché un bilancino, un termostato dei ‘grinder’ per la frantumazione della marijuana e vario materiale di consumo per il confezionamento dello stupefacente in dosi.
Mentre erano nell’abitazione, gli agenti hanno notato, in camera da letto, un uomo, palesemente non autosufficiente, in condizioni penose. La stanza era priva di mobilio e suppellettili, piena di rifiuti alimentari, immondizie varie ed escrementi e l’uomo, cinquantaseienne, fratello della donna, si spostava carponi apparendo incapace di assumere la posizione eretta. Gli agenti hanno quindi chiamato il 118 e l’uomo è stato affidato alle cure dei sanitari

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Cosenza: Sequestro piazza Bilotti. Chiuse le indagini per Occhiuto e altri 12

Sono 13 gli indagati, tra i quali il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, ai quali è stata notificata la chiusura indagini nell’ambito dell’inchiesta “Piazza Sicura” che lo scorso 24 aprile ha portato al provvedimento di sequestro preventivo di Piazza Bilotti a Cosenza. Alla base del provvedimento, disposto dal gip su richiesta della Dda di Catanzaro, vi è l’ipotesi di reato di falso relativo agli atti della procedura di collaudo dei lavori di riqualificazione e rifunzionalizzazione ricreativo-culturale della piazza. Le accuse investono pubblici amministratori, imprenditori, professionisti e pubblici dirigenti, indagati, a vario titolo, per falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, mancanza del certificato di collaudo, e con la previsione, per uno degli indagati – l’imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri – dell’aggravante di avere commesso il fatto per agevolare le attività della cosca “Muto” di Cetraro.
Le indagini coordinate dal pm Veronica Calcagno si sono chiuse per il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, L’imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri, Alvaro Antonio, Antonella Angotti, Francesco Converso, Gianluca Guarnaccia, Francesco Stellato, Francesco Tucci, Pasquale Torchia, Paola Tucci, Carlo Pecoraro, Raffaele Ferraro, Carlo Vernetti.
Secondo le indagini, eseguite dalla Guardia di finanza, sono stati commessi svariati reati di falso finalizzati ai finanziamenti per lavori complementari e per il rilascio del certificato di collaudo. Contemplato anche il reato di rivelazione di segreto, posta in essere, secondo l’accusa, da un pubblico dipendente in relazione ad attività ispettive che dovevano essere avviate sul cantiere, e affidamento e frammentazione di incarichi sotto soglia, in modo da aggirare gli obblighi posti dalla normativa in materia di appalti. La stessa inaugurazione di Piazza Bilotti, il 17 dicembre 2016, sarebbe avvenuta, con la presenza di migliaia di persone, in mancanza del certificato di collaudo.

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San Marco Argentano (CS): Covid, medico di base risultato positivo

Un medico di base è risultato positivo al Covid 19 a San Marco Argentano, nel cosentino. È il quinto caso che si registra. I primi quattro sono tutti guariti.  “Poco fa – si legge sulla pagina facebook del comune di San Marco Argentano – il dipartimento di Igiene pubblica dell’Asp ha comunicato che è risultato positivo al tampone nasofaringeo uno dei nostri medici di base, il dottor Giorgio Di Cianni, che sta bene ed è già in isolamento domiciliare. Il dottor Di Cianni, con grandissimo senso civico, ci ha autorizzati a diffondere la notizia. I pazienti che negli ultimi giorni sono stati allo studio medico sono pregati di mettersi in contatto telefonico con il dottore. Invitiamo tutti – conclude il post – a non lasciarsi prendere dal panico e a rispettare le regole di distanziamento sociale, le regole igieniche e a usare la mascherina anche all’aperto”.

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Catanzaro: Mons. Vincenzo Bertolone confermato presidente Vescovi Calabria

L’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Vincenzo Bertolone, è stato confermato presidente della Conferenza Episcopale Calabra. L’elezione è avvenuta nel corso della riunione della Conferenza. Il presule, dopo la presidenza dell’arcivescovo mons. Salvatore Nunnari, era stato eletto per la prima volta il 3 settembre del 2015. Nato a San Biagio Platani il 17 novembre 1946, Bertolone è stato ordinato sacerdote il 17 maggio 1975 nella Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri. Nominato vescovo di Cassano allo Ionio da Papa Benedetto XVI il 10 marzo 2007, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 3 maggio 2007 dal cardinale Tarcisio Bertone. Nominato arcivescovo di Catanzaro-Squillace il 25 marzo 2011, ha preso possesso della sede il 29 maggio 2011.

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Polizia: Megale “un privilegio fare il questore a Reggio Calabria”

“Ci tenevo a presentarmi alla città. Sono di origini reggine per cui per me è un privilegio tornare nella città che mi ha dato i natali. Sento fortemente l’onere oltre che l’orgoglio di fare il questore di Reggio Calabria”. Sono le prime parole di Bruno Megale da questore di Reggio. “Cercherò di dare tutto l’impegno per la mia città” sottolinea Megale che, nonostante sia nato in riva allo Stretto, non ha mai lavorato in Calabria. Proprio per questo “devo ringraziare i miei predecessori per l’eccellente lavoro che hanno fatto. Non solo Maurizio Vallone ma anche Raffaele Grassi. Ho trovato una struttura efficiente, molto migliorata.
Si è investito molto sulla prevenzione e a potenziare gli uffici investigativi. Si è investito molto nel contrasto alle consorterie mafiose. I risultati parlano da soli e il mio compito sarò quantomeno di mantenere lo stesso standard.
L’impegno sarà in questo senso. Io sono stato prevalentemente in Lombardia. Ho lavorato tanto nel settore delle investigazioni e dell’antiterrorismo. Ho fatto un’esperienza di questore a Caltanissetta e un’esperienza di direttore della V zona di polizia di frontiera. Sono abbastanza schivo ma mi rendo conto che la comunicazione riveste un’importanza fondamentale. Per quanto riguarda i miei progetti datemi il tempo di rendermi conto. Non conosco ancora bene la realtà. Farò di tutto per colmare nel più breve tempo questo gap. La realtà del sud in qualche modo mi è nota perché conosco la mentalità del reggino anche se poi me ne sono andato quando avevo 15 anni. Sono tornato dopo 40 anni e per quanto reggino uno possa essere il territorio si deve conoscere dal di dentro, deve conoscerne le dinamiche. Per questo ho la fortuna di avere eccellenti collaboratori e mi appoggerò molto a loro”. “Su una cosa – aggiunge – sono e sarò molto attento perché ci tengo tantissimo, e credo di potermi tranquillamente inserire nel solco dei miei predecessori: credo nella vicinanza della polizia alla cittadinanza. Siamo serventi al cittadino quindi lavorerò al massimo per rendere questo concetto molto pratico. Cercherò di migliorare questo rapporto che so già essere ottimo tra la polizia e tutta la cittadinanza. Questo sarà il mio compito primario”.

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Grave atto indimitatorio nei confronti di Rosaria Succurro. Trovata busta con proiettili a pallettoni

Grave atto intimidatorio nei confronti di Rosaria Succurro candidata a sindaco al comune di San Giovanni in Fiore. Ignoti hanno stamattina hanno lasciato una busta con all’interno due proiettili a pallettoni sull’auto del marito della Succurro Marco Ambrogio che si trovava parcheggiata davanti alla loro abitazione. Rosaria Succurro è candidata per il centrodestra  al ballottaggio contro Antonio Barile, sostenuto da una lista civica.

Immediatamente sono state allertate le forze dell’ordine ed è stato denunciato l’accaduto sul quale indagano i carabinieri. Prorpio nella giornata di ieri la candidata, durante un comizio, ha lanciato la proposta ai sangiovannesi di sottoscrivere un protocollo di legalita’ per tenere la ‘ndrangheta fuori dal comune silano impegnandosi a contrastare ogni forma di criminalità sul territorio.

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Cosenza: Abbandonano rifiuti in aree del Parco della Sila, diverse le sanzioni

I carabinieri forestali hanno individuato e sanzionato i responsabili dell’abbandono indiscriminato di rifiuti avvenuto nelle località Varrise di Acri e Macrocioli di Longobucco, ricadenti all’interno del Parco Nazionale della Sila. I militari sono riusciti ad identificarli attraverso un capillare servizio di vigilanza ambientale effettuato anche grazie all’utilizzo di fototrappole che hanno consentito di risalire agli autori dell’abbandono di sacchi e buste sul suolo contenenti rifiuti solidi urbani. Sono state fino ad ora notificate sanzioni per oltre 5000 euro ed altre saranno notificate nei prossimi giorni in merito all’abbandono rifiuti attenzionato dai militari della Stazione Parco di Lorica in località Agnara del Comune di San Giovanni in Fiore. Tale attività condotta dai militari si inserisce in una campagna di contrasto a tale fenomeno predisposta dal Reparto Carabinieri Parco su tutto il territorio dell’area protetta silana che ha negli ultimi mesi ha prodotto, per sanzioni sui rifiuti 23 verbali per un importo complessivo di 20.000 euro circa.

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Amantea (CS): Covid: iniziato trasferimento migranti da Cas

E’ iniziato stamani il trasferimento di una decina di migranti risultati positivi al coronavirus e facenti parte del focolaio del Cas Ninfa Marina di Amanteasul tirreno cosentino. Il trasferimento è operato dalla Croce Rossa italiana su disposizione del Dipartimento di Igiene e prevenzione dell’azienda sanitaria provinciale di Cosenza. La decisione è stata presa per tentare di circoscrivere il focolaio, che nella cittadina tirrenica conta, complessivamente, 95 persone positive al Covid 19. Non si ha conferma del luogo di destinazione, ma i migranti sarebbero in viaggio verso Reggio Calabria, per essere portati a bordo di una nave quarantena al fine di completare il periodo di isolamento. La riservatezza sul luogo di destinazione, probabilmente, è legata anche alla reazione dei residenti di Gasperina (Catanzaro) che ieri hanno manifestato contro il paventato trasferimento dei migranti positivi di Amantea nel comune del Catanzarese, tanto da determinare il dietrofront sulla decisione di farli alloggiare in un albergo in disuso del posto.

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