Giorno: 14 Ottobre 2020

Coronavirus. In Calabria 60 nuovi positivi. I contagi sono 2.448

In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 226.572 soggetti per un totale di 228.678 tamponi eseguiti (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test).

 

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 2.448 (+60 rispetto a ieri), quelle negative 224.124.

 

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

 

– Catanzaro: CASI ATTIVI 92 (17 in reparto; 1 in terapia intensiva; 74 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 297 (263 guariti, 34 deceduti).

 

– Cosenza: CASI ATTIVI 155 (9 in reparto; 146 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 566 (530 guariti, 36 deceduti).

 

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 353 (18 in reparto; 335 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 379 (358 guariti, 21 deceduti).

 

– Crotone: CASI ATTIVI 7 (7 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 146 (140 guariti, 6 deceduti).

 

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 27 (27 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 102 (96 guariti, 6 deceduti).

 

– Altra Regione o stato Estero: CASI ATTIVI 212 (212 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 112 (111 guariti, 1 deceduto). È compresa anche la persona deceduta al reparto di rianimazione di Cosenza che era residente fuori regione. I ricoverati del setting Fuori Regione e dei migranti sono stati inseriti nelle colonne dei rispettivi reparti di degenza.

 

Complessivamente i ricoveri presso l’Ospedale di Catanzaro sono 17 di cui 5 sono riferiti a persone non residenti, i ricoverati presso l’AO di Cosenza sono 9; di questi tre sono non residenti, la paziente dimessa a Cosenza è stata inserita tra i guariti del setting fuori regione. I ricoveri dell’AO di Reggio Calabria sono 18.

 

Il totale dei casi di Catanzaro comprende soggetti provenienti da altre strutture provincie che nel tempo sono stati dimessi.

 

I casi confermato oggi sono così suddivisi: Cosenza: 11 tutti riconducibili a focolai noti: 7 casi nel distretto Cosenza Savuto e 4 nel distretto Tirreno, Catanzaro 9, Crotone 0, Vibo Valentia 1, Reggio Calabria 39.

 

Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria pe comunicare la loro presenza su territorio regionale sono in totale 905.

 

Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile.

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‘Ndrangheta: Condannati due giffonesi partecipi della locale cosca. Arrestati dai carabinieri

I carabinieri della Compagnia di Taurianova hanno arrestato Mandagolio Antonio, 73enne e Valente Pasquale, 58enne, entrambi di Giffone, in esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, definitivamente condannati a 6 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso.
I due erano stati arrestati nell’ambito dell’operazione “Insubria”, eseguita nel 2014 dai Carabinieri in tutto il territorio nazionale, che aveva consentito di smantellare alcune Locali di ‘ndrangheta sviluppatesi in Lombardia, ma che avevano tra i principali riferimenti anche la Locale di Giffone, con a capo La Rosa Giuseppe, detto “Peppe la Mucca”, tuttora ristretto in carcere al regime speciale di detenzione di cui all’art. 41bis dell’Ordinamento Penitenziario.
Secondo l’ipotesi accusatoria della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, avallata dalla Procura Generale, e confermata in via definitiva in tutti e tre gradi di giudizio, i due, in stretto contatto con il capo Locale La Rosa Giuseppe, lo coadiuvavano nell’attività di direzione e gestione del sodalizio giffonese, dal quale dipendevano altre Locali nel nord Italia, anche concedendo doti agli appartenenti del sodalizio criminale mediante i relativi riti di affiliazione. Si rapportavano con i vertici delle altre articolazioni della ‘ndrangheta, anche del Nord Italia e quelle operative in Germania, contribuendo così attivamente alla realizzazione del programma criminoso.
Gli arrestati, sono stati condotti presso il carcere di Palmi dai Carabinieri dove sconteranno la residua pena definitiva.

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Roseto (CS): chiede restituzione si soldi con minacce e pugni. Arrestato.

Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno eseguito nei confronti di un 48enne domiciliato a Rocca Imperiale la misura cautelare detentiva degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Castrovillari, su richiesta della locale Procura, per i reati di tentata estorsione e lesioni personali aggravati.
La vicenda veniva a conoscenza dei Carabinieri della Stazione di Roseto Capo Spulico a fine settembre, quando la vittima subiva un violento pestaggio ad opera dell’odierno arrestato, tanto da farlo andare in ospedale, dove gli venivano riscontrate traumi e contusioni con una prognosi di 20 giorni.
A seguito di ciò i militari iniziavano una meticolosa attività investigativa per ricostruire la vicenda, appurando che il 48enne vantava un credito di 500 euro verso la vittima, riconducibile all’anno prima e dal momento che quest’ultima non era riuscita ancora a saldarlo, l’indagato l’aveva dapprima minacciato di spacciare cocaina per suo conto, circostanza assolutamente rifiutata e quindi era passato alle vie di fatto.
In un primo momento si era portato presso l’abitazione della vittima “requisendogli” l’autovettura a garanzia del credito vantato, quindi, qualche giorno dopo, al culmine di un acceso diverbio, l’aveva colpita con pugni e calci, tanto da farla cadere a terra e sbattere la testa. A seguito del furioso pestaggio si era reso necessario il repentino intervento dei sanitari, che trasportavano il ferito al pronto soccorso di Cosenza, dove gli venivano refertati traumi e contusioni in varie parti del corpo, con una prognosi di 20 giorni.
A supporto di quanto già ricostruito, i Carabinieri acquisivano delle immagini di videosorveglianza, nonché delle testimonianze, che confermavano l’evoluzione dei fatti.
Sulla base dei fatti descritti e del grave impianto accusatorio, l’A.G. riteneva sussistenti le esigenze cautelari […] poiché bisogna considerare la pervicacia dimostrata nella richiesta di adempimento del credito e la spregiudicatezza nel compiere ben due aggressioni fisiche in danno della vittima, l’ultima delle quali in pieno giorno […], che disvelano una personalità proclive alla commissione di condotte criminali e considerava l’unica misura cautelare adeguata alle esigenze sopra esposte quella degli arresti domiciliari.

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Covid: casi in comune limitrofo, sindaco Chiaravalle chiude tutte le scuole

A Chiaravalle Centrale stop alle lezioni fino al 17 ottobre c.a.

Dopo la chiusura dell’istituto superiore Enzo Ferrari, già prevista fino al 17 ottobre 2020, il sindaco di Chiaravalle Centrale, Domenico Donato, ha inteso chiudere, con apposita ordinanza, tutte le scuole di ogni ordine e grado.
La decisione è maturata in considerazione “delle operazioni di screening effettuate, a seguito dei contagi registrati nel vicino comune di Torre di Ruggiero” dove è stato accertato un caso di positività al Covid-19 di uno studente frequentante l’Iis Enzo Ferrari.
L’ordinanza, che ha scopo precauzionale, sospende le lezioni che saranno svolte a distanza da oggi 14 ottobre fino al 17 ottobre compreso, consentendo solo gli ingressi necessari per l’igienizzazione e la sanificazione degli ambienti scolastici.
Chiaravalle è il secondo comune delle preserre che adotta questo provvedimento.
Ieri anche il comune di Cardinale ha prolungato la scelta di chiudere le scuole fino al 17 ottobre sempre per la possibilità che alcuni studenti possano aver avuto contatti con soggetti positivi al Covid-19 di Torre di Ruggiero.

Di Cristiano Santucci

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Scuola, Ministro Azzolina: “Ragazzi felici di essere tornati, ci devono rimanere”

Sulla paventata ipotesi di un ritorno alla Didattica a distanza: <<I contagi non avvengono dentro le scuole>>

<<I numeri e le analisi dell’Istituto Superiore di Sanità ci confermano che i contagi non avvengono dentro le scuole. L’attenzione deve essere invece orientata fuori, alle attività extrascolastiche, come ribadiamo da tempo>>: pensieri e parole della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che non vuole tornare indietro riguardo la decisione di tenere aperte le scuole nonostante le nuove restrizioni decise dal Governo attese a breve: <<I  ragazzi sono felici di essere tornati a scuola. E ci devono rimanere. Anche per quelli più grandi la didattica in presenza è fondamentale perché garantisce formazione ma anche socialità, che altrimenti i giovani andrebbero a cercare altrove>>.
L’ipotesi avanzata dalle Regioni, quale quella di sviluppare le lezioni frontali a distanza per le sole scuole secondarie al fine di allentare il rischio contagi sui mezzi pubblici e negli istituti scolastici, è stata respinta anche dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia: <<Sappiamo che la didattica a distanza è sempre utilizzabile, viene utilizzata anche per rafforzare l’attività opzionale pomeridiana, però in questo momento non sul tavolo», ha precisato Boccia a Sky TG24. «Tutti gli sforzi che stiamo facendo – ha aggiunto – sono per difendere il lavoro e la scuola. Le Regioni non potranno muoversi in autonomia, le modalità con cui funzionano le scuole sono decise dallo stato centrale. Abbiamo modificato norme che prevedevano l’organizzazione di alcuni servizi pubblici e lo abbiamo fatto insieme, dove c’era legislatura concorrente abbiamo lavorato insieme, l’organizzazione delle scuole inevitabilmente passa attraverso una valutazione dello Stato, poi Comuni e Province ci hanno aiutato tantissimo nell’attuare norme che abbiamo approvato e messo nella disponibilità delle scuole tante risorse che servono a potenziare le strutture logistiche. Ma la scelta della didattica a distanza o meno è una scelta del governo centrale e del ministro Azzolina».

Di Cristiano Santucci

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A Morano gli Arteteca, Graziano Galatone di Notre Dame de Paris e Marco Simeoli. Sabato la conferenza stampa di “Muranum… Prosa e Note”.

E’ tutto pronto per “Muranum…Prosa e Note”, l’evento della compagnia teatrale Allegra Ribalta, finanziato dalla Regione Calabria, che porterà a Morano Calabro dal 25 ottobre 2020 al 25 aprile 2021 grandi nomi del teatro e darà il via, per la prima volta, alla formazione attraverso lezioni e workshop con importanti protagonisti del palcoscenico e del cinema.

Se ne parlerà sabato 17 ottobre, presso l’Auditorium “M. Troisi” di Morano Calabro, alle ore 17.30 nella conferenza stampa di presentazione della stagione teatrale 20/21. All’incontro, moderato dalla giornalista Paola Chiodi, parteciperanno il sindaco di Morano Calabro, Nicolò De Bartolo; il consigliere comunale delegato alla cultura, Mario Donadio; il responsabile di progetto, Tina Guglielmello; il direttore artistico della manifestazione, Franco Guaragna e l’assessore regionale Gianluca Gallo.

Si illustreranno il cartellone e le fasi del progetto, che ha ottenuto con successo il sostegno dell’Ente regionale, e si chiariranno le modalità di accesso a teatro secondo i protocolli anti contagio da Coronavirus, soprattutto a seguito dell’ultimo dpcm.

23 appuntamenti portati in scena in più repliche per poter dare agli spettatori la possibilità di godere del ritorno a teatro con tutte le cautele imposte dalle norme anticovid. Non solo commedie napoletane ma un mix perfetto con i diversi ospiti della stagione come gli Arteteca, celebre duo comico del programma di Rai2, Made in Sud; Graziano Galatone, indimenticabile interprete di Febo in Notre Dame de Paris, il musical di immenso successo firmato Riccardo Cocciante, e Marco Simeoli volto noto del teatro, della tv e del cinema. Gli ospiti non si limiteranno soltanto ad interpretare i propri spettacoli ma terranno anche dei workshop di arte scenica e movimento, svelando tutti i segreti del palcoscenico.

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Rosarno (RC) : operazione «Antenora», arrestato ex poliziotto infedele. Fece fuggire sette soggetti appartenenti alle cosche Cacciola e Grasso

Nella giornata odierna i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria Direzione Distrettuale Antimafia – diretta dal Procuratore della Repubblica Dott. Giovanni Bombardieri – nei confronti di G.C. ex Sovrintendente della Polizia di Stato di quarantacinque anni, in servizio sino allo scorso mese di agosto nel posto di Polizia di Frontiera Marittima della Polizia di Stato, ubicato all’interno dell’area  portuale di Gioia Tauro. Il provvedimento in questione scaturisce da quanto accaduto la notte del 9 luglio 2018, quando l’ Autorità Giudiziaria aveva emesso un fermo di indiziato di delitto a carico di 38 soggetti appartenenti o contigui alle cosche “Cacciola” e “Grasso”, radicate nella Piana di Gioia Tauro e riconducibili alla società di Rosarno del mandamento tirrenico della provincia di Reggio Calabria, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di: associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi comuni e da guerra, produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, danneggiamento, minaccia, intestazione fittizia di beni, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita, violazione degli obblighi della sorveglianza speciale.

In quella circostanza sette dei destinatari della misura riuscirono a sfuggire dopo essere stati avvertiti dell’imminenza delle catture demandate all’Arma dei Carabinieri. Tra i soggetti, che da quel momento divennero latitanti, vi era la figura di spicco di Rosario Grasso, il rampollo della cosca Cacciola-Grasso, al quale era stata contestata l’aggravante di essere il promotore e l’organizzatore dell’articolazione territoriale della ‘ndrangheta. Le indagini serrate conseguite alla fuga dei sette latitanti, svoltesi dal luglio del 2018 al marzo del 2019, dai militari del Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro, sotto la direzione della locale Direzione Distrettuale Antimafia e coordinate dal Procuratore Aggiunto Dott. Gaetano Calogero PACI e dal Sostituto Procuratore Dott.ssa Sabrina Fornaro, consentirono di arrestare tutti i soggetti che si erano resi latitanti e di individuare le connivenze che gli avevano consentito di darsi alla fuga.

In particolare una puntuale attività d’indagine consentiva di accertare che la notte dell’esecuzione dell’operazione «Ares», il giovane boss della cosca Grasso ed i suoi più stretti collaboratori erano stati avvertiti tramite una comunicazione telefonica inviata da un appartenente alle Forze dell’Ordine, sull’apporto del quale i componenti della cosca avevano potuto contare sino a quel momento. I primi elementi di indagine, rilevati già durante le battute iniziali, mettevano subito gli inquirenti sulla strada per comprendere l’identità del delatore che, solo dopo innumerevoli accertamenti, veniva identificato nel 45 enne G.C., originario della provincia reggina ma residente in Sicilia.

All’identificazione del delatore si è giunti attraverso impegnativi approfondimenti investigativi, per i quali è stata determinante la collaborazione del Reparto Indagini Tecniche del Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma dei Carabinieri, che si è occupato di analizzare ed incrociare l’ingente mole dei dati acquisiti nel corso dell’indagine.

L’attività investigativa ha fornito risvolti di rilievo anche in relazione alla partecipazione del G.C. a ben due associazioni dedite al narcotraffico internazionale; l’ex Sovrintendente della Polizia di Stato ha rappresentato un supporto indispensabile per l’ingresso nel porto di Gioia Tauro di ingenti quantitativi di cocaina, provenienti dal Sudamerica e commissionati dai sodalizi. Un supporto sistematicamente retribuito, fornito nella qualità di Pubblico Ufficiale e nell’esercizio delle sue funzioni di Responsabile del posto di Polizia di Frontiera Marittima del porto di Gioia Tauro.

L’odierno indagato deve rispondere dei reati di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, corruzione propria e partecipazione ad associazioni dedite al narcotraffico internazionale.

 

 

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Montalto Uffugo (CS): Operazione “Efesto 2” contro traffico di illecito di rifiuti. 61 persone indagate

Messa in atto una maxi operazione contro il traffico illecito di rifiuti, ricettazione e riciclaggio di rame a Montalto Uffugo in provincia di Cosenza. Carabinieri forestali e Guardia di finanza hanno eseguito misure cautelari personali nei confronti di 61 indagati, sequestrando tre aziende, come disposto dal gip di Catanzaro, su richiesta della procura di Catanzaro. Il blitz denominato “Efesto 2”, è scattato con il coordinamento del procuratore Nicola Gratteri, dell’aggiunto Vincenzo Capomolla, dei sostituti Domenico Assumma e Vito Valerio.

61, dunque, gli indagati, nei confronti dei quali sono state applicate 5 misure cautelari degli arresti domiciliari, 28 misure cautelari dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza e 28 misure obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, nonche’ il sequestro di numerosissimi automezzi, strumentali ai reati contestati. Nei confronti delle tre societa’ attive nel settore dei rifiuti e del commercio di rottami ferrosi, con sede in Calabria e Campania e una sede secondaria nel Lazio, e’ stato, invece,  eseguito il sequestro preventivo delle quote sociali e dei patrimoni aziendali per 10 milioni di euro.

In particolare l’indagine trae origine da diversi controlli effettuati dai carabinieri forestali di Cosenza in una nota societa’ di Montalto Uffugo ed e’ stata svolta dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Cosenza, avvalendosi dell’attivita’ tecnica d’intercettazione e pedinamento. Dall’inchiesta è emerso come i titolari della societa’ abbiano messo a disposizione la propria azienda, diventata il centro del traffico di rifiuti e del rame, e in quel luogo, con l’apporto dei diversi concorrenti, il metallo veniva recuperato, pesato, ceduto e nascosto, al di sotto di carichi apparentemente legali, prima della vendita a terzi acquirenti. La stessa societa’, inoltre, ha acquistato e poi ceduto ingenti quantitativi di rifiuti, in parte pericolosi e conferiti, omettendo qualsiasi tipo di trattamento, attestando falsamente la loro cessazione dalla qualifica di rifiuto predisponendo tutta la documentazione necessaria a simulare la tracciabilita’ dei rifiuti e dello stesso rame (sottratto furtivamente anche ad infrastrutture di erogazione di energia e di telecomunicazioni, e la cui provenienza furtiva si e’ tentato di occultare anche con la distruzione della guaina isolante). Inoltre, i veicoli sono stati rottamati senza rispettare la normativa di settore e i motori rivenduti in altre regioni, attestando falsamente la loro bonifica dagli elementi inquinanti pericolosi, quali oli esausti e liquidi refrigeranti.

 

 

 

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Mesoraca (KR): sequestrato un muro abusivo a villaggio Fratta

I carabinieri forestali hanno scoperto,nei giorni scorsi, un muro di contenimento abusivo a Villaggio Fratta nel territorio del comune di Mesoraca.L’opera, in stato di avanzata esecuzione, è stata posta sotto sequestro. La presunta responsabile è stata deferita all’Autorità giudiziaria per violazione alla normativa edilizia ed ambientale.

Nel corso di un servizio di controllo del territorio i militari delle stazioni CC Forestale di Petilia Policastro e quelli di Crotone hanno notato un muro di contenimento in conglomerato cementizio armato, di recentissima esecuzione e privo della segnaletica prevista per i cantieri edili. In seguito ad accertamenti effettuati presso l’ufficio tecnico comunale è emerso che l’opera, avente uno sviluppo in pianta di circa 35 m, era priva di titoli abilitativi legittimanti l’edificazione. È stata così posta sotto sequestro per bloccarne il proseguimento della condotta illegale. L’opera è stata eseguita su un’area di terreno di proprietà comunale, data in concessione sessantennale ad un privato. L’area, per di più, è soggetta vincolo paesaggistico.

Il titolare della concessione comunale sarebbe un cittadino mesorachese residente fuori regione. Egli avrebbe, con una scrittura privata, ceduto la concessione ad una donna ultraottantenne di Mesoraca. Sono in corso accertamenti per verificare eventuali ulteriori responsabilità. L’azione dei carabinieri forestali è volta a rinforzare l’attività dell’Amministrazione comunale, titolare della vigilanza sull’attività urbanistico – edilizia nel territorio per assicurarne la rispondenza alle norme di legge e di regolamento, con l’obiettivo di rinvigorire il rispetto della legalità, per consentire l’evoluzione sostenibile del territorio e prevenire il consumo indiscriminato di suolo.

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