Scende a quattro il numero dei superlatitanti nel mirino del Viminale. Dopo l'arresto di Matteo Messina Denaro, il boss di Cosa Nostra ricercato da oltre 30 anni, i nomi stilati dal Ministero dell'Interno - ritenuti soggetti 'di massima pericolosità' - rimangono quelli di Attilio Cubeddu, Giovanni Motisi, Renato Cinquegranella e Pasquale Bonavota.



Attilio Cubeddu


E' uno dei nomi storici dell’Anonima sequestri sarda. Classe '47, nasce in provincia di Nuoro. Dedito alla vita criminale sin da giovane, fu coinvolto in diversi sequestri di persona, omicidi e lesioni gravissime. In particolare, partecipò ai rapimenti di Rangoni Machiavelli, Bauer e Peruzzi, anno in cui fu arrestato - nel 1984 - a Riccione, con una condanna a 30 anni. Sarà grazie al suo "comportamento modello" che riuscirà a scappare dalla prigionia - ottenendo perdendo le sue tracce. Si materializzerà solo durante il sequestro Soffiantini, senza però riuscire nella cattura. Negli anni si è presupposto che in realtà sia morto.



Giovanni Motisi


Denominato "u pacchiune", Giovanni Motisi è stato il killer di fiducia di Toto’ Riina. Palermitano d'origine e membro di Cosa Nostra, risulta essere - attualmente - è considerato uno dei capi mafiosi più potenti di Palermo e più pericolosi di Italia. Latitante dal 1998, è ricercato per omicidio, dal 2001 per associazione di tipo mafioso, e dal 2002, per strage.

Era presente in Cosa Nostra nel momento in cui si era discusso di assassinare il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

Dal 10 dicembre 1999 è ricercato anche in campo internazionale. Deve scontare la pena dell'ergastolo.


Renato Cinquegranella


Un volto all'apparenza come tanti, rimasto impresso per sempre nelle menti dei napoletani. Ricercato per associazione a delinquere di tipo mafioso, concorso in omicidio, detenzione e porto illegale di armi, estorsione ed altro, fu autore di due dei delitti che più hanno scosso Napoli: l’omicidio di Giacomo Frattini, alius 'Bambulella', soldato della Nco, torturato, ucciso e fatto a pezzi nel gennaio dell’82, e il massacro del capo della Mobile Antonio Ammaturo e del suo autista, Pasquale Paola.

Boss della camorra, originariamente legato alla Nuova Famiglia. Dal dicembre 2018 sono state diramate le ricerche in campo internazionale. Non è stato mai trovato.

Pasquale Bonavota


E' il presunto capo indiscusso dell’omonima famiglia criminale attiva a Sant’Onofrio, nel Vibonese. nonchè l’ultimo boss di ‘ndrangheta rimasto a piede libero: Pasquale Bonavota è sparito dal Novembre 2018. Una sparizione caduta a pennello al termine della condanna alla massima pena durante il processo dall’operazione “Conquista" - successvamente cancellata in appello. Considerato "la mente" della cosca, sarebbe la prima ‘locale’ autonoma della criminalità calabrese nella capitale, a Roma.