Agricoltura

Via libera della Ue all’etichetta d’origine per i salumi una buona notizia

Via libera dell’Unione Europea all’etichetta Made in Italy per le carni suine trasformate si smaschera l’inganno della carne straniera spacciata per italiana come chiede il 93% dei cittadini che ritiene importante conoscere l’origine degli alimenti. Abbiamo sin da subito sostenuto il provvedimento, e dopo la scadenza del cosiddetto termine di “stand still”, il periodo di “quarantena” di 90 giorni dalla notifica entro il quale la Commissione avrebbe potuto fare opposizione allo schema di decreto nazionale interministeriale (Politiche Agricole, Sviluppo Economico e Salute) che introduce l’indicazione obbligatoria della provenienza per le carni suine trasformate – dichiara Franco Aceto Presidente di Coldiretti Calabria – c’è stato il via libera e questa è una buona notizia per i suinicoltori calabresi e la nostra economia. Una conquista importante – prosegue – che garantisce trasparenza ai cittadini-consumatori che portano in tavola salumi, e che sostiene gli allevamenti di maiali messi in ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza sleale, per salvare il prestigioso settore della norcineria che nella nostra regione, al netto dei quattro salumi DOP calabresi (capocollo, pancetta, salsiccia e soppressata) che già rispondono a precisi disciplinari sulla provenienza delle carni, Coldiretti stima che il settore della produzione di salumi, insaccati e carne di maiale, dalla stalla alla distribuzione, è di oltre 400 milioni di €uro. “Dobbiamo continuare – insiste Aceto – il percorso di trasparenza e qualità perchè fanno la differenza e consentono di essere leader in campo europeo”. Il decreto sui salumi, sarà presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale per essere operativo, prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali).

Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”.La dicitura “100% italiano” è utilizzabile dunque solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.

Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”.

L’etichettatura dei salumi è l’ultimo capitolo della storica battaglia per la trasparenza condotta dalla Coldiretti che, con la raccolta di milioni di firme, ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa

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Coldiretti scrive all’assessore Gallo: intervenire sulla Legge Regionale agriturismo

“Risolvere urgentemente il grave “vulnus” della legge regionale 14/2009 “Nuova disciplina per l’esercizio dell’attività agrituristica, didattica e sociale nelle aziende agricola”. Sta accadendo, che,  l’attuale previsione all’art. 13 della Legge impedisce sia il subentro tra familiari (il coniuge, i parenti entro il terzo grado, e affini) alla titolarità aziendale ma anche lo svolgimento dell’attività, in caso di cessione dell’azienda con annessa l’attività agrituristica o per circostanze di mortis causa (successione legittima). Questa la richiesta rivolta, in una lettera all’Assessore Gallo e al DG agricoltura Giovinazzo da parte del Presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto. Tali condizioni vincolanti per l’iscrizione– chiarisce Aceto – non hanno alcuna ratio nel caso di subentro, a qualsiasi titolo, in una attività esistente ed avviata. Non può essere limitato o subire condizionamenti – aggiunge – il subentro in un’azienda agricola per compravendita, per donazione/successione e/o per altro motivo, il diritto di conduzione dell’eventuale attività agrituristica presente nella stessa azienda. Ci sono  – prosegue – fattispecie concrete che verrebbero penalizzate. Un giovane IAP (Imprenditore Agricolo Professionale)  o chiunque altro che decide di intraprendere l’attività agricola, che subentra in un’azienda esistente con annessa attività agrituristica non potrà gestire l’azienda e dovrà tenere chiusa l’attività agrituristica per due anni. Semmai, il subentrante, qualora non sia già in possesso di titolo di studio conseguito in discipline agrarie, forestali e turistico-alberghiero, entro un anno dal subentro dovrà munirsi dell’attestato di frequenza al corso di formazione professionale di cui all’art.12 della Legge 14, senza l’obbligo della preesistente condizione di aver esercitato l’attività agricola da due anni. Attualmente, la Commissione Agrituristica regionale, per l’assenza quindi di una chiara previsione della normativa regionale, “è costretta a negare l’iscrizione nell’elenco regionale nei casi di trasferimento dell’abilitazione a chi ne ha piena legittimità e diritto ai sensi di norme generali che sono finalizzate, non potrebbe essere altrimenti, a tutelare l’integrità aziendale, la continuità e l’unità e la conservazione della produttività dell’impresa nonché il libero esercizio delle attività economiche. Diverse aziende agricole, stanno subendo gravi danni economici derivati dalla sospensione delle attività’ agrituristiche e l’impossibilità di poter continuare l’attività realizzata con investimenti spesso oggetto di finanziamenti del PSR concessi dallo stesso Dipartimento ma che poi soggiaciono a vincoli di esercizio dell’attività. Al fine di risolvere la situazione e nelle more di una auspicabile revisione e modernizzazione della Legge Regionale sul’agriturismo – propone Aceto – è opportuno che la Giunta proceda, con urgenza, ad introdurre una modifica del regolamento di attuazione (approvato il 06/12/2010 con delibera di Giunta) in modo da permettere il pieno esercizio dell’attività agrituristica. Siamo certi  – conclude Aceto – che l’assessore Gallo troverà la soluzione migliore e più rapida per risolvere l’attuale stato di impasse

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Regione Calabria: si riunisce la consulta faunistico-venatoria

Si è riunita alla Cittadella la Consulta faunistico-venatoria, convocata dall’Assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Gianluca Gallo. All’incontro hanno preso parte anche il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Giacomo Giovinazzo, ed i rappresentanti delle organizzazioni venatorie, delle associazioni ambientaliste, delle organizzazioni professionali, degli Ordini degli agronomi e dei veterinari, dei Carabinieri forestali e della Città Metropolitana di Reggio Calabria.La riunione si è svolta in un clima di collaborazione, per la soddisfazione dell’Assessore Gallo, secondo il quale “il complesso mondo venatorio necessita di attenzione e sostegno da parte delle istituzioni, ma forse ancor prima della massima sinergia tra associazioni venatorie, ambientaliste ed addetti ai lavori. Le premesse sembrano ottime. Sono certo che porteremo a compimento una pianificazione attenta e puntuale in poco tempo. E per far questo, la Consulta dovrà riunirsi con cadenza mensile”.Nel corso dei suoi lavori, l’assemblea si è occupata delle linee programmatiche da adottare nel prossimo futuro, della necessità di aggiornare il piano faunistico venatorio ed il piano di selezione, nonché del disciplinare di caccia al cinghiale e della problematica degli ungulati. Dal confronto è emerso che ad oggi sono stati realizzati un terzo dei 10.000 abbattimenti previsti dal piano, con ottimi risultati in tutte le province, eccezion fatta per i territori della Città Metropolitana di Reggio Calabria, nei quali si sta iniziando ad operare adesso.Si è discusso, altresì, dei punti di igiene, della gara per lo smaltimento delle carcasse di cinghiale positive ai controlli sanitari e, naturalmente, del calendario venatorio 2020/2021. Con riferimento a quest’ultimo, l’Assessore Gallo ha precisato che a breve lo stesso sarà approvato in Giunta ed ha aggiunto, inoltre, essere in fase di approvazione anche una convenzione con i Carabinieri forestali.“Per quanto riguarda invece il disciplinare di caccia al cinghiale – ha precisato Gallo – saranno accolte tutte le istanze delle associazioni venatorie, i cui contributi sono preziosissimi”. L’Assessore ha poi focalizzato l’attenzione sulle potenzialità del settore faunistico-venatorio. “D’intesa con il presidente Santelli – ha detto – ci adopereremo affinché il settore della caccia diventi un segmento economico importante per la nostra regione”.

 

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Coldiretti Calabria : Turismo Rurale ed Enogastronomico acceleratore per la ripartenza in Calabria

Gli “exit poll” , cioè le analisi campionarie previsionali, relative al Turismo Rurale ed Enogastronomico calabrese raccontano che vi è una lenta ma graduale ripresa delle vacanze in questo particolare segmento del turismo. La ragione – riferisce Terranostra –Campagna Amica Coldiretti – in primo luogo è da ricercarsi nei grandi spazi che i turisti possono avere a disposizione quindi con la possibilità di fare anche sport all’aperto, poi ancora la bassissima incidenza del Covid-19 nella nostra regione e sicuramente la possibilità che l’ospitalità in campagna, la ristorazione di qualità e l’accoglienza possono giocano un ruolo strategico per l’incremento del turismo a livello regionale puntando su un turismo rurale innovativo che il sistema Coldiretti è impegnato sempre di più a consolidare. Riflettere sulle emergenti modalità di vivere il paesaggio secondo approcci esperienziali ed emozionali – spiega Adriana Tamburi presidente Regionale dell’associazione agrituristica e ambiente di Terranostra-Campagna Amica – è uno spunto per costruire mappe e percorsi alternativi, sviluppando prospettive diverse. In questo senso l’operatore agrituristico diventa animatore della bellezza naturale. La forza del vero agriturismo anche in Calabria – evidenzia Tamburi – risiede nell’azienda agricola che gli sta alle spalle. Una realtà che è testimoniata dal fatto che l’85% delle strutture sono impegnate in attività di vendita diretta dei prodotti. Agriturismo e turismo rurale- aggiunge – emblema della multifunzionalità del settore, fondamentali non solo in chiave turistica e occupazionale, ma anche per la lotta allo spopolamento, per il presidio del territorio e delle aree marginali, della biodiversità. Il nostro obiettivo è quello di esprimere e rappresentare il vero agriturismo: in questa fase, anche per diversificare – spiega – diventa fondamentale proprio far conoscere il lavoro agricolo che c’è dietro al nostro cibo, aprire le porte alle visite in azienda, dei luoghi dove produciamo e raccogliamo le nostre eccellenze. Se l’emergenza ci ha imposto un cambio di “postura”, occorre ora tradurre le criticità in opportunità raccontando la verità e autenticità della nostra offerta, in grado di esprimere fiducia e sicurezza nei confronti di chi sceglie questo tipo di vacanza. Da parte nostra – continua – stiamo trasmettendo un forte segnale di sostegno e fiducia verso il turismo rurale puntando sulla promozione e reagendo in maniera determinata e coraggiosa in un momento comunque difficile. Le fasi di crisi spesso si rivelano veri “acceleratori” di sviluppo; per cogliere le opportunità che si apriranno in questa fase, occorre però – conclude con convinzione Tamburi – fare della qualità una costante”: una qualità da elevare proprio intorno a quei valori principali che il Turismo Rurale ed enogastronomico di per se racchiude, semplicità, identità e tradizione che consentono indiscutibilmente ampi margini di crescita.

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Coldiretti Calabria: essere innovatori in tempo di crisi! A passi spediti su innovazione e consulenza sfide cruciali per gli agricoltori

In tempi di crisi innovazione e consulenza,- temi sui quali spinge molto il Presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto -sono fattori chiave per uscire dalle difficoltà. L’organizzazione ne è convinta e in un apposito webinar, dpo un percorso di formazione, ha incentrato un focus dedicato alle esigenze delle imprese agricole calabresi sulla scorta di un’indagine presentata da Riccardo Fargione dell’Area Economica di Coldiretti Nazionale. E’ emerso che sistemi di consulenza e innovazione vanno rafforzati poiché sono i principali fabbisogni delle imprese che li ritengono essenziali per la competitività e per affrontare le sfide di una agricoltura più green, più smart, più sostenibile e fortemente radicata e con un approccio rinnovato con la ricerca L’innovazione è il motore della crescita di lungo periodo, ha effetti sulla dinamica della produttività nonché sull’occupazione e la crescita delle imprese. Giovanni Cipolla, Responsabile Economico Regionale, ha evidenziato che l’innovazione, per ogni comparto agricolo regionale, deve essere elemento centrale della strategia Europa 2030, il cui obiettivo è promuovere una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. Un strategia che dovrà qualificarsi sulle specificità regionali basate sulla tutela e valorizzazione della biodiversità e concretizzarsi con una maggiore coesione sulle prossime programmazioni dei fondi europei 2021-2027 –. Francesco Cosentini, direttore Regionale di Coldiretti, ha messo in risalto come l’innovazione in agricoltura e nello sviluppo rurale si deve estendere ad ambiti quali l’organizzazione e contratti di filiera, in un agroalimentare regionale fatto da produzioni di eccellenza con grandi margini di crescita, a finire alla gestione dei rischi, al ripristino e valorizzazione degli ecosistemi, e più in generale allo sviluppo economico duraturo nelle zone rurali. Insomma, una doppia sfida:migliorare la produttività, ma anche farlo in modo più sostenibile. Domenico Piperno e Gino Vulcano, nella loro qualità di “Innovation Advisor”, nell’evidenziare che occorre investire in parallelo nella creazione di alte competenze, hanno illustrato la figura del nuovo consulente formata in Coldiretti con la finalità di aiutare le imprese agricole ad adottare processi di innovazione nel proprio sistema produttivo e supporto progettuale e di come l’innovazione digitale e il modello dell’Agricoltura 4.0 è una leva strategica per il settore agroalimentare regionale, in grado di garantire maggiore competitività che va dalla produzione in campo alla distribuzione alimentare, passando per la trasformazione. Benito Scazziota consulente in innovazione tecnologica, ha sottolineato che occorre tenere conto della diversità delle zone rurali e degli indicatori biofisici. Le caratteristiche locali, le categorie delle imprese agricole e delle singole specificità colturali influenzano il raggiungimento di obiettivi trasversali, quali la tutela dell’ambiente, il risparmio idrico, la gestione delle acque, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici utili per centrare gli obiettivi della sostenibilità. Enrico Parisi delegato regionale di Giovani Imprese, ha rimarcato che occorre sostenere gli agricoltori in questo sforzo di cambiamento attraverso i servizi di consulenza e di formazione, per aiutarli a conformarsi ai requisiti di un’agricoltura moderna e di alto livello qualitativo e di sostenibilità- attraverso una grande spinta di sensibilizzazione, di assistenza trasversale e informazione capaci di innescare processi aziendali che hanno attinenza con l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute e il benessere degli animali. L’aspetto culturale e di capitale umano creativo ha affermato -sono sempre più centrali. Infine la testimonianza di Elirosa Blaiotta dell’azienda agricola Terzeria e di Giovanni Celeste Benvenuto delle omonime Cantine che hanno testimoniato il concetto dell’innovazione applicato nella risicoltura e viticoltura. Elirosa, ha esaltato il valore di Campagna Amica e della vendita online. Giovanni, gestisce una azienda viticola a Francavilla Angitola (VV), basata sul rispetto dell’ambiente e delle antiche tradizioni con moderni impianti e con tecniche di vinificazione avanzate per la produzione del pluripremiato Zibibbo IGP Calabria. Da parte dei partecipanti è stato condiviso che l’innovazione deve procedere a passi spediti con l’attività di ricerca e sviluppo, l’acquisto di nuovi macchinari, l’introduzione di nuovi servizi, cambiamenti organizzativi, nuovi design e nuove strategie di marketing.

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Forestazione e prevenzione incendi: la Regione stanzia oltre 23 milioni

Quasi 23 milioni e mezzo di euro. A tanto ammontano le risorse messe in campo dalla Regione Calabria con l’intento di garantire interventi di forestazione e prevenzione del rischio idrogeologico e del pericolo d’incendio. L’iniziativa, assunta su impulso dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, guidato da Gianluca Gallo, è stata formalizzata attraverso un decreto dell’UOA Forestazione, a firma del dirigente Salvatore Siviglia.“L’emergenza Coronavirus, con la sospensione forzata di molte attività – ricorda Gallo – ha inciso in parte anche sui lavori di manutenzione del territorio. È per questo necessario imprimere un’accelerazione su questo versante”.Da qui la scelta di erogare somme nel complesso pari a 23.476.040,26 euro, da assegnare agli enti attuatori di forestazione: Calabria Verde, Consorzi di Bonifica, Parco naturale regionale delle Serre. Già avviato, a cura della Ragioneria generale della Regione, il trasferimento dei fondi. Chiaro l’obiettivo: consentire senza ritardo né problema alcuno lo svolgimento delle lavorazioni atte alla tutela del patrimonio boschivo a rischio incendio e per la prevenzione del rischio idrogeologico, svolte prevalentemente da operai idraulico-forestali.“Le preoccupazioni in proposito rappresentate dalle organizzazioni sindacali nelle settimane passate – sottolinea Gallo – trovano adesso adeguata risposta, garantendo gli standard di funzionalità auspicati dagli stessi soggetti attuatori”.Resta, in prospettiva futura, la preoccupazione per le conseguenze del taglio di 40 milioni imposto dal Governo alle risorse per la forestazione.“Una scelta dolorosa e foriera di ripercussioni potenzialmente deleterie – afferma l’Assessore – rispetto alla quale siamo impegnati a favorire un ripensamento che consenta il ripristino dell’originaria dotazione. Ne ho già parlato col ministro Bellanova, che si è detta pronta ad approfondire e valutare la questione. Una disponibilità, la sua, che fa ben sperare. È necessaria unità di intenti: ci auguriamo che tutte le forze politiche possano impegnarsi a fondo per perseguire questo risultato”.

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Caporalato piaga che sconfina in profonda disumanità

Riceviamo e pubblichiamo

 

Le due recenti operazione “Uomini e Caporali” condotta dal Commissariato di Polizia di Paola sotto  l’attenta guida del Vice-Questore Dr. Zanfini, e l’operazione “Demetra” condotta dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento della procura di Castrovillari, proiettano l’ennesimo identico film  della vergognosa piaga del caporalato che anche in Calabria impone le sue regole sotto gli occhi di molti. Una piaga a cui sono esposti tutti, lavoratori agricoli italiani, neo comunitari ed extracomunitari.
Una piaga che, andando oltre la semplice violazione di legge, sconfina nella profonda disumanità con cui vengono trattati gli operai agricoli, soprattutto se stranieri, che spesso costituiscono l’ultimo anello di una catena, con prevaricazioni fisiche e psicologiche.
Pensiamo solo alle condizioni di lavoro di alcuni immigrati del Bangladesh sottoposti a turni anche di 26 ore con una paga di 1,50 euro all’ora, costretti a mangiare a terra a poca distanza dagli italiani che invece potevano sedere ad un tavolo, mentre erano costretti a vivere ammassati in alloggi piccoli, fatiscenti, con servizi igienici rotti o carenti.
Sono pratiche a cui, purtroppo, ricorrono molte aziende agricole, spesso anche ben strutturate, che non si fanno scrupoli nello sfruttare, direttamente o indirettamente, il lavoro bracciantile, arrivando in molti casi a schiavizzare centinaia di lavoratori con l’aggravante della pregiudiziale razziale. Con salari che sono fino a 3 – 4 volte inferiori a quelli contrattuali si instaura una diffusa gara al ribasso su costi e tutele che, travolgendo migliaia di lavoratori, troppe volte in nero o precari, allarga le sacche della povertà estrema, sia in termini di redditi da lavoro che pensionistici
L’esistenza stessa di queste ignobili situazioni minano la coesione sociale, proiettano un’ombra nera sull’agricoltura e sul lavoro agricolo di qualità, impongo forme di concorrenza sleale ai tanti imprenditori agricoli che rispettano leggi e contratti e alimentano l’evasione fiscale.
Sono trascorsi circa 4 anni dall’entrata in vigore della Legge 199/2016 che ha introdotto disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura. Una legge fortemente voluta dalle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori agricoli, ma che ancora in molti trovano conveniente ignorare o far ignorare.
Pertanto, esprimiamo il nostro plauso agli uomini della Guardia di Finanza ed all’ottimo lavoro del Dr. Zanfino alla guida del Commissariato di Paola, certi che gli sforzi delle forze dell’ordine debbano essere sempre sostenuti, anche con l’applicazione della legislazione in maniera sempre più stringente in tema di diritti del lavoro e della legalità, guardando anche alle esperienze positive di altre regioni del mezzogiorno che si rivolgono all’intermediazione trasparente svolta dalle ApL.
Ma occorre una corale assunzione di responsabilità che parta dalla consapevolezza che fenomeni inaccettabili come questo meritano la massima attenzione delle istituzioni perché riportano a tempi che credevamo ormai passati e a forme di schiavismo non degne delle nostre moderne società civili.

Segretario Generale UILA Cosenza

Antonio De Gregorio

 

Segretario. Generale UIL TEMP Cosenza

Gianvincenzo Benito Petrassi

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Calabria: in arrivo fondi per le startup impegnate in aree rurali

Fondi preziosi per le startup impegnate nelle aree rurali. Sono quelli relativi alla misura 6 del Piano di Sviluppo Rurale Calabria 2014-2020 “Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese” e nello specifico l’intervento 6.2.1a “Sostegno ad investimenti nelle aree rurali finalizzati alla creazione di startup impegnate nei servizi TIC, servizi alla persona, artigianato e manifattura innovativi, green economy”
Dopo i controlli effettuati dalla Regione Calabria, l’Autorità di gestione del PSR 2014-2020 ha rilasciato il parere di coerenza programmatica ed è stata approvata la graduatoria definitiva in riferimento alla Riviera dei cedri.
L’importo dei contributi concessi ammonta a 400000 euro. In definitiva sono state venti le domande ammesse e finanziate, una quella ammessa, ma non finanziata e tredici, infine, quelle considerate irricevibili o inammissibili.

 

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Coldiretti: aumenta la presenza e la reputazione in Calabria dei mercati di Campagna Amica

Le attività di Campagna Amica, anche in questo difficile momento non si sono fermate, anzi proseguono con forza e vigore per stare più vicino ai cittadini e al mondo produttivo. Mario Ambrogio responsabile Regionale di Campagna Amica Coldiretti è molto soddisfatto di come vanno le cose, infatti, “i mercati sono aumentati di numero e si hanno continue richieste per nuovi insediamenti nelle piazze dei comuni e se questo si unisce al gradimento dei cittadini è sicuramente una spinta notevole ad investire” Da un monitoraggio sullo stato dell’arte – prosegue Ambrogio -i mercati coperti delle città di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria,  – continuano a garantire le consegne a domicilio. I mercati esterni hanno ripreso tutti le attività a pieno regime, in diversi, come a Vibo Valentia è stata cambiata la location, prediligendo il centro città (Piazza Municipio).Nella città di Cosenza, il Mercato Coperto di Campagna Amica, in piazza Matteotti, ha incrementato i giorni di apertura aggiungendo il giovedì alle preesistenti giornate del martedì e del sabato. A Rende,  – precisa – abbiamo riavviato il Mercato in piazza Unità d’Italia aperto tutti i sabati dalle 8:00 alle 13:00 e ci accingiamo ad dar vita ad un nuovo incontro con i nostri produttori ogni giovedì; infatti, daremo il via ad un altro appuntamento fisso a Roges, nei pressi della Chiesa della Beatissima Vergine Maria di Lourdes, dalle 8:00 alle 13:00. In questo periodo si moltiplicano anche le iniziative nei paesi dell’hinterland cosentino, con l’apertura di due nuovi mercati: quello di Mendicino (CS) che partirà giorno 23 Giugno in località bivio Tivolille aperto tutti i martedì dalle 8:00 alle 13:00 e quello di San Giovanni in Fiore che sarà inaugurato giorno 28 Giugno in via Fra’ Giuseppe dove i produttori ci saranno ogni domenica dalle 8:00 alle 13:00. Nei nostri mercati si trovano prodotti locali di stagione, sicuri e di alta qualità che permettono di scoprire o riscoprire i sapori del territorio della nostra agricoltura d’eccellenza, sulla scia del #MangiaItaliano – Mangia calabrese”.Le attività nei  mercati – conclude  -si svolgono con il massimo degli accorgimenti normativi anti-contagio eliminando ogni rischio di affollamento e garantire quindi la salute di tutti.

 

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Coldiretti: “Brettio Nero” nel registro nazionale varietà di vite

L’iscrizione del vitigno “Brettio Nero-N” nel registro nazionale varietà di vite, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 17 giugno u.s., incrementa in modo rilevante l’ampiezza del patrimonio ampelografico della Calabria, ne  costituisce un punto di forza e apre la strada a nuovi investimenti.”. Cosi, Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria, commenta questo risultato che aumenta la reputazione di questo vitigno e che va a merito dell’Ente Camerale cosentino che ha saputo fare squadra, coinvolgendo i protagonisti della “nazionale del vino”, conseguendo un risultato che da valore al territorio, in particolare cosentino dove, in questi anni con viticoltori illuminati, si è investito in innovazione, nel rispetto delle tradizioni, e questo ha consolidato l’innalzamento della qualità del vino. Un anno fa – ricorda – nello speciale registro c’era già stata l’iscrizione del vitigno “Magliocco Dolce”. Con il Direttore di Coldiretti Calabria Francesco Cosentini, Vice-Presidente della Camera di Commercio di Cosenza, – prosegue Aceto- abbiamo seguito l’evolversi della richiesta di iscrizione proprio per rafforzare la distintività delle nostre produzioni anche al fine di contrastare l’omologazione del cibo e del gusto. Questa è una politica per Coldiretti fondamentale, poiché offre garanzie ai cittadini-consumatori, allo stesso tempo permette di salvaguardare la grande biodiversità calabrese e contribuisce a mantenere viva l’agricoltura in zone difficili”.  In questi anni in Calabria, – ricorda Coldiretti – grazie alla passione dei viticoltori e all’attività dei ricercatori, si è investito molto nel salvare molti vitigni autoctoni dall’oblio, che invece sono stati recuperati e moltiplicati. Ciò ha permesso la salvaguardia della biodiversità e una offerta ai consumatori di prodotti del territorio, che significa anche sostegno all’economia locale e maggiori opportunità per operazioni commerciali. I cittadini-consumatori  – conclude Coldiretti – vogliono sempre di più conoscere personalmente il produttore e scoprire le caratteristiche del prodotto che intendono acquistare, andando contemporaneamente alla scoperta del territorio d’origine.

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