Attualità

Sanità in Calabria: il Sindaco Occhiuto ospite a Radiouno del programma “Viva Voce”

Continua a tenere banco sui media nazionali la questione della sanità in Calabria e della gestione dell’emergenza Covid. A dire la sua è stato invitato anche il Sindaco Mario Occhiuto che, nel pomeriggio di oggi, è intervenuto al programma di Radiouno “In Viva voce” condotto da Eleonora Belviso e Claudio De Tommasi.

“Domani – ha detto Occhiuto nel corso del programma, rispondendo alle domande della conduttrice Eleonora Belviso – saremo, insieme agli altri Sindaci, dal Presidente del Consiglio Conte per manifestare contro il commissariamento. Siamo al paradosso – ha aggiunto Occhiuto – : si vuole mantenere commissariata la sanità calabrese, ma non si riesce neanche a nominare il commissario. D’altra parte – ha puntualizzato – i problemi non sono legati soltanto alle figure inadeguate dei commissari che si sono succeduti alla guida della sanità in Calabria e che sono stati nominati spesso per motivi spartitori, ma riguardano l’idea stessa che sta alla base del commissariamento e del piano di rientro. Quest’ultimo – ha detto ancora Mario Occhiuto – ha avuto come obiettivo la chiusura degli ospedali periferici e il blocco del turn over. Esattamente il contrario di quanto viene oggi chiesto a gran voce dei calabresi che invocano la riapertura degli ospedali periferici e di avere a disposizione più medici ed altro personale sanitario per fronteggiare l’incalzare della pandemia. E’ proprio lo spirito del piano di rientro ad essere sbagliato – ha aggiunto il Sindaco di Cosenza. E’ oltremodo paradossale che, a fronte della chiusura degli ospedali e del blocco del turn over da  parte dei commissari, ci troviamo oggi con un debito sanitario aumentato a dismisura, così come aumentata è anche l’emigrazione sanitaria dei calabresi costretti a curarsi in altre regioni. Non è il centralismo statale che risolve il problema.  Per questo chiederemo a Conte di porre fine al commissariamento che equivale ad una vera e propria occupazione o, per dirla tutta, ad un’autentica usurpazione dei diritti dei calabresi”.

 

 

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Giustizia: tre nuovi giudici ed un pm insediati al Tribunale di Vibo Valentia

Si sono insediati questa mattina nel palazzo di giustizia di Vibo Valentia, quattro nuovi magistrati. Due prenderanno servizio al Civile, uno al Lavoro e uno alla Procura.

La cerimonia di giuramento si è svolta nell’aula “Sacerdote” del vecchio tribunale alla presenza del presidente Antonio Erminio Di Matteo, del procuratore Camillo Falvo, di altri magistrati ed addetti ai lavori nonché di una rappresentanza dell’Ordine degli avvocati del Foro Vibonese. I tre nuovi giudici sono Francesca Loffredo (civile), Gaia Calafiore (civile), Tiziana di Mauro (lavoro), la prima proveniente da Ercolano e le altre due da Napoli; alla procura si insedierà invece Maria Cecilia Rebecchi (originaria di Modena)

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Covid: protesta davanti la Regione dei lavoratori ambulanti

Un sit in di protesta è in corso alla Cittadella regionale, organizzato da Ana Ugl Calabria, l’associazione nazionale degli ambulanti. I motivi della protesta sono molti, dalla crisi economica dovuta all’emergenza Covid, all’emergenza Sanitaria della regione. “Ora basta – hanno detto alcuni ambulanti presenti al sit in – la pazienza è finita. È una vita che paghiamo e non ci sentiamo rappresentati.

Siamo madri e padri di famiglia che pagano le tasse e non riescono più a portare un piatto di pasta sul tavolo. La nostra filiera imprenditoriale sta soffrendo. Il lavoro equivale a dignità e loro non hanno dipinto di rosso solo la nostra regione, ma anche i nostri conti correnti”.

I manifestanti, in caso di mancate risposte da Regione e Governo, hanno minacciato “una vera e propria guerra. Basta con le chiacchiere e le false promesse. Che ce ne facciamo di poche migliaia di euro quando abbiano tanti contributi da pagare. Agli ambulanti hanno negato tutto. Questa è l’unica manifestazione pacifica che faremo. Poi diventeremo duri”. Per gli ambulanti “in Calabria non ci sono vie d’uscita. Non ci sono fabbriche non c’è niente altro. Siamo distrutti. Dobbiamo lottare per andare avanti, uniti. Dovremmo essere i primi ad avere il diritto di lavorare perché lo facciamo all’aria aperta. Troviamo un accordo con i sindaci”.

L’Ana Ugl punta anche alla sospensione immediata del nuovo bando regionale Riapri e riparti Calabria perché la loro categoria, avendo già usufruito del ristoro regionale nella prima fase, non è stata inserita in questa seconda tranche. “Tenetevi pronti – hanno spiegato – perché devono bloccare questo bando. Ci hanno detto di aspettarlo per usufruire dei contributi e, sorpresa, chi ha goduto del primo bando non rientra nel secondo. Ora basta. Stiamo soffrendo per portare la spesa a casa. Alcuni di noi stanno pensando di ritirarsi da questa attività, certi sono single, ma per chi ha una famiglia è dura”.
Una delegazione degli ambulanti è stata poi ricevuta dall’assessore al Lavoro Fausto Orsomarso, presenti e i vertici regionali di Ana Ugl.

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Allarme di Save the Children, in Calabria il 36,2% delle ragazze a rischio “neet”

La Calabria non è “a misura di bambina”, quelle bambine che si sono trovate ad affrontare l’emergenza Covid-19.
Lo dice l’XI edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio “Con gli occhi delle bambine” diffuso a pochi giorni dalla Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza da Save the Children.
L’Organizzazione internazionale ha messo sotto la lente d’ingrandimento i minori e le conseguenze della loro povertà, educativa e non, aggravata dall’emergenza Covid-19.

 

Il report

Il report Calabria, non certo lusinghiero, parla di un “limbo” in cui è intrappolato il 36,2% delle ragazze tra i 15 e i 29 anni rischia di ritrovarsi, entro la fine dell’anno, nella condizione di non studiare, non lavorare e non essere inserite in alcun percorso di formazione, rinunciando così ad aspirazioni e a progetti per il proprio futuro, contro il 34% dei coetanei maschi.
In Calabria, il 42,4% dei minori vive in condizioni di povertà relativa, attestandosi al primo posto di questa triste classifica.
Per quanto riguarda il “capitale umano”, i dati mostrano un netto calo delle nascite.
In Calabria ci sono stati oltre 14 mila nati.
A ridurre il calo, solo l’incidenza dei minori con cittadinanza straniera.
Un nuovo elemento del report è l’aumento della povertà educativa come conseguenza della crisi legata al Covid-19 con fenomeni già ben presenti prima dell’arrivo del virus.
Basti pensare alla possibilità di frequentare un asilo nido o un servizio per la prima infanzia: nell’anno scolastico 2018/2019 solo il 3% dei bambini, dato più basso in Italia, aveva accesso a servizi pubblici offerti dai Comuni.
Anche nel percorso di crescita, gli indicatori di povertà educativa confermano una situazione difficile già prima dell’emergenza: il 19% abbandona la scuola prima del tempo, contro una media nazionale del 13,5%. E nel 2018-2019 il 63,8% di 6 minori su 10 tra i 6 e i 17 anni non leggevano neanche un libro extrascolastico all’anno (48% il dato nazionale nazionale), mentre il 30% dei bambini o adolescenti tra i 3 e i 17 anni non praticava alcuna attività sportiva (22,4% a livello nazionale).

Di Cristiano Santucci

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Calabria: lo storico Lanificio Leo, un’azienda museo di rilievo nazionale

 

Il Lanificio Leo di Soveria Mannelli, la più antica fabbrica tessile calabrese che conserva attivo un monumentale parco macchine di fine ottocento. Fon data nel 1873, oggi rappresenta uno dei casi più significativi di azienda-museo in cui logiche di produzione design-oriented e valori legati al patrimonio industriale si integrano in un modello di management che coniuga il fare impresa con gli strumenti della cultura.

 

 

Questo singolare approccio, ha permesso all’impresa di vincere il premio Cultura di Gestione.
Poco prima dell’inizio del nuovo lockdown, ha fatto visita al museo Franco Laratta, già parlamentare della Repubblica: “con oltre 130 anni di attività, il Lanificio Lei è un’azienda-museo unica nel suo genere.
Il monumentale parco macchine annovera pezzi tutti perfettamente funzionanti, che vanno dal 1890 al 1965. Dovrebbe diventare un Museo di rilievo nazionale”!

L’azienda museo esplica, in oltre 1000 mq, un ciclo produttivo chiuso: dalla trasformazione della lana in filo alla tessitura sia a licciate che jacquard, dal finissaggio alla confezione.

L’azienda, inoltre, conserva una preziosa collezione composta da oltre 200 calchi ottocenteschi, intagliati a mano nel legno di pero, con cui ancora oggi si realizza il processo della stampa handmade a ruggine.
Molto importante il ruolo che svolge il creative director Emilio S. Leo, innamorato di questa bella e unica storia fatta di tradizione, cultura, innovazione. Una sfida non facile, ma veramente riuscita.
Chi va a visitarlo deve dare un’occhiata attenta all’ala di produzione moderna, dove le tecnologie più innovative consentono una produzione al passo con i tempi, ma sempre all’insegna della qualità e del valore.

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Scuole chiuse: le precisazioni della Regione, “servizi educativi 0-3 anni restano attivi”

L’ordinanza di sospensione delle attività delle scuole calabresi (n. 87 del 14 novembre) non si applica ai servizi educativi rivolti ai bambini da 0 a 3 anni.

Lo chiarisce una nota firmata dal presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, e dal delegato del soggetto attuatore per l’emergenza covid, Antonio Belcastro.

«Si precisa – spiegano – che l’ordinanza n. 87 del 14 novembre 2020 non si applica ai servizi educativi 0-3 anni che, pertanto, possono regolarmente svolgersi nel rispetto delle misure fissate nell’ordinanza n. 63 del 21 agosto 2020 come integrate dall’ordinanza n. 65 dell’ 8 settembre. Si precisa, inoltre, che il riferimento all’ordinanza n. 80/2020 deve intendersi “ordinanza n.80 del 25 ottobre 2020″».

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Cosenza: presentato il Calendario Storico e l’Agenda Storica 20212021 dei carabinieri

Le misure connesse al contenimento della pandemia non hanno permesso quest’anno di presentare l’edizione 2021 del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri nell’ambito della consueta manifestazione che annualmente si tiene presso la sala di rappresentanza del Comando Provinciale Carabinieri di Cosenza.
L’atteso prodotto editoriale è stato svelato al pubblico, ieri mattina, a Roma, in video collegamento dal Comandante Generale dell’Arma, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri, accompagnato da coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera: il prof Aldo Onorati e lo scrittore Valerio Massimo
Manfredi, con il giornalista Aldo Cazzullo a tenere le fila del racconto, che celebra uno dei massimi simboli italiani, Dante Alighieri, di cui ricorre il settecentenario della scomparsa. Per il Calendario Storico del 2021, l’Arma dei Carabinieri si è affidata alla penna di Valerio Massimo Manfredi, cantore e custode della storia antica, e alle tavole realizzate da un esponente della Transavanguardia italiana, Francesco Clemente.

Un Maresciallo, Donato Alighieri, emblema del buon carabiniere, toscano come il Sommo Poeta, è il filo conduttore trasversale fra i dodici racconti, uno per ogni mese. Alighieri, colto fino al punto di conoscere a memoria l’intero Poema, narra di vicende verosimilmente accadute nel suo percorso di carriera e nelle diverse esperienze operative maturate, percependo le parole di Dante come fonte insostituibile d’ispirazione per coraggio, inventiva e generosità. Le storie, ispirate da episodi di vita vissuta, e le immagini, raffiguranti simboli ed elementi dei Carabinieri facilmente riconoscibili, si sposano e dialogano fra loro in una letteratura mista che riporta a stili ed epoche da cui traspare lo spirito eroico del militare e la consapevolezza di trovare anche nei gesti più piccoli il coraggio di una vita di Valore, facendo inoltre da contrappunto alle terzine della Divina Commedia del Sommo Poeta e celebrarne il 700esimo anniversario della scomparsa.

Nella forza delle parole si distinguono in modo tangibile i livelli di cura e attenzione espressi nelle attività del narratore, così come lo spirito di sacrificio e fedeltà del Carabiniere che veglia ogni giorno sugli altri. Dietro le quinte, il dantista Aldo Onorati, collaboratore di punta della prestigiosa “Società Dante Alighieri” e penna accreditata della rivista “Il Carabiniere”, mensile dell’Arma. Con questo esclusivo Calendario Storico, l’Istituzione offre un insieme di emozioni coinvolgenti e appassionanti da donare al lettore in ciascuna singola pagina, ove ogni carabiniere rappresentato esalta e racchiude quelli del passato, del presente e del futuro.

La tiratura sarà di oltre un milione di copie, di cui circa 10.000 in lingue straniere (inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, giapponese, cinese e arabo). Il notevole interesse verso il Calendario Storico dell’Arma è manifestazione sia dell’affetto e della vicinanza che ciascun cittadino nutre nei confronti della
Benemerita a cui è legato da uno speciale vincolo, sia dei sentimenti di coesione e unità esistenti tra i Carabinieri attraverso il richiamo a intramontabili valori e semplici eroici gesti quotidiani. Iniziata nel 1928, la pubblicazione del Calendario, giunta alla sua 81^ edizione, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 venne ripresa regolarmente nel 1950 e da allora è stata puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende
dell’Arma e, attraverso di essa, della Storia d’Italia.

Oltre al Calendario, è stata pubblicata anche l’edizione 2021 dell’Agenda, incentrata sul tema “Pinocchio e i Carabinieri”, ove è tangibile il legame indissolubile tra il celebre racconto e l’Arma, celebrando così i 140 anni dalla prima apparizione pubblica dell’opera di Carlo Lorenzini, conosciuto come Collodi, e ricordando al contempo le sue espressioni nel mondo delle arti grazie al prezioso contributo offerto da moltissimi illustratori e artisti in una sorta di sfida artistica.

In quasi un secolo e mezzo di storia, sono stati moltissimi, tra i più celebri illustratori e artisti, che si sono cimentati nella sfida di raccontare le vicende del burattino. Una storia caratterizzata dal registro narrativo avvincente e da un susseguirsi di immagini letterarie suggestive che regalano uno spazio senza tempo all’iconografia dei Carabinieri. Una forza evocativa capace di creare un binomio culturale ancora oggi inscindibile: Pinocchio e i Carabinieri.

Altre due opere completano l’offerta editoriale:
• il Calendarietto da tavolo, dedicato al gioco e all’uomo, come importante attività
svolta da bambini e adulti. L’attività ludica risponde non solo al bisogno primario
della persona per rigenerarsi, ma rappresenta anche il ponte insostituibile fra
l’universo dei piccoli e quello dei grandi, aprendo la porta segreta del dialogo tra
generazioni. L’intero ricavato della vendita di questo calendarietto da tavolo è
devoluto all’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei
Carabinieri.
• il Planning da tavolo dedicato al 150° anniversario di Roma Capitale e alle altre
Capitali d’Italia. Da un secolo e mezzo la Città Eterna detiene il titolo di Capitale
d’Italia ma la storia racconta che è stata preceduta da Torino e Firenze. Vengono
quindi celebrate, attraverso le immagini riportate in copertina, le sedi del primo
Parlamento unitario: Palazzo Carignano (Torino), Palazzo Vecchio (Firenze) e
Palazzo Madama (Roma).
L’intero ricavato della vendita di questo planning verrà devoluto all’ospedale
pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, una delle più antiche istituzioni dedicate
all’infanzia e polo di ricerca d’eccellenza a livello internazionale.

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Vocaturi (Agrocepi): “Agroalimentare in sofferenza per Covid e condizioni climatiche. Lo Stato tuteli gli agricoltori”

Se le aziende e le attività in questo periodo chiedono  di poter tornare a lavorare per non bloccare il motore produttivo del Paese, c’è un settore che da marzo ad oggi non si è mai fermato: ovvero l’agricoltura. Eppure gli stravolgimenti sociali e la situazione di crisi generale dovute alla pandemia hanno avuto ripercussioni pesanti sul settore agroalimentare. A lanciare il grido d’allarme è Cristian Raoul Vocaturi, Vicepresidente Nazionale Vicario e Presidente Calabria Agrocepi, la Federazione Nazionale Agroalimentare.

Calo dei consumi dovuto alla crisi 

“In questo momento – dice Vocaturi- ci sono diverse problematiche che affliggono il mondo dell’agroalimentare. La situazione sociale, dovuta alla pandemia in corso, ha fatto sì, che le persone uscendo di meno, acquistino meno prodotto. Per questo motivo il consumo si è ridotto drasticamente. La grande distribuzione non si è mai fermata, nonostante le vendite vadano a rilento rispetto al solito, e la vendita del prodotto fresco è riuscito a dare una boccata d’ossigeno alle aziende e agli agricoltori. La stessa cosa, però, non è stata per il prodotto trasformato, come ad esempio l’olio e il vino.  A farne le spese è stato soprattutto il settore Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café), che ad oggi è il settore che sta soffrendo più di tutti”. 

A penalizzare ulteriormente gli agricoltori sono anche le temperature e il fattore climatico

Oltre alla crisi dovuta al Covid, che ha fortemente rallentato i consumi, c’è un’altro fattore che si aggiunge al momento di difficoltà vissuto dal settore agroalimentare, le condizioni climatiche non favorevoli. Non è, infatti, la prima volta che gli agricoltori sono costretti a combattere contro “la piaga” della temperature troppo calde, che inevitabilmente vanno ad incidere sul prodotto, soprattutto per quanto riguarda il settore agrumicolo.

“Come già successo due anni fa -continua Vocaturi- vi è un eccesso di massa critica, che gli agricoltori non riescono a fornire alla grande distribuzione, soprattutto per il fatto che lo sbalzo eccessivo delle temperature, fa sì che il prodotto marcisca ancora prima di essere raccolto. E quando non si riesce a vendere nella grande distribuzione italiana, cercando di esportare il prodotto nel mercato estero, i prezzi cambiano”.

 La concorrenza con il mercato estero e la “guerra” del prezzo al ribasso

“Qui entriamo – dice Vocaturi – in un’altra problematica contro la quale gli agricoltori, e le azienda italiane in generale, sono costrette a combattere da anni. La concorrenza estera “sleale”. Sopratutto in questo momento di crisi, le persone entrano in un supermercato e non badano di certo all’etichetta, bensì al prezzo. Per questo motivo –prosegue– se lo Stato Italiano chiede alle aziende il rispetto delle regole a livello sanitario, così come la tracciabilità del prodotto stesso, e tutta una serie di regole da rispettare, e le aziende a loro volta investono per garantire il rispetto di queste regole, lo Stato deve tutelare le aziende ed impedire che il mercato estero “uccida” il prezzo del prodotto italiano. Non basta promuovere il marchio “Made in Italy” se poi non si tutelano le aziende italiane”. 

Lo Stato in soccorso del settore agricolo

 “Se i costi aumentano e il consumo diminuisce – conclude Vocaturi- sia per problemi climatici, sia per il periodo  che il mondo sta attraversano, per gli agricoltori è la fine. Per noi agricoltori è la fine. Lo stato deve tutelarci, e sopratutto deve tutelare i giovani, che hanno deciso, come me, di restare nella propria terra e renderla migliore”.

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Economia: Bankitalia, forte penalizzazione a causa degli effetti della pandemia

Crisi su crisi. L’economia calabrese già debilitata negli ultimi anni, nella prima parte del 2020, ha subito una ulteriore, forte, penalizzazione per gli effetti della pandemia di Covid 19.

E a poco o nulla è servita, con la fine del lockdown, una ripresa comunque insufficiente a compensare la caduta dei mesi precedenti. A confermarlo sono i dati contenuti nella nota congiunturale di aggiornamento dell’economia in Calabria di Bankitalia.

Ricerca presentata a Catanzaro

Gli esiti della ricerca sono stati presentati a Catanzaro dal direttore della filiale calabrese Sergio Magarelli e dai componenti del Nucleo di ricerca dell’istituto Giuseppe Albanese (coordinatore), Antonio Covelli, Graziella Mendicino e Iconio Garrì.

Risultati della ricerca

Determinante, è emerso dalla ricerca, è stato il calo della domanda di beni e servizi intervenuta anche a causa della crisi sulla fiducia e sui redditi dei consumatori, cui si è associato un aumento del risparmio precauzionale. Nei primi nove mesi dell’anno è diminuito significativamente il fatturato delle imprese, in modo nettamente maggiore nel settore dei servizi, accompagnata da una revisione al ribasso dei piani di investimento programmati con il risultato che le aziende sono state sottoposte ad un vero e proprio shock finanziario.
Ripercussioni negative immediate si sono registrate sul mercato del lavoro con una riduzione significativa dell’occupazione soprattutto tra i lavoratori autonomi e i dipendenti con contratti a termine, Il calo tra i dipendenti a tempo indeterminato è stato frenato dal blocco dei licenziamento e dal ricorso agli strumenti di integrazione salariale. Il credito bancario si è gradualmente intensificato con le imprese che hanno tirato la volata. In questo contesto si è rafforzata la propensione al risparmio sia per le imprese che per le famiglie, anche per quei nuclei che hanno risentito meno del calo dei redditi.
“Il tessuto sociale ed economico calabrese – ha detto il direttore Magarelli – è sottoposto a ragione di questa congiuntura emergenziale ad ulteriori durissime prove con divari e svantaggi che inevitabilmente si vanno approfondendo e accentuando tanto da intaccarne la capacità di resilienza”.

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Calabria Film Commission: Spirlì respinge le dimissioni di Minoli e lo riconferma

Il presidente facente funzioni della Giunta regionale della Calabria, Nino Spirlì, ha preso atto delle dimissioni del commissario della Calabria film commission, Giovanni Minoli, e le ha respinte.

 

L’incarico del commissario è stato dunque riconfermato. Spirlì, a breve, incontrerà Minoli per ribadire il progetto di rilancio della fondazione ideato dalla compianta presidente della Regione, Jole Santelli.

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