Corigliano-Rossano

Sfugge all’alt e tenta di investire carabiniere, arrestato

Sfreccia ad alta velocità per evitare di essere fermato ad un posto di controllo dei carabinieri e tenta di investire uno dei due militari. E’ accaduto nella tarda serata di ieri in una strada principale di Corigliano Rossano, area urbana di Corigliano. Un giovane di 21 anni, del quale non sono state rese note le generalità, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Corigliano per resistenza a pubblico ufficiale.
I carabinieri del Nucleo radiomobile, in servizio nella zona, hanno intimato l’alt al giovane che era al volante di una Lancia Musa ma lui non si è fermato proseguendo a forte velocità. Nella corsa ha anche tentato di investire uno dei due carabinieri che, per evitare l’impatto con la vettura, si è buttato a terra.
Intercettato e fermato a distanza di qualche chilometro dal luogo dove c’era il posto di controllo è stato arrestato. I carabinieri hanno perquisito l’autovettura condotta dal ventunenne ma all’interno non hanno trovato nulla che giustificasse l’atteggiamento tenuto. Sconosciute, al momento, le motivazioni che hanno spinto il giovane a sfuggire al controllo.

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Ospedali insiti, Graziano: “Governo nomini commissario”

«L’ospedale della Sibaritide è un’opera strategica che non può più attendere i tempi biblici della burocrazia. Sono già trascorsi, quasi inutilmente, 13 anni dall’inizio dell’iter di realizzazione ed è mortificante, sia per la popolazione dell’alto Jonio calabrese che per la stessa politica, vedere ancora nastri di cantiere li dove dovrebbe sorgere ed essere già operativo da tempo un presidio sanitario. Serve sburocratizzare le procedure, serve velocizzare tutto l’iter ed è giusto, a questo punto, che anche il Governo faccia la sua parte mettendo in campo tutte le prerogative rese possibili dall’emergenza pandemica in corso».

 

È quanto dichiara il Presidente del Gruppo UDC in Consiglio regionale, Giuseppe Graziano, dando sostegno all’iniziativa istituzionale del presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, che proprio stamani ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ai Ministri delle Infrastrutture e della Sanità, Paola De Micheli e Roberto Speranza, chiedendo la nomina dei commissari ad acta per la realizzazione dei nuovi ospedali della Sbaritide e di Gioia Tauro.

 

«Giunti a questo punto, dopo anni di lassismo e rallentamenti causati dalla politica e dalla burocrazia – dice Graziano – quella del commissariamento credo sia l’unica via possibile. E questo non per delegare ad una parte terza le responsabilità che sono e rimangono della classe di governo, bensì per accelerare i tempi. Un organismo esecutivo straordinario, infatti, accentrerebbe tutte le diverse fasi procedurali tagliando sia sulle spese che sui tempi. Meno burocrazia, più efficienza. Un po’ come è stato fatto per il ponte di Genova che rimane l’esempio lampante di come è possibile realizzare un’opera importante anche eliminando tutti i passaggi mediani. Oggi il nuovo ospedale rappresenta la priorità per il territorio della Sibaritide. Ancora prima delle strade, dei trasporti, dei piani di sviluppo turistico, agricolo e industriale. E questo perché senza la possibilità che un cittadino possai curarsi non ci possono essere altri progetti da realizzare. Nel nord est della Calabria siamo senza servizi assistenziali pubblici; e questo è un dramma infinito. L’emergenza Covid ci ha messo difronte ad una realtà chiara, che conoscevamo, ma non avevamo mai avuto modo di percepirla nella sua pericolosità. Allora, dal momento che i soldi per il nuovo ospedale ci sono ma mancano sempre visti, autorizzazioni e ogni altra lungaggine burocratica allora è opportuno procedere in modo coatto. Se necessario anche con il supporto della Protezione civile e del genio militare. Perché – ribadisce in conclusione Giuseppe Graziano – un nuovo ospedale nel territorio compreso tra Rocca Imperiale e Cariati, passando per Corigliano-Rossano, non è un vezzo, un di più, un lusso ma rappresenta un presidio di sopravvivenza a tutela dei cittadini di quest’area».

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Estorsioni e lesioni ai danni genitori, arrestato 25enne

Il personale del Commissariato di polizia di Corigliano-Rossano ha arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip dal di Castrovillari un giovane di 25 anni, S.A., accusato di estorsione e lesioni personali aggravate ai danni dei genitori.
Il giovane, dal 2013, secondo l’accusa, con minacce e violenze costringeva i genitori a corrispondergli quotidianamente ingenti somme di denaro provocando loro lesioni qualora si rifiutavano di consegnargli quanto richiesto.
L’attività di indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Luca Colitta, ha consentito di accertare la veridicità della condotta violenta ed estorsiva di S.A ai danni dei genitori, atti che ingeneravano nelle vittime grave timore per la propria vita.
L’arrestato é stato portato nel carcere di Castrovillari.

 

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Trasferimento in Calabria di Battisti: il legale, non sappiamo nulla

Non abbiamo ricevuto nessuna informazione ufficiale su un eventuale trasferimento del nostro assistito nel carcere di Rossano. Se fosse vero la vendetta dello Stato italiano contro Battisti continua”. Così l’avvocato Gianfranco Sollai, che difende insieme al collega milanese Davide Steccanella Cesare Battisti, in merito a notizie di stampa su un possibile trasferimento dell’ex terrorista dei Proletari armati per il Comunismi dal carcere oristanese di Massama al carcere di Rossano, in Calabria, nel reparto Alta Sicurezza AS2.
Da cinque giorni Battista ha iniziato lo sciopero della fame proprio per chiedere il trasferimento in un’altra struttura, dichiarandosi “prigioniero di uno Stato vendicativo”. Ma la soluzione ipotizzata nella struttura di Rossano non piace per nulla ai suoi difensori. “Battisti è sempre sotto l’occhio del ciclone. Se fosse confermato il trasferimento – spiega all’ANSA Sollai – andrebbe a finire in alta sorveglianza con un gruppo di islamici. La finalità risocializzante e rieducativa della detenzione viene messa nel cassetto, i principi costituzionali non si rispettano. Quanto al mantenimento della classificazione in AS2, c’è da chiedersi quali sono gli elementi che fanno ritenere al Dap che Battisti, dopo oltre 40 anni dai fatti, sia tuttora pericoloso”.

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Sanità, Falvio Stasi: la vita dei calabresi valga quanto il ponte Morandi

“Con agosto alle spalle, torna a diventare di stringente attualità il bollettino covid: me ne accorgo dalle tante domande della gente su decine di presunti positivi al giorno. Ma se nella drammatica fase del lockdown per lo meno anche in Calabria si è tornato a parlare di investimenti, di aumento del personale, di interventi negli ospedali, è bastato abbassare un po’ la guardia ed il commissariamento ha provato a rifilarci un altro taglio”. Lo scrive su Facebook il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi, a proposito della situazione sanitaria attuale.

“Non ho scritto a caso “commissariamento” piuttosto che “commissario”, perché non credo sia chi ricopre il ruolo di Commissario ad Acta che rappresenti il vero problema, bensì la funzione che svolge. Anche alla luce dell’emergenza covid, il Governo ed in particolare il Ministro Speranza devono aprire all’ipotesi di chiudere la fase del rientro dal debito sanitario: è divenuta ormai una farsa perché il debito, aritmeticamente, non sta diminuendo. Non è necessario null’altro se non la presa d’atto di un dato ineludibile.

Si chiuda la fase d’emergenza, dunque, oppure, forse ancora meglio, si ribalti la funzione dei commissari, perché l’unico modo che ha la Sanità, in Calabria ed in ogni luogo, per non generare debiti è curare. Che si istituisca il commissariamento straordinario delle Calabria per curare i calabresi. Assolvendo alla funzione essenziale ed imprescindibile della sanità regionale, rischieremmo anche di rientrare dal debito, perché tra le altre cose l’emigrazione sanitaria costa non poco ai calabresi. Col Decreto Calabria la nazione è stata investita dell’esigenza di superare le lungaggini della burocrazia sanitaria regionale, aggiungendo ulteriori ritardi. So bene che l’obiettivo era quello di controllare e non di ingessare, ma anche questo concetto deve essere ribaltato: che la nazione venga investita, da Aosta a Siracusa, della sacrosanta priorità di costruire i nuovi ospedali della Sibaritide e della Piana di Gioia Tauro, pianificati decenni fa non senza motivo, come è stata giustamente investita della priorità di ricostruire in pochi mesi il Ponte Morandi. Questo credo sia il compito del governo regionale, della rappresentanza parlamentare, anche di ogni singolo territorio. E chiudere questa fase di commissariamento significa anche fare il punto su cosa offre ora la sanità sul territorio. Abbiamo chiesto la sospensione dell’efficacia dei decreti del commissario di riorganizzazione della rete territoriale e della rete dei laboratori non per difendere questo o quel laboratorio, ma per svoltare una direzione che credevamo definitivamente abbandonata con l’avvento del Covid-19. Ed invece, come un gambero preso a calci in avanti dalla pandemia che lo ha costretto a realizzare investimenti d’emergenza per salvare vite, la Calabria commissariata torna a camminare all’indietro, come se nulla fosse accaduto e come se nulla possa accadere.
Cosi cieca da non essere neanche in grado di fare il punto su quegli investimenti, programmati dal Governo nazionale, che a quest’ora avrebbero dovuto essere già operativi: personale, reparti, percorsi, terapie intensive e sub-intensive, laboratori. Ma non è questa, forse, la priorità vera della Calabria di questi giorni, di queste ore? Non dovrebbe essere questo il tema di un istituto emergenziale che apra con investimenti seri una stagione di progressiva programmazione sanitaria?
Allora che venga dai Governi una svolta ora, non più rimandabile, prima di tornare inesorabilmente alla consuetudine di costringere i sindaci quindi i territori, con le loro rappresentanze, alla “difesa dello scontato”, ovvero alla difesa di ciò che dovrebbe essere imprescindibile e che invece, in Calabria, da tempo è diventato opzionale a favore di un circuito parallelo che avrebbe il compito di integrare la sanità pubblica, e non di sostituirla.
Sia questo anche al centro della discussione in funzione di quegli investimenti, scuciti con grande tenacia alla austerità europea, che non possono non finire nel vero propulsore inutilizzato dell’economia italiana, ovvero il mezzogiorno, e non possono prescindere dall’innovazione di servizi essenziali e tecnologicamente sensibili come la sanità. È necessario chiamare a raccolta tutte le forze istituzionali, politiche e sociali della Calabria, a partire dai prossimi appuntamenti di interlocuzione già programmati, richiamando il Governo su un tema che non è e non può essere avulso dal dibattito politico nazionale, non solo perché stiamo vivendo ore di apprensione per l’evolversi dell’emergenza pandemica, ma anche e soprattutto perché è compito del Governo nazionale e del Ministero della Sanità, oggi, decidere se la nostra Regione deve continuare a rimanere un laboratorio di emigrazione sanitaria di massa oppure, semplicemente, se la vita dei calabresi vale almeno quanto il Ponte di Genova”.

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Riforma sanità. La proposta di legge di Graziano: scissione tra aziende territoriali e ospedaliere.

«Un’opportunità per garantire alla Calabria e ai calabresi un’organizzazione sanitaria più efficiente, più moderna, più europea. L’emergenza Covid-19 ha insegnato che la tutela del diritto alla salute deve rimanere una priorità per chi governa che, a sua volta, deve trovare soluzioni nuove ed efficienti. La nostra regione ha un sistema assistenziale pubblico che da decenni, ormai, fa acqua da tutte le parti; retto da carrozzoni ingestibili dove non esistono più responsabilità. Pertanto, insieme ai vertici dell’UDC e condividendo idee e proposte con altre aree politiche, abbiamo pensato di proporre al Consiglio regionale una Riforma, senza costi aggiuntivi sulle casse pubbliche, che rivede e scinde l’organizzazione della rete ospedaliera da quella della sanità territoriale. Questo, con l’obiettivo di rendere tutto più funzionale alle esigenze dell’utenza e di abbattere le disfunzioni che oggi ci sono e che hanno generato spese esorbitanti, come quella della migrazione sanitaria che vale 300milioni di euro l’anno».

È quanto fa sapere il presidente del Gruppo di Unione di Centro nel Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Graziano, che nei giorni scorsi ha depositato la nuova proposta di Legge sulla Riforma delle aziende del Servizio sanitario regionale.

«È una proposta moderna – spiega Graziano – che tende ad uniformare la sanità calabrese a quella delle più importanti regioni d’Europa. E questo allo scopo, ovviamente, di migliorare i servizi pubblici a tutela della salute e per scindere, finalmente, le competenze, i ruoli e le priorità della sanità territoriale da quella della sanità ospedaliera. Fino ad oggi i nostri ospedali, tranne quelli hub, dipendono dall’organizzazione delle Aziende sanitarie che, ovviamente, hanno esigenze diverse da quelle degli ospedali. Questa nuova proposta di legge mira, appunto, a creare delle aziende ospedaliere autonome che avranno, ognuna, tutte le prestazioni mediche necessarie».

Qual è la novità assoluta di questa proposta di riforma? «C’è un punto fermo che ha ispirato la redazione dello strumento legislativo ed è quello di consentire ai calabresi di avere nel proprio ambito territoriale tutte le risposte necessarie alle loro cure. Con le Aziende ospedaliere, così intese, ogni territorio avrà nell’arco di pochi chilometri tutte quelle prestazioni mediche che oggi sono sparse qua e là per la Calabria. Riduciamo i tempi di intervento e soprattutto speriamo di poter combattere la migrazione sanitaria verso altre regioni che ci farebbe risparmiare tanti soldini».

Creeremo così nuovi carrozzoni, nuovi posti di potere, nuove spese? «Assolutamente no! La Riforma riorganizza e restituisce più efficienza al sistema. Ma soprattutto darà maggiore valore alle figure apicali. I manager finalmente, con questa proposta di legge, saranno responsabili – nel bene e nel male – delle scelte che saranno assunte. Con la divisione tra Aziende sanitarie e ospedaliere non potrà esserci più lo scarica barile di competenza che oggi, purtroppo, compromette maggior parte del servizio sanitario regionale. Non ci saranno nuovi carrozzoni, che anzi diminuiscono, e soprattutto non ci saranno nuove spese. Questa è la nostra idea per rilanciare in Calabria una sanità europea».

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Corigliano Rossano: minaccia e rapina connazionale, bracciante ai domiciliari

È stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri della compagnia di Corigliano, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Castrovillari, un 31enne nordafricano, bracciante agricolo, accusato di rapina aggravata e lesioni personali ai danni di un suo connazionale. L’uomo, nella serata di ferragosto, insieme ad altre due persone, aveva fermato un connazionale per poi minacciarlo con un coltello e un collo di bottiglia costringendolo a recarsi in una zona appartata del centro storico di Corigliano per farsi consegnare il cellulare e 50 euro in contanti. La vittima aveva raccontato quanto accaduto ai carabinieri, incontrati lungo il percorso per raggiungere il pronto soccorso perché ferito ad una mano. Le indagini dei militari, che si sono avvalsi della testimonianza della vittima, hanno permesso di fermare il responsabile.

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Corigliano calabro: la nave quaranta è arrivata al porto. Avrà una disponibilità di 293 posti

È approdata alle 13.32 nel porto di Corigliano la motonave ‘GNV Aurelia’ dell’impresa Grandi Navi Veloci che si è aggiudicata il servizio di noleggio di unità navali per la quarantena dei migranti giunti sulle coste calabrese.

La nave, che dovrà garantire la massima sicurezza sia dal punto di vista igienico-sanitario che ambientale, avrà una disponibilità di 293 posti. A bordo ci sarà personale della Croce rossa. Dovrebbe essere utilizzata, secondo quanto si è appreso, per interventi nelle coste meridionali della Calabria e della Sicilia con possibile attività nell’area di Lampedusa.

Al porto, in attesa dell’arrivo, c’era anche il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi, critico con la decisione di dislocare la nave nel porto di Corigliano.

“Ieri sera – ha detto al riguardo Stasi – il Prefetto di Cosenza mi ha comunicato che la nave sarebbe venuta qui soltanto per le verifiche di idoneità tecnica dopodiché sarebbe andata altrove. Siamo qui per assicurarci che tutto questo avvenga e che avvenga in piena sicurezza per la comunità e per il porto. La nave per il momento andrà altrove. Non stazionerà neanche in rada a Corigliano Rossano, questo è quello che mi è stato comunicato ieri dal Prefetto. A seguito della mediazione in Prefettura è stato detto che sarebbe stata in rada. Ovviamente noi abbiamo detto che non va bene nemmeno così perché il problema non era non vedere la nave, il problema è più generale: di idoneità del porto, anche di modalità di accoglienza. Dopodiché ci è stato comunicato che la nave sarebbe andata altrove, che non avrebbe avuto, almeno in questa prima fase visto che l’utilizzo dura fino al 15 ottobre, come punto di riferimento il porto di Corigliano. Andrà fuori Regione”.

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Corigliano Rossano, controllo della movida. Ispezioni dei carabinieri nelle attività commerciali

I Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno continuato anche nel fine settimana appena trascorso a prestare la massima attenzione affinché la movida sul litorale coriglianese si svolgesse nel rispetto delle norme di legge e della salute pubblica.
In particolar modo nella notte fra sabato e domenica sono stati ispezionati diversi locali notturni insistenti nella centrale piazza Portofino della località di Schiavonea, anche con l’ausilio specializzato dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cosenza. Il resoconto è stato quello della sospensione di un’attività commerciale in quanto trovata con oltre il 20% del personale dipendente in nero. Inoltre due salatissime sanzioni amministrative sono state comminate al titolare poiché trovati altrettanti minorenni a cui erano stati somministrati degli alcolici. L’importo totale delle sanzioni ammonta a circa 13 mila euro.
E’ continuato anche il controllo della circolazione stradale e della movida notturna, con posti di blocco e controlli dei conducenti dei veicoli con etilometro di ultima generazione e precursori di cui sono dotate le pattuglie dei Carabinieri. Il resoconto è stato di oltre 200 veicoli fermati, tre ciclomotori sottoposti a fermo amministrativo con affidamento alla depositeria giudiziale, perché trovati rispettivamente senza targa apposta, senza assicurazione e nell’ultimo caso il guidatore era sprovvisto addirittura della patente di guida perché mai conseguita.
Sabato, infine, è stata notificata dai Carabinieri ausonici a F.A., 45 enne coriglianese l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di evasione. Lo stesso era “saltato” alle cronache locali qualche mese fa perché era stato arrestato dopo un pericolosissimo inseguimento ingaggiato con i Carabinieri motociclisti della Sezione radiomobile, dopo aver speronato e creato diversi incidenti nello scalo coriglianese. Una volta fermato lo stesso aveva aggredito i militari e danneggiato un’auto della Polizia giunta sul posto. Solo dopo l’intervento dei rinforzi si era riusciti a bloccarlo ed arrestarlo per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento e guida in stato di ebrezza da alcool e da stupefacenti. Sottoposto agli arresti domiciliari, si rendeva in poco tempo protagonista del reato di evasione, scappando dall’abitazione e venendo trovato dai Carabinieri qualche ora dopo in stato di ubriachezza e con le valigie già pronte. A seguito del giudizio direttissimo veniva confermata la misura cautelare in carcere e sabato è stata eseguita e notificata allo stesso anche questa ulteriore ordinanza detentiva in carcere, che si va ad aggiungere alla precedente misura già in atto.

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