Cronaca

Dà in escandescenze e minaccia agenti con coltello,arrestato

Si è sdraiato a terra impedendo ad un autobus di partire. Quando l’autista ha tentato di fare manovra per uscire dal parcheggio dell’aeroporto di Reggio Calabria, l’uomo ha rincorso il mezzo e ha minacciato il conducente. Per questo motivo la polizia ha arrestato un 22enne di nazionalità marocchina. Il giovane era in chiaro stato di agitazione ed è stato riportato alla calma dagli agenti dell’ufficio di Polizia di frontiera che lo hanno convinto a spostarsi consentendo così al pullman di partire. Subito dopo, i poliziotti sono riusciti a bloccare il giovane. Alla richiesta di mostrare loro i documenti, il ventiduenne ha aperto lo zaino che portava con sé ed ha estratto un coltello in metallo di grosse dimensioni, brandendolo contro gli agenti per impedire che si avvicinassero. Solo dopo un’attenta opera di mediazione i poliziotti sono riusciti a far desistere l’aggressore dalle sue intenzioni, recuperando il coltello. Il giovane è stato quindi arrestato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma. L’arresto è stato convalidato dal magistrato che ha disposto gli arresti domiciliari.

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Davoli (CZ): aveva in casa pistola con colpo in canna, arrestato

Nascondeva in casa una pistola clandestina con il colpo in canna. V.F., di 38 anni, di Davoli, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di detenzione illegale di arma, munizionamento e ricettazione.
I militari, che hanno agito con l’ausilio del Gruppo cinofili di Vibo Valentia nell’ambito di una serie di servizi disposti dalla Compagnia di Soverato, durante una perquisizione nell’abitazione dell’uomo hanno trovato la pistola nascosta all’interno di un cassetto di un mobile.
L’arma oltre ad avere il colpo in canna conteneva sei proiettili nel caricatore. Gli accertamenti compiuti sulla sulla matricola hanno consentito di appurare che la pistola era stata smarrita, con regolare denuncia, circa dieci anni addietro da una guardia giurata della provincia di Milano.

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Sfugge all’alt e tenta di investire carabiniere, arrestato

Sfreccia ad alta velocità per evitare di essere fermato ad un posto di controllo dei carabinieri e tenta di investire uno dei due militari. E’ accaduto nella tarda serata di ieri in una strada principale di Corigliano Rossano, area urbana di Corigliano. Un giovane di 21 anni, del quale non sono state rese note le generalità, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Corigliano per resistenza a pubblico ufficiale.
I carabinieri del Nucleo radiomobile, in servizio nella zona, hanno intimato l’alt al giovane che era al volante di una Lancia Musa ma lui non si è fermato proseguendo a forte velocità. Nella corsa ha anche tentato di investire uno dei due carabinieri che, per evitare l’impatto con la vettura, si è buttato a terra.
Intercettato e fermato a distanza di qualche chilometro dal luogo dove c’era il posto di controllo è stato arrestato. I carabinieri hanno perquisito l’autovettura condotta dal ventunenne ma all’interno non hanno trovato nulla che giustificasse l’atteggiamento tenuto. Sconosciute, al momento, le motivazioni che hanno spinto il giovane a sfuggire al controllo.

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Rosarno (RC): Operazione “Torno subito”, arrestati dipendenti comunali per assenteismo

Alle prime ore dell’alba, nella provincia di Reggio Calabria, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal Tribunale di Palmi – Sezione GIP, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 8 soggetti italiani (di cui 4 agli arresti domiciliari, 4 all’obbligo di presentazione alla p.g.), ritenuti responsabili, a vario titolo, di peculato, truffa e false attestazioni o certificazioni.

In particolare, i destinatari dei provvedimenti restrittivi  sono:

  • G.di anni 66 (arresti domiciliari);
  • D. di anni 68 (arresti domiciliari);
  • R. F. C.di anni 65 (arresti domiciliari);
  • M. di anni 63 (arresti domiciliari);
  • C. di anni 67 (obbligo di presentazione alla p.g.);
  • M. G. di anni 61 (obbligo presentazione alla p.g.);
  • M. di anni 66 (obbligo presentazione alla p.g.);
  • D. di anni 43 (obbligo presentazione alla p.g.).

Tra di loro, tutti dipendenti delle varie aree organizzative del Comune, figurano un responsabile dell’U.O.C. ed una persona in passato Comandante della Polizia Municipale.

Ad ulteriori  quattro indagati è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

L’odierna operazione, denominata “Torno subito”, giunge all’esito di una complessa ed articolata attività d’indagine condotta dalla Tenenza Carabinieri di Rosarno sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Procuratore Capo Dott. Ottavio Sferlazza, nel periodo compreso tra il mese di giugno 2017 ed il mese di luglio 2018.

Le attività investigative sono scaturite dall’intuizione di un militare, il quale aveva notato un impiegato del Comune di Rosarno, durante l’orario di lavoro, intento a consumare alcolici ed a giocare alle slot machine in un bar della limitrofa San Ferdinando.

Alla luce di ciò, sono state avviate indagini mirate, attraverso il ricorso a metodologie investigative tradizionali, quali servizi di pedinamento, osservazione e soprattutto riprese video, che hanno permesso di far luce sull’esistenza di una vera e propria prassi, diffusa tra alcuni impiegati del Comune di Rosarno, i quali in più circostanze:

  • utilizzavano i mezzi di servizio comunali per scopi privati, appropriandosene per esigenze ricreative, relazionali o, comunque, personali ovvero per recarsi e trattenersi presso gli esercizi pubblici della zona;
  • attestavano falsamente la propria presenza in servizio, omettendo di registrare, mediante l’apposito lettore marcatempo (cd “badge”), gli allontanamenti dalla sede di lavoro, per recarsi a fare la spesa, al cimitero, o, come nel caso di uno degli indagati, a prendere i figli a scuola, subito dopo aver timbrato il cartellino delle presenze.

Le condotte delineate, in ragione dell’esercizio di una funzione pubblica, risultano aggravate dall’ aver commesso il fatto abusando dei poteri e con la violazione dei doveri del servizio, anche per coloro i quali avevano l’onere del controllo su altri dipendenti.

 

Complessivamente sono stati accertati 300 episodi, il cui danno erariale e d’immagine sarà successivamente oggetto di approfondimento da parte della Corte dei Conti.

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Vibo Valentia: Donna scippata mentre era seduta al tavolino di un bar

Una donna è stata scippata da due persone che sono adesso ricercate dalle forze di Polizia. Il fatto è avvenuto nella serata di ieri, intorno alle 21,30, a Vibo Marina nei pressi di un bar del luogo.
La vittima si trovava seduta ad un tavolino del locale quando, all’improvviso, si è avvicinato un individuo che le ha sottratto la borsa contenente del denaro e gli effetti personali per poi fuggire. Il titolare dell’esercizio commercizio commerciale si è messo all’inseguimento del responsabile ma ha dovuto desistere quando il complice di quest’ultimo è spuntato all’improvviso puntandogli contro una pistola. I due, prima di far perdere le loro tracce, si sono disfatti dell’arma abbandonandola in una via poco distante.
La Squadra Mobile sta visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona nel tentativo di identificare i responsabili dello scippo.

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Palizzi (RC): Sbarcati 50 migranti siriani e pakistani. Avviate le procedure anti-covid

Una cinquantina di migranti sono sbarcati nella zona jonica della provincia di Reggio Calabria. Lo sbarco è avvenuto dopo la mezzanotte di ieri quando gli stessi, di nazionalità siriana e pakistana, sono stati avvistati sulla terraferma a Spropoli, frazione di Palizzi. Del gruppo di migranti ne fa anche parte un consistente numero di donne e bambini. L’imbarcazione con cui sono arrivati gli stranieri non è stata trovata. L’ipotesi che viene fatta é che siano giunti a bordo di una barca a vela o di un peschereccio da cui sono stati fatti scendere e che si é subito allontanato. Attualmente sono stati collocati nel campo comunale di Palizzi, dove i sanitari stanno eseguendo i tamponi anti-covid. Concluse le operazioni di prima accoglienza, saranno distribuiti secondo il piano di riparto del Ministero dell’Interno.  La prefettura di Reggio Calabria, in relazione allo sbarco, ha attivato il piano di emergenza che vede coinvolte tutte le forze dell’ordine.

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Limbadi (VV): Comunali, fotografa la scheda con voto, denunciata una donna di nazionalità romena

E’ stata fotografa la scheda elettorale nella cabina con il suo smartphone, i componenti della sezione se ne accorgono e fanno intervenire i carabinieri in servizio a presidio del seggio. È successo ieri nel tardo pomeriggio a Limbadi nel vibonese, dove sono in corso le elezioni per la nomina del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale. Protagonista una donna di nazionalità romena ma da tempo residente nel piccolo centro, che ora deve rispondere di un reato che la legge punisce con l’arresto da 3 mesi a 6 mesi di reclusione e l’ammenda da 300 euro a 1000 euro. Il seggio in questione è nella scuola elementare della frazione Caroni.

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Villa San Giovanni (RC): Droga, utilizzavano ‘emoticons’per concordare fornitura marijuana. Un arresto

Usavano le emoticons, le cosiddette faccine per i messaggi relativi all’acquisto di marijuana destinata allo spaccio nella “piazza” di Villa San Giovanni. E’ quanto emerso dall’operazione “Faccine” condotta dagli agenti del Commissariato di Ps di Villa San Giovanni e che ha portato all’arresto di C.F.,di 48 anni, posto ai domiciliari con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli investigatori della Polizia di Stato, dopo il sequestro di alcune dosi di marijuana trovate nnella disponibilità di una persona alla quale erano state fornite da un minore, hanno svolto degli approfondimenti con l’ausilio di intercettazioni telefoniche accertando che C.F. era l’approvvigionatore di droga per il minore. Si è poi proceduto a decifrare il linguaggio in codice utilizzato dalle persone coinvolte, e che prevedeva l’utilizzo degli emoticons in messaggi whatsapp per concordare luoghi d’incontro e quantità individuando in C.F. l’elemento cardine del piccolo spaccio nella cittadina. Durante una perquisizione in casa del 48enne sono stati trovati e sequestrati un bilancino, una pianta e 1,10 grammi di marijuana e 1.140 euro in banconote di vario taglio ritenute provento dello spaccio.

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Corigliano Rossano(CS): detenzione e spaccio di sostanza stupefacente.Un arresto

Nel quadro dei servizi predisposti dal Commissariato di P.S. di Corigliano-Rossano,
nel pomeriggio di sabato 19 u.s., gli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria,
traevano in arresto V.D. di anni 31, per il reato di detenzione e spaccio di sostanza
stupefacente del tipo eroina.
In particolar modo, gli operatori del Commissariato di Corigliano Rossano,
insospettiti da strani movimenti che vedevano diversi assuntori di sostanza
stupefacenti attivi nell’area della Sibaritide, procedevano ad iniziare un monitoraggio
degli spostamenti degli stessi al fine di individuare il punto di approvvigionamento.
Gli investigatori ritenevano pertanto che la base operativa da cui gli assuntori si
rifornivano ricadeva nel territorio di Cassano Allo Ionio, con fulcro nel quartiere
“Timpone Rosso” di Lauropoli.
Durante le fasi di tale attività, gli operatori di Polizia, riuscivano a bloccare in modo
fulmineo, un’autovettura in transito condotta da un giovane successivamente
identificato per V.D..
L’immediata perquisizione personale, consentiva di rinvenire tre involucri in
cellophane termosaldati contenenti sostanza stupefacente del tipo eroina del peso
complessivo di grammi 15, per un valore commerciale di circa 750 euro.
La perquisizione veniva estesa sia all’autovettura che presso l’abitazione dello stesso.
Alla luce degli elementi di reità raccolti, il V.D. veniva tratto in arresto, e
successivamente ,come disposto dal P.M. di turno presso la Procura della Repubblica
di Castrovillari, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

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Casali del Manco(CS): rifiuti abbandonati a Monte Botte Donato

 

I tanto discussi impianti di risalita di Monte Botte Donato, che ricadono nel comune di Casali del Manco, in provincia di Cosenza, ritornano a far parlare e sempre in negativo. Nell’attesa che venga dipanata ed in modo definitivo la vicenda della loro rimessa in funzione, l’impianto è fermo a causa delle ormai note vicende giudiziarie, sono numerosi i cumuli di rifiuti presenti intorno alla struttura che vengono abbandonati dai soliti incivili. Un posto ormai abbandonato a se stesso come il suo impianto, divenuto rifugio di qualche mandria di mucche. Una località che meriterebbe un po’ più di attenzione, attraverso magari qualche controllo o come in questo caso necessiterebbe di una bella ripulita, raccogliendo i tanti rifiuti. Un luogo che nonostante gli impianti di risalita chiusi è sempre visitato da numerosi turisti e purtroppo  anche da tanti incivili.

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