Reggio Calabria

Dà in escandescenze e minaccia agenti con coltello,arrestato

Si è sdraiato a terra impedendo ad un autobus di partire. Quando l’autista ha tentato di fare manovra per uscire dal parcheggio dell’aeroporto di Reggio Calabria, l’uomo ha rincorso il mezzo e ha minacciato il conducente. Per questo motivo la polizia ha arrestato un 22enne di nazionalità marocchina. Il giovane era in chiaro stato di agitazione ed è stato riportato alla calma dagli agenti dell’ufficio di Polizia di frontiera che lo hanno convinto a spostarsi consentendo così al pullman di partire. Subito dopo, i poliziotti sono riusciti a bloccare il giovane. Alla richiesta di mostrare loro i documenti, il ventiduenne ha aperto lo zaino che portava con sé ed ha estratto un coltello in metallo di grosse dimensioni, brandendolo contro gli agenti per impedire che si avvicinassero. Solo dopo un’attenta opera di mediazione i poliziotti sono riusciti a far desistere l’aggressore dalle sue intenzioni, recuperando il coltello. Il giovane è stato quindi arrestato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma. L’arresto è stato convalidato dal magistrato che ha disposto gli arresti domiciliari.

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Rosarno (RC): Operazione “Torno subito”, arrestati dipendenti comunali per assenteismo

Alle prime ore dell’alba, nella provincia di Reggio Calabria, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal Tribunale di Palmi – Sezione GIP, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 8 soggetti italiani (di cui 4 agli arresti domiciliari, 4 all’obbligo di presentazione alla p.g.), ritenuti responsabili, a vario titolo, di peculato, truffa e false attestazioni o certificazioni.

In particolare, i destinatari dei provvedimenti restrittivi  sono:

  • G.di anni 66 (arresti domiciliari);
  • D. di anni 68 (arresti domiciliari);
  • R. F. C.di anni 65 (arresti domiciliari);
  • M. di anni 63 (arresti domiciliari);
  • C. di anni 67 (obbligo di presentazione alla p.g.);
  • M. G. di anni 61 (obbligo presentazione alla p.g.);
  • M. di anni 66 (obbligo presentazione alla p.g.);
  • D. di anni 43 (obbligo presentazione alla p.g.).

Tra di loro, tutti dipendenti delle varie aree organizzative del Comune, figurano un responsabile dell’U.O.C. ed una persona in passato Comandante della Polizia Municipale.

Ad ulteriori  quattro indagati è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

L’odierna operazione, denominata “Torno subito”, giunge all’esito di una complessa ed articolata attività d’indagine condotta dalla Tenenza Carabinieri di Rosarno sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal Procuratore Capo Dott. Ottavio Sferlazza, nel periodo compreso tra il mese di giugno 2017 ed il mese di luglio 2018.

Le attività investigative sono scaturite dall’intuizione di un militare, il quale aveva notato un impiegato del Comune di Rosarno, durante l’orario di lavoro, intento a consumare alcolici ed a giocare alle slot machine in un bar della limitrofa San Ferdinando.

Alla luce di ciò, sono state avviate indagini mirate, attraverso il ricorso a metodologie investigative tradizionali, quali servizi di pedinamento, osservazione e soprattutto riprese video, che hanno permesso di far luce sull’esistenza di una vera e propria prassi, diffusa tra alcuni impiegati del Comune di Rosarno, i quali in più circostanze:

  • utilizzavano i mezzi di servizio comunali per scopi privati, appropriandosene per esigenze ricreative, relazionali o, comunque, personali ovvero per recarsi e trattenersi presso gli esercizi pubblici della zona;
  • attestavano falsamente la propria presenza in servizio, omettendo di registrare, mediante l’apposito lettore marcatempo (cd “badge”), gli allontanamenti dalla sede di lavoro, per recarsi a fare la spesa, al cimitero, o, come nel caso di uno degli indagati, a prendere i figli a scuola, subito dopo aver timbrato il cartellino delle presenze.

Le condotte delineate, in ragione dell’esercizio di una funzione pubblica, risultano aggravate dall’ aver commesso il fatto abusando dei poteri e con la violazione dei doveri del servizio, anche per coloro i quali avevano l’onere del controllo su altri dipendenti.

 

Complessivamente sono stati accertati 300 episodi, il cui danno erariale e d’immagine sarà successivamente oggetto di approfondimento da parte della Corte dei Conti.

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Palizzi (RC): Sbarcati 50 migranti siriani e pakistani. Avviate le procedure anti-covid

Una cinquantina di migranti sono sbarcati nella zona jonica della provincia di Reggio Calabria. Lo sbarco è avvenuto dopo la mezzanotte di ieri quando gli stessi, di nazionalità siriana e pakistana, sono stati avvistati sulla terraferma a Spropoli, frazione di Palizzi. Del gruppo di migranti ne fa anche parte un consistente numero di donne e bambini. L’imbarcazione con cui sono arrivati gli stranieri non è stata trovata. L’ipotesi che viene fatta é che siano giunti a bordo di una barca a vela o di un peschereccio da cui sono stati fatti scendere e che si é subito allontanato. Attualmente sono stati collocati nel campo comunale di Palizzi, dove i sanitari stanno eseguendo i tamponi anti-covid. Concluse le operazioni di prima accoglienza, saranno distribuiti secondo il piano di riparto del Ministero dell’Interno.  La prefettura di Reggio Calabria, in relazione allo sbarco, ha attivato il piano di emergenza che vede coinvolte tutte le forze dell’ordine.

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Villa San Giovanni (RC): Droga, utilizzavano ‘emoticons’per concordare fornitura marijuana. Un arresto

Usavano le emoticons, le cosiddette faccine per i messaggi relativi all’acquisto di marijuana destinata allo spaccio nella “piazza” di Villa San Giovanni. E’ quanto emerso dall’operazione “Faccine” condotta dagli agenti del Commissariato di Ps di Villa San Giovanni e che ha portato all’arresto di C.F.,di 48 anni, posto ai domiciliari con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli investigatori della Polizia di Stato, dopo il sequestro di alcune dosi di marijuana trovate nnella disponibilità di una persona alla quale erano state fornite da un minore, hanno svolto degli approfondimenti con l’ausilio di intercettazioni telefoniche accertando che C.F. era l’approvvigionatore di droga per il minore. Si è poi proceduto a decifrare il linguaggio in codice utilizzato dalle persone coinvolte, e che prevedeva l’utilizzo degli emoticons in messaggi whatsapp per concordare luoghi d’incontro e quantità individuando in C.F. l’elemento cardine del piccolo spaccio nella cittadina. Durante una perquisizione in casa del 48enne sono stati trovati e sequestrati un bilancino, una pianta e 1,10 grammi di marijuana e 1.140 euro in banconote di vario taglio ritenute provento dello spaccio.

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Placanica(RC). Rinvenute armi e droga

I Carabinieri della Stazione di Placanica unitamente ai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria hanno svolto approfonditi controlli nelle aree rurali che hanno consentito di individuare, in località Agiastreto di Placanica, un rudere abbandonato utilizzato come vero e proprio deposito di munizioni. All’interno del casolare i Carabinieri hanno trovato, celati dai rovi, alcuni bidoni in metallo contenenti al loro interno un fucile artigianale calibro 8, 113 munizioni di diverso calibro in perfetto stato di conservazione nonché un quantitativo di semi di canapa indiana con cui sarebbe potuta essere coltivata una piantagione da almeno 300 piante. Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato in attesa di essere trasmesso al RIS di Messina per i successivi accertamenti.

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Melito Porto Salvo: un arresto per furti e tentate estorsioni cavalli di ritorno in danno di cittadini melitesi

Il 19 settembre scorso, i Carabinieri della Compagnia di Melito di Porto Salvo in provincia di Reggio Calabria, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta dellaProcura della Repubblica, diretta da Giovanni Bombardieri, nei confronti di Massimo Bevilaqua ,41enne reggino.

L’indagine, coordinata dal Procuratore Aggiunto  Gerardo Dominijanni e dal Sostituto Procuratore Alessandro Moffa e condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile,è iniziata nel mese di febbraio di quest’anno, a seguito dell’allarmante recrudescenza dei furti di veicoli nella cittadina grecanica. Nelle notti tra il 2 ed il 6 febbraio, alcuni soggetti travisati, approfittando del buio e della minore frequentazione delle vie cittadine, hanno prima rubato un furgone telonato e, pochi giorni dopo, hanno asportato un’ambulanza privata, utilizzandola per commettere un ulteriore colpo ai danni di una concessionaria di MelitoPorto Salvo, dove hanno trafugato un motociclo ed un personal computer.

Le immagini del sistema di videosorveglianza sono state determinanti per ricostruire i movimenti degli autori ed individuare il mezzo da loro utilizzato per gli spostamenti. Eloquente la metodologia impiegata nella scelta delle vittime.Infatti, una circostanza è balzata all’attenzione dei Carabinieri: sulla carrozzeria dei mezzi erano indicati i recapiti telefonici e, quindi, le vittime avrebbero potuto essere agevolmente contattate telefonicamente.

La conferma cheil progetto delittuoso andasse oltre l’appropriazione dei veicoli è stata di lì a poco confermata. Gli indagati hanno poi cercato, nei giorni successivi, di chiamare le ignare vittime, chiedendo loro di recarsi nel quartiere Arghillà per pagare il “riscatto” e riottenere il mezzo rubato, secondo la tecnica comunemente conosciuta come “cavallo di ritorno”.

Gli ulteriori approfondimenti di natura tecnica hanno conclamato la responsabilità dell’arrestato, che risponderà dei reati di furto aggravato e tentata estorsione. Nel procedimento penale risultano essere denunciati anche altri due soggetti reggini, la cui ipotesi di responsabilità riguarda la sottrazione dei mezzi.

L’arrestato, esperite le formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di “Arghillà” di Reggio Calabria.

Il risultato operativo raggiunto è frutto di una costante attenzione dell’Arma alla prevenzione e repressione dei reati di tipo predatorio, questi tra i delitti che più incidono sulla tranquillità del cittadino e del suo diritto di godere a pieno titolo della proprietà.

 

 

 

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Reggio Calabria: sequestri e sanzioni per 10.000 euro dai NAS

I Carabinieri del NAS di Reggio Calabria, in due distinte operazioni, nel capoluogo reggino ed a Melito di Porto Salvo, hanno sottoposto a sequestro 40 kg di prodotti alimentari privi di tracciabilità e scovato un locale adibito a deposito privo di autorizzazione, nonché riscontrato carenze igienico-sanitarie.
I militari in una pizzeria sul Lungomare di Reggio Calabria, durante l’ispezione delle cucine, hanno sequestrato 12 kg di prodotti di rosticceria pronti per la messa in vendita, ma privi di qualsiasi certificazione sull’origine ed indicazione sugli ingredienti; inoltre in un vano del controsoffitto era stato realizzato un deposito di prodotti per la conservazione e consumazione del cibo privo di autorizzazione.
I Carabinieri a Melito di Porto Salvo, durante il controllo di una rivendita di frutta e verdura, hanno sequestrato oltre 100 confezioni di alimenti, tra prodotti sott’olio e salumi per un totale di 28 kg, privi di etichettatura e di indicazioni sulla provenienza, ed inoltre si sono accertate carenze igienico sanitarie sui banchi espositivi.
I titolari delle attività ispezionate oltre ad essere stati segnalati all’ASP reggina, che intimerà il ripristino dei luoghi, pena la chiusura dell’esercizio commerciale, si sono visti elevare sanzioni per un totale di euro 10.000,00; gli alimenti sequestrati verranno distrutti da aziende specializzate.

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Reggio Calabria: incendiavano rifiuti, due arresti

Non accenna a diminuire la pericolosa abitudine di smaltire i rifiuti incendiandoli.

I militari della stazione Carabinieri Forestale di Reggio Calabriahanno scoperto ed arrestato in flagranza di reato due soggetti che, in un area di circa 2000 mq totalmente recintata, adibita illecitamente a discarica, “smaltivano” ogni tipo di rifiutocombustibile, anche pericolososemplicemente incendiandolo. Il tutto in un area sottoposta a vincolo paesaggistico, in località San Cristoforo di Reggio Calabria, nei pressi del Torrente Calopinace.

E’ stato proprio il fumo ad attirare l’attenzione dei militari i quali, giunti sul posto, hanno trovato un’area totalmente recintata adibita a grande discarica di inerti, soprattutto edili, eternit e rifiuti di vario genere. All’interno un soggetto, O.M. di anni 51, intento a smaltire, mediante combustione, qualsiasi cosa fosse in grado di bruciare, anche materiali plastici fortemente inquinanti come ad esempio le guaine bituminose impermeabilizzanti. Successivamente interveniva il gestore dell’area, F.A. un settantottenne di Reggio Calabria, già noto alle Forze dell’Ordine anche per gravi reati di tipo associativo. I due colti in flagranza di reato, i cui arresti sono stati convalidati, dovranno rispondere di svariati reati ambientali, quali la gestione e la combustione illecita di rifiuti ed il getto pericoloso di cose su aree soggetta a vincolo paesaggistico. Ben più gravi sono le conseguenze della combustione di tali materiali, irresponsabilmente trascurati dai responsabili e che avranno i loro effetti sull’ambiente circostante negli anni a venire.    

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Assenteismo in Comune Reggio Calabria, condannati in 26

Con la condanna di 26 dei 32 imputati si è concluso il processo “Torno Subito 2” nato da un’inchiesta della polizia di stato sull’assenteismo nel Comune di Reggio Calabria.
Il giudice monocratico Andreina Mazzariello ha accolto in buona parte le richieste della Procura della Repubblica rappresentata dal Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, e dall’aggiunto Gerardo Dominijanni.
Ai 26 dipendenti del Comune condannati sono state inflitte pene varianti tra un anno e mezzo ed 8 mesi di reclusione.
Per due degli imputati assolti, Pasquale Bonocore e Antonino Branca, é stata usata la formula “perché il fatto non sussiste”.
Gli altri quattro, invece, sono stati assolti “per la particolare tenuità del fatto”. Si tratta di Antonino Pino, Maurizio Delfino, Sebastiano Gullì e Pasqualina Scuncia.
Le indagini della Procura hanno rivelato che molti impiegati del Comune erano soliti attestare la propria presenza sul luogo di lavoro dal quale poi si allontanavano senza un giustificato motivo, procurandosi così un ingiusto profitto.

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Bagaladi (RC): sorpresi a razziare piante di leccio in un bosco privato, arrestati

Continua la pressione dei Carabinieri Forestali contro il grave fenomeno dei tagli boschivi abusivi nel territorio della provincia di Reggio Calabria.

I militari delle Stazioni CC Forestale di Melito di Porto Salvo e CParco di Bagaladi, nel corso dei consueti servizi di pattugliamento del territorio di competenza, hanno intercettato ed arrestato in flagranza di reato, un’intera squadra composta da 5 persone che, perfettamente attrezzata con camion munito di rimorchio, trattore e motoseghe, stavano compiendo un’autentica razzia di piante di leccio in un bosco di proprietà di terze persone all’oscuro di tutto, in località Zappino del Comune di Bagaladi. La squadra aveva già tagliato, depezzato e caricato sul camion circa 50 mq di legname e certamente lo scempio sarebbe stato ancor più grave senza l’intervento delle pattuglie che hanno interrotto il lavoro ed impedito ogni via di fuga ai malfattori.

Sono stati così tratti in arresto, già convalidato dall’Autorità Giudiziaria, i pregiudicati C.A., classe 1994 di Bagaladi, S.D.,classe 1994 di Motta San Giovanni, M.F., classe 1975 residente a Cardeto, M.F., classe 1988 residente a Motta San Giovanni, tutti noti alle Forze dell’Ordine per svariati reati. La quinta persona arrestata, M.S., di anni 31 residente a Cardeto, è risultata incensurata.

Tutti dovranno rispondere del reato di furto aggravato di piante di leccio.

Questa tipologia di reati costituisce un fenomeno molto grave per l’ambiente poiché comporta un progressivo impoverimento del patrimonio boschivo, un aumento del rischio idrogeologico e la perdita di “qualità ambientale” dei territori colpiti. 

Il continuo stillicidio del furto di legname in provincia di Reggio Calabria è operato da squadre affiatate che operano rapidamente e che con reiterati attacchi ai boschi sono in grado di causare gravi danni, riuscendo spesso ad eludere le Forze dell’OrdineMa questa volta no.

 

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