Salute

Cuzzocrea su ex ospedale San Marco Argentano: “I disservizi sono aumentati. La salute non può attendere”

Sulla difficile situazione dell’ex ospedale di San Marco Argentano (CS), è intervenuto il consigliere provinciale Andrea Cuzzocrea, che, attraverso i social, ha chiesto chiarezza in relazione alle sorti del nosocomio della cittadina normanna.
Ricordiamo che l’ospedale, circa dieci anni fa, è stato praticamente chiuso per essere poi convertito in “Casa della Salute”, a seguito dell’adozione del piano di rientro. Il processo di riconversione, però, non è mai avvenuto creando disagi all’intera popolazione della valle dell’Esaro, per la quale la struttura rappresentava un punto di riferimento.

Le parole di Cuzzocrea

“Sono a fianco dei cittadini della Valle dell’Esaro – ha detto Cuzzocrea – che hanno diritto di sapere quando gli oltre otto milioni di euro stanziati per la ristrutturazione saranno sbloccati e se il “Pasteur” diventerà Casa della salute come previsto. Occorre avere tempi e risposte certe! Troppi ritardi sono già stati accumulati mentre i disservizi per la popolazione sono aumentati”.
“Questo è inaccettabile – ha proseguito il consigliere provinciale – e fa male vedere le condizioni decadenti di un ospedale che nel corso dei decenni ha offerto sicurezza e qualità delle cure. Ci siamo resi conto nell’ultimo anno quanto sia importante avere strutture sanitarie funzionanti sui territori, pronte a gestire sia i servizi quotidiani che le emergenze”.
“Auspico che i rappresentanti della politica e della sanità – ha concluso Cuzzocrea – spieghino una volta per tutte quale futuro aspetta l’ospedale di San Marco Argentano. La salute non può attendere!”
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Coronavirus: il bollettino della Regione Calabria

In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 449.634 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 470.340 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test).

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 27.736 (+283 rispetto a ieri), quelle negative 421.898.

Sono questi i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Cosenza: CASI ATTIVI 3.928 (66 in reparto Azienda ospedaliera di Cosenza; 10 in reparto al presidio di Rossano; 10 al presidio ospedaliero di Acri; 10 al presidio ospedaliero di Cetraro; 5 all’ospedale da campo; 10 in terapia intensiva, 3.817 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.101 (3.880 guariti, 221 deceduti).

– Catanzaro: CASI ATTIVI 1.739 (34 in reparto all’Azienda ospedaliera di Catanzaro; 4 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 25 in reparto all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini; 8 in terapia intensiva; 1.668 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 2.323 (2.242 guariti, 81 deceduti).

– Crotone: CASI ATTIVI 419 (21 in reparto; 398 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 2.006 (1.967 guariti, 39 deceduti).

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 1.054 (16 ricoverati, 1038 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 1.304 (1.272 guariti, 32 deceduti).

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 2.378 (78 in reparto all’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria; 5 in reparto al presidio ospedaliero di Gioia Tauro; 7 in terapia intensiva; 2288 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 8.125 (7.977 guariti, 148 deceduti).

– Altra Regione o stato estero: CASI ATTIVI 93 (93 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 266 (266 guariti).

I casi confermati oggi sono così suddivisi: Cosenza 84, Catanzaro 94, Crotone 16, Vibo Valentia 12, Reggio Calabria 77.  Altra Regione o stato estero 0.

Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 210.

Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile.

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Vaccini: 34,8% delle somministrazioni, Calabria torna ultima regione in Italia

Ridiscende in classifica e torna ultima la Calabria a livello nazionale con 13.681 somministrazioni, il 34,8%, effettuate a fronte di una dotazione di 39.280 di dosi. A provocare il riposizionamento – secondo quanto riportano i dati dell’Agenzia italiana del farmaco aggiornati alle 10:29 di oggi – è stato l’arrivo di un’ulteriore tranche di dosi di vaccino anti covid 19 consegnate nella giornata di ieri.

I dati

La nuova disponibilità di oltre 13 mila dosi ha inevitabilmente alzato l’asticella della percentuale di somministrazioni che ieri aveva portato la regione alla quart’ultima posizione e a sfiorare il 50% di inoculazioni. In base ai nuovi dati allo stato sono stati vaccinati 12.030 operatori sanitari e socio sanitari, 1.588 tra personale non sanitario e 63 ospiti di strutture residenziali. Di questi soggetti 6.853 sono donne e 6.828 uomini.
La fascia d’età più interessata alla vaccinazione è quella 50-59 anni con 4.183, seguita dai 60-69 anni 3.498 e poi a seguire i 40-49 anni (2.846). Tra i vaccinati più anziani, gli ultranovantenni sono 13.

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Vaccini: Calabria, Longo, varato Piano per uscire dal tunnel

“Siamo come si dice un work in progress. E in questo senso abbiamo cercato di fare un Piano vaccinale nel modo più razionale e puntuale possibile e il migliore possibile anche dal punto di vista scientifico in modo da favorire la somministrazione dell’unico rimedio che ci consentirà l’uscita dal tunnel”. Lo ha detto il Commissario ad Acta per la sanità in Calabria, Guido Longo, all’indomani dall’approvazione del documento che traccia la “road map” vaccinale e che è stato inviato al ministro della Salute Roberto Speranza.

 

Le parole di Longo

“Speriamo così – ha aggiunto Longo – e stiamo lavorando per poter fare fronte alla futura vaccinazione di massa. Le difficoltà certo ci sono state ma hanno riguardato comunque un po’ tutte le regioni. La nostra possiamo dire che è una macchina diesel che ha un avvio lento ma poi marcia spedita. Adesso siamo impegnati per fare meglio rispetto alla fase iniziale. Poi si vedrà”.
Il piano licenziato dall’ufficio del Commissario, soggetto attuatore, che ha lavorato all’elaborazione del documento assieme al delegato per l’emergenza Antonio Belcastro “proprio per dare continuità all’azione svolta”.

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Cariati (CS): visita Spirlí ad ex ospedale

“Siamo qui perché gli anni contrassegnati dal silenzio della Regione devono trovare finalmente una fine. Non è solo questione di riaprire o chiudere un ospedale: ci sono l’urgenza e la necessità di riportare la salute, e la sanità stessa, in queste terre”.

È quanto ha dichiarato il presidente facente funzioni della Regione CalabriaNino Spirlì, oggi in visita nell’ex ospedale di Cariati, oggi Capt (Centro di assistenza primaria territoriale).

 

«Sono qui – ha spiegato Spirlì – a rappresentare tutta la Giunta e l’intero apparato politico-istituzionale della Calabria in un territorio che non può e non deve continuare a essere abbandonato a se stesso. C’è la necessità di mettere gli abitanti di questa fetta di Calabria alla pari con tutti gli altri e in una condizione di tranquillità».

 

«Dobbiamo attivare – ha sottolineato ancora Spirlì – la parte iniziale dell’assistenza, quella sul territorio, perché a fare i grandi progetti sulla carta, che poi non vengono mantenuti, sono bravi tutti. Noi dobbiamo tornare qui con la zappa, a seminare la tutela della salute».

 

LA VISITA

 

Il presidente Spirlì è arrivato a Cariati nel primo pomeriggio di oggi. Presenti i consiglieri regionali Giuseppe Graziano e Pietro Molinaro. Ad accogliere Spirlì, il sindaco della città, Filomena Greco, diversi primi cittadini del comprensorio, il direttore del distretto Jonio Sud dell’Asp di Cosenza, Antonio Graziano, oltre ai medici e ai due coordinatori del Capt di Cariati, Alessandro Galati e Giovanna Izzo.

 

Spirlì ha visitato alcuni ambienti del presidio che comprende Punto di primo intervento, Rsa medicalizzata, ambulatorio di cardiologia, ambulatori polispecialistici, laboratorio analisi, centro di salute mentale, emodialisi, radiologia e assistenza domiciliare integrata. Tutti servizi che – è stato detto durante il sopralluogo – hanno bisogno di essere potenziati con nuovo personale e attrezzature. Il presidente della Regione ha inoltre ascoltato le richieste dei rappresentanti di una associazione locale impegnata nella difesa del diritto alla salute.

 

«Non è mia abitudine nascondermi, sono qui – ha sottolineato Spirlì – soprattutto per imparare, in modo da poter poi ripetere questa lezione a chi di dovere. Prima di parlare, sono abituato ad ascoltare e a vedere con le mie orecchie e i miei occhi».

 

Il presidente, assieme al sindaco Greco, ha infine raggiunto il Teatro comunale di Cariati, dove si è confrontato apertamente con i sindaci del comprensorio.

 

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