Sanità

Cuzzocrea su ex ospedale San Marco Argentano: “I disservizi sono aumentati. La salute non può attendere”

Sulla difficile situazione dell’ex ospedale di San Marco Argentano (CS), è intervenuto il consigliere provinciale Andrea Cuzzocrea, che, attraverso i social, ha chiesto chiarezza in relazione alle sorti del nosocomio della cittadina normanna.
Ricordiamo che l’ospedale, circa dieci anni fa, è stato praticamente chiuso per essere poi convertito in “Casa della Salute”, a seguito dell’adozione del piano di rientro. Il processo di riconversione, però, non è mai avvenuto creando disagi all’intera popolazione della valle dell’Esaro, per la quale la struttura rappresentava un punto di riferimento.

Le parole di Cuzzocrea

“Sono a fianco dei cittadini della Valle dell’Esaro – ha detto Cuzzocrea – che hanno diritto di sapere quando gli oltre otto milioni di euro stanziati per la ristrutturazione saranno sbloccati e se il “Pasteur” diventerà Casa della salute come previsto. Occorre avere tempi e risposte certe! Troppi ritardi sono già stati accumulati mentre i disservizi per la popolazione sono aumentati”.
“Questo è inaccettabile – ha proseguito il consigliere provinciale – e fa male vedere le condizioni decadenti di un ospedale che nel corso dei decenni ha offerto sicurezza e qualità delle cure. Ci siamo resi conto nell’ultimo anno quanto sia importante avere strutture sanitarie funzionanti sui territori, pronte a gestire sia i servizi quotidiani che le emergenze”.
“Auspico che i rappresentanti della politica e della sanità – ha concluso Cuzzocrea – spieghino una volta per tutte quale futuro aspetta l’ospedale di San Marco Argentano. La salute non può attendere!”
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Morrone Villa Sorriso. “Anno nuovo questioni vecchie e a rimetterci sempre i lavoratori”

Retribuire regolarmente chi lavora dovrebbe rappresentare la normalità, ma purtroppo non la pensano così Ennio, Luca e Marco Morrone. I dipendenti di Villa Sorriso, madri e padri di famiglia molti dei quali monoreddito, per l’ennesima volta devono fare i conti con i sistematici ritardi nei pagamenti. Oltre al rischio ai quali sono esposti dal punto di vista sanitario a causa della pandemia stanno subendo anche la beffa di dover rivendicare gli stipendi ampiamente maturati nei mesi novembre e dicembre 2020. Per i noti proprietari della casa protetta Villa Sorriso, la foglia di fico è sempre la stessa, ovvero una presunta difficoltà economica aziendale.
Chi non conosce la realtà potrebbe anche crederci, noi non rientriamo in questa categoria. Inoltre occorre ricordare che la struttura ha una convenzione con l’ASP di Cosenza che proprio nel mese di dicembre scorso ha corrisposto ben 336.000,00 euro.

Altro tema utilizzato per giustificare i ritardi nei pagamenti sono i presunti mancati introiti dovuti al fatto che la Prefettura di Cosenza non ha accreditato al gruppo Morrone il denaro dovuto per la gestione di alcuni centri di accoglienza. Perché i dipendenti di Villa Sorriso e le loro famiglie dovrebbero rispondere del rischio d’impresa dell’attività imprenditoriale della famiglia Morrone? La gestione dei centri di accoglienza e il rapporto con la Prefettura può compromettere la stabilità economica di decine di famiglie?

Tutto ciò è estremamente grave, non ci lascia sgomenti perché ben conosciamo il modus operandi di questo tipo di imprenditori. Ribadiamo con forza l’urgenza di pagare le mensilità arretrate e chiediamo che una volta per tutte vengano rispettati i lavoratori e le lavoratrici attraverso retribuzioni puntuali.

Cosenza, 14 gennaio 2021.

USB Confederazione Cosenza

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Catanzaro, neonata salvata in ospedale. I genitori ringraziano

Una pagina di buona sanità calabrese raccontata da due genitori, Agazio Staglianò ed Alessia Bonifacio, residenti nel catanzarese, che ringraziano quelli che definiscono gli “angeli” dei reparti Neonatale e Chirurgia pediatrica dell’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro per aver salvato la vita alla loro piccola Emiliy.

La lettera dei genitori

“Emily – scrivono i genitori nella lettera – è nata a Catanzaro lo scorso 15 luglio. Aveva 27 settimane e pesava 1,130 kg. Era una bambina fortemente prematura. Nonostante tutti ciò eravamo già i genitori più felici di questo mondo. Portata subito in Terapia intensiva, Emiliy è stata sottoposta a ventilazione invasiva per le prime 48 ore di vita mentre nei successivi tre giorni le è stato praticato lo svezzamento dall’ossigeno. Uno dei primi traguardi era stato raggiunto.

I medici: “abbiate tanta pazienza”

Immediatamente cominciava la terapia antibiotica. I medici ci dicevano che sarebbe stata necessaria tanta pazienza e che con il passare del tempo tutto sarebbe andato bene e saremmo riusciti a ‘vedere’ qualche buon risultato. Ce l’abbiamo fatta.

Emiliy ce l’ha fatta. Una vittoria magnifica ottenuta grazie agli “angeli in camice bianco”, dai medici al personale infermieristico fino agli Oss, dei reparti di Neonatologia e Chirurgia Pediatrica dell’ospedale ‘Pugliese-Ciaccio’ di Catanzaro. Un’equipe straordinaria, un gruppo di lavoro carico di sconfinata umanità e professionalità. Ci sono stati vicini sin dal primo giorno, la loro forza è stata la nostra forza. A loro va tutta la nostra gratitudine, stima e riconoscenza per averci svegliato da un incubo dal quale pensavamo di non uscire mai più. Invece l’angoscia si è trasformata in felicità senza freni”.

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Cosenza: sospeso dirigente medico dell’Asp

Nel corso della mattinata odierna i Carabinieri del Gruppo Tutela Salute di Napoli stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare interdittiva emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Paola su richiesta del Procuratore della Repubblica dott. Pierpaolo Bruni, nell’ambito di un’indagine svolta sotto la direzione del predetto Ufficio Inquirente dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Cosenza. Sono altresì in corso perquisizioni domiciliari oltre che acquisizioni documentali presso gli uffici della Pubblica Amministrazione.

 

Il provvedimento

Il citato provvedimento cautelare prevede l’applicazione della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per la durata di mesi 12 a carico di un dirigente medico, direttore sanitario dello SPOKE Ospedaliero di Cetraro-Paola e di altri uffici sanitari della provincia di Cosenza, poiché ritenuto responsabile del reato di peculato. Risulta altresì indagato anche per truffa, falso in atti pubblici e turbata libertà nella scelta del contraente, oltre che per ulteriori ipotesi di peculato aventi ad oggetto farmaci ed altri presidi medici ospedalieri.

Le indagini, poste in essere dal Nas Carabinieri di Cosenza sotto la costante direzione del Procuratore della Repubblica di Paola dott. Pierpaolo Bruni e protrattesi per oltre 10 mesi attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltre che a servizi di osservazione e pedinamento, hanno consentito di acclarare una serie di condotte di peculato dell’auto aziendale poste in essere dal dirigente medico, il quale si è appropriato del veicolo in uso al presidio ospedaliero da lui diretto destinandolo al soddisfacimento di fini personali quali, solo per fare alcuni esempi, accompagnare amici e parenti in aeroporto, recarsi a fare acquisti presso il centro commerciale Ikea di Salerno, portare a pranzi e cene, anche fuori regione, i propri familiari ed altri soggetti a lui legati da vincoli personali, talune volte anche pernottando presso strutture alberghiere.

Nel corso delle attività, inoltre, sono state documentate illecite condotte aventi oggetto l’effettuazione indebita, sin dal mese di giugno 2020, di tamponi molecolari per la ricerca del virus Covid19 a beneficio di numerosi soggetti a lui vicini, ed in utlimo anche l’indebita effettuazione di vaccini contro il citato virus su persone a lui legate da rapporti amicali.

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Coronavirus: il bollettino della Regione Calabria

In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 449.634 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 470.340 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test).

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 27.736 (+283 rispetto a ieri), quelle negative 421.898.

Sono questi i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute.

Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti:

– Cosenza: CASI ATTIVI 3.928 (66 in reparto Azienda ospedaliera di Cosenza; 10 in reparto al presidio di Rossano; 10 al presidio ospedaliero di Acri; 10 al presidio ospedaliero di Cetraro; 5 all’ospedale da campo; 10 in terapia intensiva, 3.817 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 4.101 (3.880 guariti, 221 deceduti).

– Catanzaro: CASI ATTIVI 1.739 (34 in reparto all’Azienda ospedaliera di Catanzaro; 4 in reparto al presidio di Lamezia Terme; 25 in reparto all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini; 8 in terapia intensiva; 1.668 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 2.323 (2.242 guariti, 81 deceduti).

– Crotone: CASI ATTIVI 419 (21 in reparto; 398 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 2.006 (1.967 guariti, 39 deceduti).

– Vibo Valentia: CASI ATTIVI 1.054 (16 ricoverati, 1038 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 1.304 (1.272 guariti, 32 deceduti).

– Reggio Calabria: CASI ATTIVI 2.378 (78 in reparto all’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria; 5 in reparto al presidio ospedaliero di Gioia Tauro; 7 in terapia intensiva; 2288 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 8.125 (7.977 guariti, 148 deceduti).

– Altra Regione o stato estero: CASI ATTIVI 93 (93 in isolamento domiciliare); CASI CHIUSI 266 (266 guariti).

I casi confermati oggi sono così suddivisi: Cosenza 84, Catanzaro 94, Crotone 16, Vibo Valentia 12, Reggio Calabria 77.  Altra Regione o stato estero 0.

Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 210.

Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile.

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Vaccini: 34,8% delle somministrazioni, Calabria torna ultima regione in Italia

Ridiscende in classifica e torna ultima la Calabria a livello nazionale con 13.681 somministrazioni, il 34,8%, effettuate a fronte di una dotazione di 39.280 di dosi. A provocare il riposizionamento – secondo quanto riportano i dati dell’Agenzia italiana del farmaco aggiornati alle 10:29 di oggi – è stato l’arrivo di un’ulteriore tranche di dosi di vaccino anti covid 19 consegnate nella giornata di ieri.

I dati

La nuova disponibilità di oltre 13 mila dosi ha inevitabilmente alzato l’asticella della percentuale di somministrazioni che ieri aveva portato la regione alla quart’ultima posizione e a sfiorare il 50% di inoculazioni. In base ai nuovi dati allo stato sono stati vaccinati 12.030 operatori sanitari e socio sanitari, 1.588 tra personale non sanitario e 63 ospiti di strutture residenziali. Di questi soggetti 6.853 sono donne e 6.828 uomini.
La fascia d’età più interessata alla vaccinazione è quella 50-59 anni con 4.183, seguita dai 60-69 anni 3.498 e poi a seguire i 40-49 anni (2.846). Tra i vaccinati più anziani, gli ultranovantenni sono 13.

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