Sibari riapre dopo l’alluvione e rilancia il Parco del Cavallo
Dopo due mesi di lavori il sito archeologico torna visitabile nel giorno della Liberazione tra interventi rapidi, sicurezza dei reperti e sfide ancora aperte
Una riapertura simbolica nel giorno della Liberazione segna il ritorno alla fruizione di uno dei siti archeologici più importanti della Calabria
Una rinascita che restituisce dignità al patrimonio archeologico
Ci sono luoghi in cui il passato non si limita a sopravvivere, ma continua a parlare al presente con forza e identità. Il Parco Archeologico di Sibari rappresenta uno di questi esempi. Dopo settimane difficili segnate dall’alluvione, il Parco del Cavallo si prepara a riaprire ufficialmente i cancelli sabato 25 aprile, una data dal forte valore simbolico per l’Italia. La coincidenza con la Festa della Liberazione rende ancora più significativo questo momento, trasformandolo in una vera e propria “liberazione” dal fango e dalle difficoltà che hanno colpito l’area.
La riapertura arriva dopo appena due mesi di lavori intensi, un risultato che testimonia un cambio di passo rispetto al passato. Se nel 2013 un evento simile aveva causato una chiusura prolungata di anni, oggi la risposta è stata rapida, organizzata e concreta. Un segnale importante non solo per il territorio, ma anche per il sistema di gestione dei beni culturali, che dimostra come competenza e tempestività possano fare la differenza anche nelle situazioni più critiche.

Interventi rapidi e sicurezza garantita per i reperti
Determinante in questo percorso è stato il lavoro coordinato dalla direzione del Parco. Il direttore Filippo Demma ha seguito personalmente ogni fase degli interventi, sottolineando fin da subito un aspetto fondamentale: la sicurezza del patrimonio archeologico.
Nonostante la violenza dell’alluvione, i reperti non sono mai stati in pericolo. Il fango, infatti, non ha raggiunto le aree di deposito e tutti gli oggetti di valore storico sono rimasti protetti. Questo ha consentito di concentrare gli sforzi principalmente sulle operazioni di pulizia, monitoraggio e ripristino delle condizioni di accessibilità del sito.
Decine di operatori, tra tecnici e personale specializzato, hanno lavorato senza sosta per restituire dignità a un luogo che rappresenta una parte fondamentale della storia della Magna Grecia. L’impegno è stato continuo, anche di fronte a difficoltà tecniche come guasti agli impianti elettrici e infiltrazioni d’acqua. La scelta della direzione è stata quella di rispondere con i fatti, puntando su risultati concreti e trasparenza, senza lasciarsi condizionare da polemiche o ricostruzioni superficiali.

Visite gratuite e sfide ancora aperte nell’area Casabianca
La riapertura del Parco del Cavallo sarà accompagnata da una giornata speciale pensata per il pubblico. L’ingresso sarà gratuito dalle ore 9 alle 19 e i visitatori potranno partecipare a due passeggiate archeologiche guidate, previste alle ore 11 e alle ore 16. Un’occasione per tornare a vivere il sito e riscoprire il valore di una civiltà millenaria che continua a rappresentare un punto di riferimento per l’identità culturale della Calabria.
Accanto a questo risultato positivo, restano però alcune criticità ancora aperte, in particolare nell’area di Casabianca. Qui la situazione è più complessa a causa dei danni subiti dagli impianti di drenaggio. La falda acquifera continua infatti a riportare acqua in superficie, rendendo necessarie operazioni costanti di svuotamento. Negli ultimi due mesi l’area è stata prosciugata più volte grazie all’utilizzo di pompe idrovore, attive in modo continuativo.
Il problema principale riguarda la distruzione dell’impianto Wellpoint, fondamentale per il controllo del livello dell’acqua nel sottosuolo. I fondi per la sostituzione sono già stati stanziati, ma i tempi di consegna dei nuovi sistemi risultano rallentati da difficoltà legate al contesto internazionale e alle forniture industriali. Nel frattempo, il Parco continua a operare con soluzioni temporanee, dimostrando una forte capacità di adattamento.
La riapertura del Parco del Cavallo non rappresenta soltanto un ritorno alla normalità, ma anche un segnale di fiducia verso il futuro. È la dimostrazione che la cultura può essere un motore di rinascita, capace di reagire anche agli eventi più difficili. Sibari torna così ad accogliere visitatori e studiosi, con radici che, dopo la tempesta, tornano finalmente solide e pronte a sostenere nuove prospettive di valorizzazione.
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