Via Savoia, tensione a Cosenza: Prendocasa denuncia “intimidazioni contro le famiglie”
Il collettivo accusa Prefettura e Comune dopo i controlli nello stabile occupato: “Umiliazioni e clima di repressione, pronti alla mobilitazione”
Clima di forte tensione a Cosenza dopo quanto accaduto nella mattinata di oggi nello stabile di via Savoia. Il Comitato Prendocasa denuncia quello che definisce “l’ennesimo episodio di intimidazione e terrore” nei confronti delle persone che vivono nell’edificio.
Secondo quanto riportato dal collettivo, l’intervento sarebbe stato disposto dalla Prefettura di Cosenza, guidata da Rosa Maria Padovano, con il coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Le operazioni, motivate dalla necessità di un nuovo censimento, avrebbero coinvolto assistenti sociali e polizia locale.
Famiglie fermate e disagi per lavoratori e studenti
Nel corso dei controlli, diverse famiglie sarebbero state fermate all’esterno dello stabile. Il Comitato parla di disagi significativi per i residenti, con persone dirette al lavoro o a scuola costrette a interrompere le proprie attività.
Particolarmente critico il passaggio relativo alla presenza di minori, che secondo Prendocasa avrebbero vissuto momenti di disagio e paura. Il collettivo definisce quanto accaduto “una umiliazione” e chiede rispetto per le condizioni di fragilità sociale in cui vivono molte delle famiglie coinvolte.
Le accuse alla Prefettura e la richiesta di confronto
Nel mirino delle critiche anche la gestione complessiva della vicenda da parte della Prefettura. Il Comitato denuncia l’assenza di un dialogo istituzionale, accusando gli organi competenti di non aver mai aperto un confronto con il territorio e con le realtà sociali impegnate sul tema abitativo.
Secondo Prendocasa, le azioni messe in campo rappresenterebbero una forma di pressione nei confronti delle fasce più deboli, riportando il dibattito su un piano che il collettivo definisce “repressivo”.
Critiche all’amministrazione comunale
Non meno dure le parole rivolte all’amministrazione guidata dal sindaco Franz Caruso. Il Comitato parla di incapacità nel fornire risposte concrete e accusa il Comune di non avere una strategia chiara sul tema dell’emergenza abitativa.
Al centro della polemica anche il sistema di welfare cittadino, definito insufficiente di fronte a una problematica che, secondo il collettivo, ha carattere strutturale e non può essere affrontata solo con interventi legati all’ordine pubblico.
Timori di uno sgombero e clima di mobilitazione
Il Comitato teme che le operazioni degli ultimi giorni possano rappresentare il preludio a uno sgombero dello stabile. Una prospettiva che viene contestata con forza, soprattutto per le conseguenze che potrebbe avere su famiglie e minori.
Prendocasa sottolinea il sostegno ricevuto in passato dalla cittadinanza e richiama la solidarietà già espressa in situazioni analoghe, ribadendo che la città non si riconosce nelle modalità di intervento adottate.
“Pronti a mobilitarci contro ogni forma di repressione”
Il collettivo conclude con una presa di posizione netta: qualora le istituzioni dovessero proseguire su quella che viene definita una linea di chiusura e repressione, saranno avviate nuove mobilitazioni.
L’obiettivo dichiarato è impedire che, secondo Prendocasa, “la sopraffazione diventi metodo di governo”, rivendicando il diritto a soluzioni condivise e a politiche abitative capaci di affrontare il problema alla radice.