Nicola Gratteri
Nicola Gratteri

Alla fine chi ha vinto e chi ha perso questo referendum? La risposta più semplice è dire che ha vinto il fronte del No, perché così è fra l’altro, e a perdere sono stati i sostenitori del Sì. A perdere è stato il governo Meloni che ha sostenuto una riforma della Giustizia bocciata da chi ha votato No ovvero la sinistra, seppur con qualche distinguo.

In Calabria il confronto si personalizza tra Gratteri e Occhiuto

Vincitori e vinti anche alle nostre latitudini. La sfida potrebbe sintetizzarsi così: ha vinto Gratteri e ha perso il governatore Occhiuto. Sono stati loro, infatti, a catalizzare le attenzioni in Calabria, e non solo. Le affermazioni del procuratore capo di Napoli le conosciamo tutti: a votare Sì, disse, saranno i corrotti e i massoni. A queste dichiarazioni rispose Roberto Occhiuto dicendo che avrebbe dovuto chiedere scusa a tutti i calabresi.

Il peso del procuratore nel risultato elettorale

Così non è stato, tanto che Gratteri ha rincarato la dose dicendo che doveva essere proprio il governatore a chiedere scusa dato che alla minima pioggia tutta la regione va in affanno. Il fattore Gratteri, a livello nazionale, ha pesato moltissimo. Non sembra essere un caso che proprio Napoli e Catanzaro, gli ultimi luoghi dove il pm ha esercitato, abbiano avuto una valanga di No. Come non è assolutamente un caso che a Gerace, luogo di residenza del procuratore, il No abbia stravinto.

Il consenso e gli scenari futuri tra giustizia e politica

Gratteri scenderà in politica? È la domanda che ci si pone spesso e mai come questa volta lui è stato determinante per una votazione. Il protagonista, per ora, smentisce e, anzi, non sono mancate critiche al Partito democratico durante la campagna elettorale. C’è un dato, però, che non può essere sottovalutato: gli italiani, il 53% di chi ha votato almeno, si identifica nel magistrato. Prima o poi Gratteri dovrà fare, per davvero, i conti con questa acclamazione che non si vedeva dai tempi del Di Pietro di Mani Pulite.