L'esondazione a Corigliano-Rossano

L’iniziativa promossa dai “Guardiani del Crati” a Thurio riporta al centro dell’attenzione la situazione del fiume Crati e le criticità del territorio della Sibaritide. All’incontro, che ha visto la partecipazione dell’ingegnere idraulico Paolo Veltri e l’invito esteso anche alle istituzioni fino al Prefetto, è emerso un messaggio chiaro: i cittadini stanno colmando un vuoto istituzionale, analizzando i problemi, documentando le criticità e avanzando proposte concrete. Un’attività che, secondo la vicepresidente del M5s Vittoria Baldino, evidenzia l’assenza di risposte tempestive da parte della politica regionale.

Alluvioni prevedibili e criticità strutturali del territorio

Secondo quanto evidenziato, l’esondazione avvenuta a febbraio non rappresenterebbe un evento eccezionale, ma l’ennesima manifestazione di un problema strutturale. Dal 2000 ad oggi si sono registrati numerosi episodi alluvionali lungo il Crati, legati a condizioni ormai note: argini obsoleti, alveo non adeguatamente dragato, foce non pulita e interventi di messa in sicurezza rimasti incompiuti. Una situazione che continua a esporre il territorio a rischi elevati, con conseguenze dirette su comunità e attività economiche.

Proposte e fondi bocciati, il nodo degli interventi mancati

Sul piano politico, Baldino ha ricordato di aver presentato alla Camera, nell’ambito del decreto maltempo, una serie di emendamenti finalizzati a intervenire sulle principali criticità. Le proposte prevedevano risorse per la manutenzione del Crati, il sostegno alle attività produttive colpite, la messa in sicurezza delle strade provinciali e il potenziamento delle grandi arterie come la SS 106 e la SS 18. Tuttavia, tutti gli emendamenti sono stati respinti, lasciando irrisolto il problema delle risorse necessarie per affrontare in modo strutturale le emergenze del territorio.