Mons. Savino: “Il lavoro è dignità, non può diventare sfruttamento”
Nel messaggio per il Primo Maggio il vicepresidente della CEI richiama la necessità di riforme strutturali e lavoro stabile e giusto
Il lavoro non è soltanto produzione o salario, ma un’esperienza profondamente legata alla dignità della persona. È questa la riflessione centrale di Francesco Savino nel messaggio diffuso in occasione del Primo Maggio. Secondo il presule, il lavoro rappresenta una “soglia sacra” in cui l’essere umano investe tempo, energie e speranze, diventando parte essenziale della propria realizzazione personale e sociale.
Precarietà, ingiustizie e vite sospese
Nel suo intervento, Savino richiama l’attenzione su chi vive il lavoro come fatica svuotata di senso, segnato da precarietà e condizioni ingiuste. C’è chi torna a casa con il peso di una giornata logorante, chi accetta compromessi pur di sopravvivere e chi si sente invisibile, ridotto a numero più che a persona. A questo si aggiunge la condizione di chi il lavoro lo cerca senza trovarlo, sperimentando esclusione e frustrazione in un sistema che spesso non valorizza i talenti individuali.
La necessità di riforme concrete e territori valorizzati
Per il vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, la risposta a queste criticità non può essere affidata a interventi superficiali, ma a riforme strutturali reali e attuate con continuità. Servono politiche capaci di tenere conto delle specificità dei territori e di valorizzare le risorse locali, affinché ogni comunità possa generare lavoro stabile, sicuro e dignitoso. Un appello che richiama istit