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10 Ottobre, oggi è ‘La Giornata mondiale della salute mentale’

Perchè quando si ha un problema di natura fisica ci si rapporta in maniera del tutto naturale alla medicina, mentre – ancora ad oggi – quando si soffre una malattia di tipo mentale, essa non viene trattata con la stessa premura? Rimane ancora un tabù dover fare i conti con i disagi di natura psicologica e psichiatrica. A tal proposito incorre il 10 ottobre la ‘Giornata mondiale della Salute Mentale’, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica al fatto che le malattie psichiche non devono essere considerate come uno stigma sociale di cui vergognarsi, ma come un problema da risolvere attraverso terapie specifiche e – soprattutto – tramite il consiglio di un medico esperto nel settore.

Per quanto sembrerebbe che, negli ultimi anni, ci sia stato un incremento di pazienti che abbiano scelto spontaneamente di lasciarsi seguire da uno psicologo/psichiatra, continua l’imbarazzo nel dover ammettere di soffrire di un particolare disturbo diagnosticato.

A darne evidenza è un’indagine nazionale di Bva Doxa per il Festival della Salute Mentale Ro.Mens, che ha riscontrato come il 78 % degli intervistati si confiderebbe solo con la famiglia, mentre la restante parte reprime i propri sentimenti, non parlandone con nessuno per paura di essere giudicato. La vergogna – però – non è sempre l’unico elemento limitativo: spesso chi vorrebbe rivolgersi ad uno specialista – infatti – non lo fa per questioni economiche. L’Italia ancora sembra essere lontana anni luce dai servizi che dovrebbe garantire l’assistenza mentale pubblica, generando un vero e proprio gap che margina in maniera quasi totalitaria le persone che convivono con disagi psichici.

Il dato più preoccupante è che in Italia si stima che quattro milioni di persone soffrano di disturbi psichici ma sono solo circa 800 mila quelle che vengono assistite nei dipartimenti di salute mentale pubblici.

Una condizione degenerata che abbandona al proprio destino italiani – di per se – malati, i quali si ritrovano a dover trascurare un problema importante – quale quello della salute mentale – per evitare un ulteriore dispendio di denaro.

Francesca Achito

Determinata, sensibile, puntuale. Francesca Achito, classe 1996, è una giornalista praticante calabrese. Dedita sin da piccola alla scrittura, ama dare voce ai più deboli, raccontando storie di vita e puntando i riflettori su contesti di marginalità. Innamorata del giornalismo, ha condotto inchieste legate a casi di violenza di genere, malasanità e disagi sociali e familiari. Studentessa all’Università della Calabria, sta conseguendo la laurea in Storia, coniugando la passione per l’antichità con quella della letteratura. Crede fortemente nel buon giornalismo: cercando sempre di dare una propria firma alle storie che racconta, riesce a mantenere l’oggettività e la precisione di cui necessita la corretta informazione.

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