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La ‘scirubetta’, il tradizionale gelato calabrese

La tradizione vuole che venga addolcita con il miele di fichi, altri con il mosto o il succo d’arancia e – per i più golosi – con il cioccolato o il caffè: è la ‘scirubetta’, il gelato più antico della storia calabrese, che vede la neve come suo ingrediente principale.

Al contrario di tutti gli altri gelati, consumati prettamente in estate, la ‘scirubetta’ deve attendere l’inverno più rigido per poter essere realizzata. Non è un caso – infatti – imbattersi nella ‘raccolta di neve’ da parte di adulti e piccini, che approfittano dei primi fiocchi per poter assaporare una vera e propria leccornia. Per preparare la ‘scirubetta’ è consigliato utilizzare la cosiddetta neve “ciciarusa”, ovvero quella che grazie all’abbassamento notturno delle temperature si trasforma in piccoli granelli di ghiaccio.

All’origine di questo termine dialettale calabrese, il nome ‘scirubetta’ proviene dal turco “sharbat” che significa “bevanda”, termine a sua volta derivato dall’arabo “sharbat”, da cui derivano anche le parole italiane “sciroppo” e “sorbetto”.

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Francesca Achito

Determinata, sensibile, puntuale. Francesca Achito, classe 1996, è una giornalista praticante calabrese. Dedita sin da piccola alla scrittura, ama dare voce ai più deboli, raccontando storie di vita e puntando i riflettori su contesti di marginalità. Innamorata del giornalismo, ha condotto inchieste legate a casi di violenza di genere, malasanità e disagi sociali e familiari. Studentessa all’Università della Calabria, sta conseguendo la laurea in Storia, coniugando la passione per l’antichità con quella della letteratura. Crede fortemente nel buon giornalismo: cercando sempre di dare una propria firma alle storie che racconta, riesce a mantenere l’oggettività e la precisione di cui necessita la corretta informazione.

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