Flash mob davanti al Comune contro esclusioni e precarietà nel progetto Konecta finanziato con fondi pubblici

La protesta simbolica dei lavoratori invisibili


Si sono presentati in piazza con una maschera bianca e un cartello con la scritta “non siamo fantasmi, siamo lavoratori”. È il flash mob organizzato dal sindacato Confial davanti al Comune di Crotone, che ha visto protagonisti i lavoratori di Konecta R, azienda impegnata nel progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche calabresi. Un’iniziativa simbolica ma forte, pensata per accendere i riflettori su una situazione occupazionale sempre più incerta. Il progetto, sostenuto con fondi pubblici per circa 20 milioni di euro tra Regione e Governo, era stato presentato come una soluzione per il reinserimento dei dipendenti della Abramo C.C., ma oggi emergono criticità rilevanti.

Cassa integrazione e lavoratori esclusi dalle tutele


A partire dal 9 aprile, a causa della riduzione delle attività, l’azienda ha avviato la cassa integrazione per 654 dipendenti, con una misura finanziata fino al 2026. L’impatto maggiore riguarda il territorio di Crotone, dove sono coinvolti 387 lavoratori, seguiti da Rende e Settingiano. Tuttavia, non tutti beneficiano di questa misura. Al centro della protesta vi sono 74 ex lavoratori a progetto, storici precari che non sono stati stabilizzati e che, con la scadenza dei contratti fissata al 18 maggio, rischiano di rimanere senza stipendio e senza accesso agli ammortizzatori sociali. Una condizione che alimenta forte preoccupazione e senso di esclusione.

Accuse e confronto istituzionale in arrivo


Secondo il sindacato, questi lavoratori rappresentano una componente essenziale del progetto ma vengono trattati come invisibili. Critiche vengono rivolte anche alla gestione dei fondi pubblici e alla mancanza di un adeguato monitoraggio sulle attività. La vicenda potrebbe ora avere sviluppi anche sul piano legale, con la possibilità di esposti alle autorità competenti. Alla manifestazione ha preso parte anche il sindaco di Crotone Vincenzo Voce, in segno di solidarietà. Intanto, per cercare una soluzione alla vertenza, è stato convocato un tavolo in Prefettura previsto per il 24 aprile, momento che potrebbe risultare decisivo per il futuro dei lavoratori coinvolti.