Sono stati oltre diecimila gli agricoltori arrivati al Brennero da tutta Italia per chiedere una revisione del codice doganale europeo e maggiore trasparenza nella filiera agroalimentare. Al centro della protesta la norma dell’“ultima trasformazione sostanziale”, che oggi consente di considerare italiani prodotti realizzati con materie prime straniere, generando una distorsione del mercato e sottraendo valore al vero Made in Italy.

Impatto economico da 20 miliardi e crisi dei margini per le imprese agricole

Secondo Coldiretti, il superamento di questa norma permetterebbe agli agricoltori italiani di recuperare fino a 20 miliardi di euro. Una cifra significativa in una fase segnata dall’aumento dei costi di energia, gasolio e concimi, aggravati dalle tensioni internazionali. Il risultato è una compressione dei margini che mette a rischio la sostenibilità economica delle imprese agricole e la continuità delle produzioni.

Calabria penalizzata tra aumento dei costi e concorrenza sleale

In Calabria l’impatto delle distorsioni è ancora più evidente. Il sistema agricolo regionale, composto da oltre 60 mila aziende, rappresenta un presidio economico e sociale fondamentale soprattutto nelle aree interne. Tuttavia, l’aumento dei costi di produzione e la concorrenza di prodotti esteri camuffati da italiani stanno riducendo la redditività delle imprese, già colpite da rincari a doppia cifra su energia e mezzi tecnici.

Difesa del Made in Calabria tra identità territoriale e reddito agricolo

La questione dell’origine dei prodotti assume quindi un valore non solo economico ma anche sociale. La mancanza di trasparenza rischia di penalizzare il lavoro degli agricoltori e di indebolire la fiducia dei consumatori, oltre a compromettere il valore delle produzioni di qualità legate al territorio. In Calabria, dove l’agricoltura punta su identità e tipicità, queste dinamiche incidono direttamente sulla competitività delle imprese.

Richiesta di etichetta obbligatoria e revisione delle norme europee

Coldiretti rilancia la necessità di una legge europea che introduca l’obbligo dell’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari e una revisione profonda del codice doganale. L’obiettivo è contrastare gli inganni commerciali, fermare l’ingresso massiccio di semilavorati esteri e rafforzare la sovranità alimentare. Una battaglia sostenuta anche dalla campagna #nofakeinitaly, che punta a tutelare il cibo autentico, il lavoro agricolo e l’economia dei territori.