​La Regione Calabria segna un passo decisivo nel percorso di riforma della sanità territoriale, centrando con anticipo e superando gli obiettivi prefissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il sub-investimento dedicato all'assistenza domiciliare, pilastro fondamentale per la modernizzazione del sistema sanitario, ha trovato in Calabria un terreno di attuazione efficace, portando la regione a distinguersi nel panorama nazionale per capacità di risposta alle esigenze della popolazione più fragile.

​I numeri del successo e l’accesso alle risorse

​Secondo le rilevazioni ufficiali dell'Agenas, aggiornate alla fine del 2025, la rete dei servizi calabresi è riuscita a prendere in carico oltre 44.500 cittadini over 65 attraverso l’Assistenza Domiciliare Integrata. Questo volume di prestazioni non rappresenta solo un successo statistico, ma costituisce la chiave d’accesso a una dote finanziaria di 55 milioni di euro. Questi fondi, previsti dal Pnrr, saranno immediatamente reinvestiti per consolidare le cure domiciliari, permettendo un rafforzamento strutturale che renderà il sistema più resiliente e capillare.

​La visione strategica di Azienda Zero

​Il Direttore Generale di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, ha sottolineato come questo risultato sia il frutto di una programmazione triennale costante e di una sinergia operativa senza precedenti tra la Regione, le Aziende sanitarie e i medici di medicina generale. La strategia calabrese punta a trasformare radicalmente il concetto di cura, identificando l'abitazione del paziente come il fulcro principale dell'assistenza. Questo approccio è considerato vitale per un territorio con un'alta densità di popolazione anziana e aree geograficamente isolate, dove la distanza dai grandi poli ospedalieri rende i servizi a domicilio una necessità imprescindibile.

​Benefici per i cittadini e sostenibilità del sistema

​L'implementazione massiccia delle cure domiciliari produce un impatto diretto e positivo sulla qualità della vita dei pazienti, permettendo agli anziani di ricevere assistenza specialistica nel proprio ambiente familiare. Oltre al valore umano, l'operazione garantisce una maggiore efficienza gestionale per l'intero comparto sanitario: l'incremento delle cure a casa riduce drasticamente il fenomeno dei ricoveri impropri, alleggerendo la pressione sui reparti ospedalieri d'urgenza e ottimizzando l'uso delle risorse pubbliche a beneficio di tutta la collettività.