Credito cooperativo in Calabria, la replica della Federazione
Dalla crescita degli impieghi alla solidità patrimoniale, la precisazione sul sistema BCC dopo l’articolo sul settore bancario regionale
Riceviamo e pubblichiamo:
Gentile Direttore, con riferimento all’articolo intitolato “Credito Cooperativo in Calabria, imprese penalizzate e sistema in crisi”, pubblicato in data 14 aprile 2026 dalla testata da Lei diretta, riteniamo necessario sottoporre alla Sua attenzione alcune precisazioni e rettifiche, alla luce di dati ufficiali e documentati, al fine di garantire una corretta e completa informazione ai lettori. L’articolo in oggetto contiene infatti affermazioni e valutazioni che non trovano riscontro nelle più recenti evidenze statistiche della Banca d’Italia riguardo al sistema del Credito Cooperativo in Calabria. Nel rispetto del ruolo dell’informazione e del principio di leale collaborazione tra istituzioni e organi di stampa, ci permettiamo fornirLe, di seguito, elementi oggettivi utili a una più puntuale rappresentazione del contesto.
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In merito all’articolo “Credito Cooperativo in Calabria, imprese penalizzate e sistema in crisi”, pubblicato il 14 aprile 2026, si ritiene opportuno fornire alcune precisazioni basate su dati ufficiali della Banca d’Italia e aggiornati al 31.12.2025, al fine di garantire una corretta rappresentazione dello stato del Credito Cooperativo nella regione Calabria. Contrariamente a quanto affermato, il Credito Cooperativo in Calabria registra nel corso del 2025 una dinamica di crescita, significativamente superiore a quella dell’industria bancaria complessiva. Gli impieghi lordi delle BCC a clientela residente hanno infatti raggiunto 1,43 miliardi di euro, con un incremento annuo dell’11,3%, a fronte di una crescita dell’1,8% del sistema bancario regionale. Analoga performance si riscontra per gli impieghi al netto delle sofferenze, cresciuti dell’11,7% contro il 2,1 del sistema bancario. Analoga dinamica si registra per i finanziamenti a medio-lungo termine (+11,5% contro +2,1 dell’industria bancaria). Rilevante è anche il ruolo delle BCC a sostegno del comparto produttivo, inclusa la fascia delle imprese di maggiori dimensioni. I finanziamenti alle imprese con oltre 20 addetti risultano in crescita del +16,6% su base annua (contro il +6,3% del sistema bancario), evidenziando come il Credito Cooperativo non sia limitato esclusivamente alle micro-realtà, da sempre mercato di riferimento, ma continui a sostenere investimenti rilevanti dell’economia regionale. Sul piano della qualità del credito, i dati mostrano un quadro nettamente più favorevole rispetto a quanto rappresentato nell’articolo. I crediti deteriorati lordi delle BCC risultano in calo dell’11,7% su base annua, con un rapporto deteriorati/impieghi pari al 3%, meno della metà della media dell’industria bancaria regionale (7,3%). Ancora più contenuto è il rapporto sofferenze/impieghi, pari allo 0,8%, contro il 3,5% del complesso del sistema bancario. Anche il tema della presenza territoriale merita una puntualizzazione: le BCC operano in Calabria attraverso 73 sportelli presenti in 56 comuni, e in 29 di questi rappresentano l’unica presenza bancaria, confermando un ruolo di presidio essenziale nei territori, in particolare nelle aree interne, aspetto quest’ultimo attenzionato dalla Federazione con specifiche attività. La dinamica della chiusura degli sportelli che è oggetto di osservazione da parte di molti ha riguardato in prevalenza i grandi Istituti, mentre, come dimostrano le statistiche, il Credito Cooperativo ha incrementato gli sportelli. Su tale tema fra l’altro, si stanno individuando modalità diverse di servire i territori, contenendo i costi e avviando sinergie con tutti gli attori del territorio in primis i Comuni. Inoltre, sono aumentati i presìdi sul territorio con la presenza di ATM tradizionali ed evoluti. Ciò al fine di contrastare il fenomeno della desertificazione bancaria. Infine, riguardo alla “necessità di una riforma profonda del sistema”, preme ricordare che il sistema del Credito Cooperativo è stato già modificato con il D.L. 18/2016 che ha dato luogo alla costituzione dei Gruppi Bancari Cooperativi con l’obbiettivo proprio di rafforzare il modello di banca mutualistica, la cui rilevanza e lavoro in favore dell’economia è stata sottolineata fra gli altri dal Presidente della Repubblica. A oggi, i risultati conseguiti, tangibilmente rappresentati per la Calabria, fanno sì che i due Gruppi Bancari Cooperativi risultino essere nelle prime posizioni rispetto agli stress test realizzati dalla BCE, aspetto di cui la stampa ha dato grande rilievo. A tale proposito, ulteriore elemento qualificante dell’azione delle BCC Calabresi è la patrimonializzazione. Il CET1 che esprimo le BCC Calabresi si attesta, infatti, ad oltre il 30%, in linea con l’andamento delle BCC italiane. La rappresentazione di un Credito Cooperativo “in crisi” e incapace di rispondere alle esigenze delle imprese appare, quindi, non coerente con i dati ufficiali disponibili. Il sistema delle BCC in Calabria si conferma invece come un attore dinamico, solido e anticiclico, con una forte vocazione territoriale, una capacità crescente di supporto all’economia reale regionale in coerenza alla funzione/obiettivo declinata negli statuti delle BCC. Ci auguriamo che quanto brevemente rappresentato possa contribuire ad una migliore lettura del Credito Cooperativo operante in Calabria. A beneficio degli stessi lettori. Con i migliori saluti.
Francesco Vildacci
direttore della Federazione Campania Calabria del Credito Cooperativo