Allerta rossa in Calabria, sindacati contro Tim sullo smart working
Slc Cgil e Ugl contestano la mancata attivazione del lavoro agile nonostante l’emergenza meteo e gli accordi sindacali vigenti
Nel pieno dell’allerta rossa diramata dalla Protezione civile per il forte maltempo, con l’invito alla cittadinanza a restare in casa, esplode la polemica sul mancato ricorso allo smart working. A sollevarla è la Slc Cgil Calabria, che in una nota accusa Tim di aver assunto un atteggiamento irresponsabile, negando ai dipendenti la possibilità di lavorare da remoto nonostante gli accordi vigenti lo prevedano proprio in situazioni straordinarie.
La presa di posizione dei sindacati
Secondo la Slc Cgil Calabria, la scelta dell’azienda ignora buon senso e responsabilità sociale, ribadendo che in condizioni di emergenza la sicurezza delle persone deve avere priorità assoluta. Sulla stessa linea si colloca anche l’Ugl, che stigmatizza la decisione di negare ai lavoratori calabresi l’accesso al lavoro agile, previsto e regolamentato da un accordo sindacale.
Emergenza meteo e territori sotto pressione
L’Ugl definisce la decisione incomprensibile, soprattutto alla luce dell’emergenza climatica che da giorni sta creando gravi criticità nelle province di Catanzaro e Reggio Calabria, mantenendo la popolazione in uno stato di forte apprensione e rendendo ancora più urgente l’adozione di misure a tutela dei lavoratori.