Il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e all’assessore ai Trasporti per fare chiarezza su una possibile criticità progettuale destinata a incidere in modo significativo sul futuro del Porto di Gioia Tauro e dell’intero sistema logistico regionale. Al centro dell’atto ispettivo c’è l’adeguamento del modulo ferroviario lungo la linea Paola–Cosenza, con particolare riferimento al progetto della nuova Galleria Santomarco.

Le osservazioni tecniche sul progetto

Bruno richiama quanto evidenziato dal professor Francesco Russo, ordinario di Sistemi di Trasporto all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Nei documenti progettuali depositati al Ministero dell’Ambiente emergerebbe una incongruenza rilevante: mentre è previsto l’adeguamento della sagoma ferroviaria allo standard PC80, non vi sarebbe alcun riferimento esplicito all’allungamento del modulo ferroviario oltre gli attuali 550 metri. Un’assenza che, se confermata, rischia di limitare pesantemente l’efficacia dell’opera.

Le ricadute sul traffico merci e sulla competitività

Secondo il consigliere regionale, mantenere il modulo a 550 metri sulla linea Paola–Cosenza avrebbe conseguenze dirette sulla competitività del porto di Gioia Tauro. Lo scalo calabrese è già attrezzato per accogliere treni merci lunghi 750 metri, in linea con gli standard europei. Continuare a operare con convogli più corti significherebbe aumentare i costi di trasporto, ridurre l’efficienza della catena logistica e penalizzare il traffico merci su ferro, proprio mentre il sistema portuale cerca di rafforzare il proprio ruolo nel Mediterraneo.

Il contrasto con la pianificazione regionale ed europea

Bruno sottolinea come l’eventuale scelta progettuale sarebbe in aperto contrasto con il Piano Regionale dei Trasporti 2016, che prevedeva per Gioia Tauro treni da almeno 750 metri, e con gli obiettivi delle reti europee TEN-T, in particolare del corridoio Scan-Med. Un disallineamento che rischierebbe di isolare ulteriormente la Calabria dalle grandi direttrici logistiche continentali, vanificando investimenti strategici già realizzati sul fronte portuale.

Le richieste alla Giunta e il ruolo dello Stato

Nell’interrogazione, il consigliere chiede se la Giunta regionale sia a conoscenza delle criticità segnalate e se intenda intervenire con urgenza presso il Governo nazionale e Rete Ferroviaria Italiana per garantire che il progetto venga adeguato almeno al modulo di 750 metri, con una prospettiva di sviluppo futuro fino a 1000 metri. Nel mirino finisce anche il Documento di Economia e Finanza Regionale, giudicato carente sul tema del trasporto merci ferroviario.

Le priorità infrastrutturali e il dibattito politico

Bruno critica inoltre le scelte infrastrutturali nazionali che, a suo giudizio, continuano a concentrare risorse sul Ponte sullo Stretto, lasciando la Calabria priva di collegamenti ferroviari moderni e realmente competitivi. Da qui la richiesta di chiarire quali iniziative politiche concrete la Regione intenda assumere nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, per evitare ulteriori penalizzazioni e definire una data certa per la piena operatività dell’itinerario merci del corridoio TEN-T Scan-Med con modulo minimo di 750 metri.

Una questione strategica per il futuro regionale

Per il consigliere regionale, il tema non è soltanto tecnico ma profondamente politico. Senza infrastrutture adeguate e coerenti con gli standard europei, la Calabria rischia di restare ai margini delle grandi reti logistiche. Da qui la richiesta di una risposta urgente, perché il futuro del porto di Gioia Tauro e dell’economia regionale, conclude Bruno, non può essere compromesso da omissioni progettuali o da scelte infrastrutturali non all’altezza delle sfide in corso.