Il Golfo di Squillace
Il Golfo di Squillace

Si riaccende il confronto sull’eolico offshore in Calabria, in particolare sul progetto del parco “Enotria” previsto al largo del Golfo di Squillace.

A intervenire è Legambiente Calabria, che in una nota sottolinea come la rimodulazione del progetto abbia riattivato opposizioni e prese di posizione politiche difficili da comprendere alla luce del contesto attuale. Secondo l’associazione, la revisione avrebbe migliorato complessivamente le caratteristiche dell’impianto, rendendolo più compatibile con le esigenze del territorio.

La questione energetica e il contesto climatico

Legambiente evidenzia come il dibattito non possa prescindere dalla situazione energetica e climatica globale, sempre più critica.
Gli eventi meteo estremi che hanno colpito la Calabria negli ultimi mesi rappresentano, secondo l’associazione, un segnale evidente della necessità di accelerare il percorso verso la decarbonizzazione. Un obiettivo ritenuto fondamentale per ridurre gli effetti del riscaldamento globale e proteggere ecosistemi sempre più vulnerabili.

Il Mediterraneo tra le aree più fragili

Nel quadro delineato, il Mar Mediterraneo viene indicato come uno degli hotspot climatici più esposti agli effetti del cambiamento climatico.
Un elemento che rafforza, secondo Legambiente, l’urgenza di investire in fonti rinnovabili e in modelli energetici sostenibili, capaci di ridurre l’impatto ambientale e garantire maggiore stabilità nel lungo periodo.

Dipendenza energetica e costi in aumento

L’associazione richiama anche il tema della dipendenza dalle fonti fossili, che continua a caratterizzare il sistema energetico attuale.
Questa condizione espone il Paese a forti oscillazioni dei prezzi e a tensioni geopolitiche, soprattutto quando l’offerta si riduce, con ricadute dirette su cittadini e imprese.

Una scelta strategica per il futuro

Nel dibattito sull’eolico offshore, Legambiente invita quindi a superare contrapposizioni ideologiche e a valutare il progetto Enotria all’interno di una strategia più ampia.

La sfida, sottolinea l’associazione, è quella di coniugare sviluppo energetico, tutela ambientale e sicurezza economica, costruendo un percorso che consenta alla Calabria di giocare un ruolo attivo nella transizione energetica.