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Dopo oltre trent’anni di attività negli enti locali, migliaia di lavoratori ex LSU/LPU continuano a vivere una condizione di precarietà che mette in discussione dignità, diritti e futuro previdenziale. Con contratti part-time e stipendi che si aggirano intorno agli 800 euro mensili, molti di loro hanno lavorato per anni senza adeguata copertura contributiva, con il rischio concreto di pensioni inferiori alla soglia di povertà. Il prossimo 6 maggio è previsto un incontro con il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che rappresenta un primo momento di confronto istituzionale.

Assemblea partecipata e mobilitazione sindacale in crescita

Grande partecipazione a Rende per l’assemblea dell’UGL Autonomie, Dipartimento Lavoro, che ha riunito centinaia di dipendenti pubblici ex LSU/LPU. La presenza numerosa ha confermato la crescente adesione alle proposte sindacali e il mandato conferito all’organizzazione per rappresentare le istanze di questi lavoratori. L’intervento della segretaria generale Ornella Petillo ha ribadito l’attenzione nazionale sulla vicenda, con la creazione di una struttura dedicata al comparto. Durante l’incontro sono emerse numerose testimonianze dirette, che hanno raccontato le difficoltà quotidiane nei territori, mentre i dirigenti locali hanno sottolineato il ruolo ormai essenziale di questi lavoratori nel funzionamento degli enti.

Rivendicazioni e attese per il confronto con la Regione

Le richieste avanzate riguardano soprattutto il riconoscimento dei diritti fondamentali: aumento delle ore lavorative per superare il part-time strutturale, recupero dei contributi previdenziali mancanti e possibilità di mobilità tra enti per superare le attuali disparità. I rappresentanti sindacali hanno evidenziato come questi lavoratori, pur essendo indispensabili per garantire servizi fondamentali – dall’anagrafe ai tributi fino alla polizia locale – continuino a essere tra i più penalizzati della pubblica amministrazione. L’incontro del 6 maggio con la Regione viene visto come un passaggio decisivo per avviare un percorso concreto di soluzione, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie.