Gentile Direttore,
la vostra redazione giornalistica è da sempre attenta alle problematiche della sanità calabrese. Devo dirle che è un piacere leggervi, perché ciò che scrivete rispecchia la realtà senza mai distorcerla.

A scriverle è un operatore Oss, insieme a tanti colleghi che vivono quotidianamente il lavoro all’interno dell’Azienda sanitaria di Cosenza.

Il ruolo fondamentale degli Oss nella cura dei pazienti

La figura dell’Operatore socio-sanitario è centrale nel sistema sanitario. L’Oss garantisce l’igiene e l’assistenza di base al paziente, ma soprattutto rappresenta un punto di riferimento umano, una presenza costante accanto a chi soffre.

Non si tratta solo di un ruolo tecnico, ma di una funzione essenziale per la qualità dell’assistenza, che contribuisce a rendere più umano ed efficace l’intero sistema sanitario .

Disparità interne e gestione discutibile del personale

Tuttavia, come in tutte le professioni, anche tra gli Oss si registrano differenze che appaiono difficili da comprendere. Esistono operatori considerati “di serie A” e altri “di serie B”.

I primi sono spesso dichiarati inidonei a determinate mansioni e vengono impiegati in attività meno gravose, mentre altri colleghi, soprannominati “facchini”, si occupano del trasporto dei pazienti, dell’assistenza diretta e dell’igiene personale, sostenendo il carico maggiore di lavoro.

Una organizzazione che allontana dall’assistenza diretta

Accade così che chi dovrebbe essere al fianco del paziente nei reparti di degenza e urgenza venga invece destinato ad attività meno utili sul piano assistenziale.

La figura dell’Oss nasce per stare accanto all’ammalato, non per essere impiegata in contesti dove il contributo alla cura è marginale. Questo squilibrio genera frustrazione e inefficienze, penalizzando sia gli operatori sia i pazienti.

Le responsabilità organizzative

Non si tratta di una critica rivolta ai vertici apicali, ma piuttosto a chi gestisce concretamente il personale nei reparti.

Una cattiva organizzazione delle risorse rischia di compromettere il funzionamento dei servizi e di svilire una figura professionale che, invece, dovrebbe essere valorizzata e messa nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio ruolo.

Un appello per una sanità più equa ed efficiente

Questa lettera vuole essere una denuncia, ma anche un invito a riflettere.

La sanità calabrese ha bisogno di organizzazione, equità e rispetto delle competenze. Gli Oss non chiedono privilegi, ma semplicemente di poter svolgere il proprio lavoro con dignità, al servizio dei pazienti e della collettività.