L’olivicoltura calabrese, pilastro dell’economia agricola regionale, attraversa una fase critica segnata da un paradosso sempre più evidente. A fronte di costi di produzione in forte crescita, il prezzo riconosciuto agli olivicoltori resta al di sotto dei livelli sostenibili. Secondo Coldiretti Calabria, produrre un litro di olio extravergine comporta una spesa che varia tra 6,5 e oltre 9 euro, con una media prudenziale di circa 7,2 euro al litro.

Una situazione aggravata dall’uso dell’olio come prodotto civetta nella grande distribuzione, che comprime i prezzi lungo la filiera scaricando il peso economico sulle aziende agricole.

Concorrenza sleale e mancanza di reciprocità

Alla base della crisi vi è anche una questione strutturale legata alla mancanza di reciprocità negli scambi commerciali. Sul mercato arrivano oli provenienti da Paesi extraeuropei che non rispettano gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti ai produttori italiani.

Coldiretti Calabria evidenzia come questa disparità penalizzi fortemente le produzioni locali di qualità, creando un sistema che favorisce il ribasso dei prezzi e mette a rischio la sostenibilità del comparto.

Il nodo dell’origine e della trasparenza in etichetta

Uno dei problemi più rilevanti riguarda la difficoltà per i consumatori di distinguere il vero olio extravergine calabrese da prodotti derivanti da miscele di oli comunitari ed extracomunitari. Sugli scaffali della grande distribuzione sono frequenti bottiglie con etichette poco chiare, che generano confusione e non valorizzano adeguatamente le eccellenze territoriali.

La richiesta è quella di una maggiore trasparenza sull’origine delle olive e di strumenti che permettano di riconoscere facilmente i prodotti 100% italiani e calabresi.

Legalità, controlli e qualità della filiera

Un passo avanti nella lotta alle frodi è rappresentato dalla cosiddetta Legge Caselli, che ha introdotto sanzioni penali per chi viola le norme nel settore agroalimentare. Tuttavia, Coldiretti sottolinea la necessità di rafforzare i controlli lungo tutta la filiera per garantire concorrenza leale e tutela del consumatore.

Anche il mondo della filiera organizzata evidenzia l’elevato livello di professionalità degli olivicoltori calabresi, sottolineando come competenze, tradizione e innovazione rischino di non essere adeguatamente riconosciute dal mercato.

Opportunità di rilancio tra giovani e politiche di settore

Nonostante le difficoltà, il comparto mostra segnali di vitalità grazie all’ingresso di giovani imprenditori e allo sviluppo dell’oleoturismo. In questo contesto si inseriscono anche le politiche di sostegno, come il Piano olivicolo nazionale e quello regionale predisposto dalla Regione Calabria, considerati strumenti strategici per il rilancio del settore.

Tuttavia, senza interventi sulle distorsioni del mercato, queste opportunità rischiano di non produrre effetti concreti.

Le richieste e l’appello ai consumatori

Coldiretti Calabria chiede lo stop alle aste al doppio ribasso nella grande distribuzione, maggiore trasparenza in etichetta, controlli più efficaci e l’applicazione del principio di reciprocità negli scambi internazionali.

L’appello è rivolto anche ai cittadini: scegliere olio calabrese significa sostenere il territorio, la qualità e il lavoro delle imprese agricole, contribuendo a difendere un patrimonio economico e culturale fondamentale per la regione.