Un'inclusione più generosa di fonti proteiche vegetali, a fronte di quelle di origine animale nella dieta, in ragione di nuove evidenze riguardo la mortalità, ma anche e soprattutto la sostenibilità della produzione di alimenti.

Più proteine vegetali

E poi più cereali, meglio se integrali, ma anche assumere maggiore quantità di potassio e magnesio attraverso un consumo più abbondante di frutta, verdura e legumi.

 

Dopo dieci anni dall'ultima edizione e un lavoro durato quattro anni, la Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu) presenta ufficialmente a Piacenza, nel corso del XLIV Congresso Nazionale, la V Revisione dei Larn - Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana.

 

"Non si tratta di una rivoluzione - spiega all'ANSA Pasquale Strazzullo, past president Sinu - ma di una revisione che ha tenuto conto delle nuove evidenze disponibili sul metabolismo dei vari nutrienti, dei nuovi dati disponibili riguardo le abitudini di consumo e le fonti degli alimenti in Italia e anche dell'adozione di nuovi pesi esemplificativi per l'eta' evolutiva mutuati dall'Oms in sintonia con la Società di Pediatria; questo per contribuire al contrasto della tendenza al sovrappeso e all'obesità nel corso dell'infanzia e dell'adolescenza". Per la revisione sono stati esaminati i dati di consumo provenienti da diverse fonti e in particolare i nuovi valori di consumi e fonti alimentari del Crea-Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione.


   

 "Sono stati ribaditi invece i limiti di riferimento per l'assunzione di zuccheri semplici, non oltre il 15% dell'energia totale e di grassi saturi, meno del 10%, come obiettivi nutrizionali per la prevenzione soprattutto delle malattie di tipo cardiometabolico", fa sapere Strazzullo, precisando invece che "è stato eliminato, rispetto alla precedente edizione, il limite di 300 mg al giorno per il colesterolo; gli studi più recenti, infatti - spiega - hanno evidenziato la minore importanza di questo valore rispetto a quello dei grassi saturi, cui esso è strettamente legato". Per quanto riguarda l'apporto proteico, è rimasta invariata l'assunzione di riferimento rispetto alla precedente edizione, cioè 0,9 g/kg al giorno per l'adulto, con un valore un po' più alto (1,1) per l'anziano: tuttavia è stato ampliato l'intervallo di riferimento rispetto all'apporto energetico, passando dal 12-18 per cento al 12-20 per cento dell'energia totale della dieta. "Si è intervenuti anche sui valori nell'età evolutiva - aggunge Strazzullo - allineando la raccomandazione sulle proteine con i documenti di consenso pediatrici, anche in funzione dei nuovi pesi esemplificativi". E aggiunge "è stata inoltre fornita una raccomandazione per un maggior apporto di proteine vegetali (attualmente solo 1/3 dell'apporto proteico) rispetto a quelle animali. Novità, infine, anche per il capitolo sulle porzioni.

Fonte Ansa