La sede del Tar a Reggio Calabria
La sede del Tar a Reggio Calabria

È in continuo aumento il numero dei ricorsi presentati alla sezione staccata di Reggio Calabria del Tribunale amministrativo regionale della Calabria. I dati, illustrati dalla presidente Caterina Crescenti durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, evidenziano una progressione costante negli ultimi anni.

Dai 661 ricorsi registrati nel 2023 si è passati a 715 nel 2024 e a 738 nuovi ricorsi nel 2025. Una tendenza che, secondo quanto evidenziato nella relazione, trova conferma anche nei primi due mesi dell’anno in corso, segnalando una pressione crescente sull’attività dell’ufficio giudiziario.

All’evento erano presenti, tra gli altri, il segretario del Consiglio di Stato Giuseppe Chiné, la consigliera Valentina Mameli in rappresentanza del Consiglio di Presidenza della Giustizia amministrativa e Nicola Durante, intervenuto come vicepresidente dell’Associazione nazionale magistrati amministrativi.

Aumenta anche la produttività dell’ufficio

Parallelamente alla crescita dei ricorsi, è aumentato anche il numero delle sentenze depositate. Si è passati infatti dalle 589 decisioni del 2024 alle 654 del 2025.

La presidente Crescenti ha spiegato che il risultato è stato possibile anche grazie a un’udienza straordinaria di smaltimento che ha consentito la definizione di 28 ricorsi risalenti in gran parte al 2021 e, in misura minore, al 2020. La chiusura di questa parte di arretrato ultra-triennale è stata indicata come un elemento di particolare soddisfazione per la sezione.

L’incremento della produttività è stato attribuito inoltre allo sforzo aggiuntivo di magistrati e personale amministrativo, realizzato nonostante le persistenti carenze di organico.

Pendenze in aumento nonostante lo sforzo dei magistrati

Nonostante il maggiore numero di sentenze, il carico complessivo dei procedimenti pendenti continua a crescere. Le pendenze sono passate da 915 ricorsi nel 2023 a 965 nel 2024, fino a raggiungere quota 1.036 al 31 dicembre 2025.

Secondo Crescenti, l’aumento delle pendenze appare “ineluttabile” in presenza di un flusso crescente di nuovi ricorsi e di un organico composto da soli tre magistrati oltre al presidente, che in un Tar mono-sezionale deve svolgere ulteriori funzioni oltre a quelle collegiali.

Carenza di personale tra le più alte d’Italia

Uno dei temi centrali affrontati durante la relazione riguarda la grave carenza di organico. La sede di Reggio Calabria presenta infatti una scopertura superiore al 43%, risultando tra le più sguarnite a livello nazionale e quella con la percentuale più elevata tra le sedi staccate.

Una situazione che incide direttamente sulla capacità di risposta dell’ufficio, costretto a gestire un numero crescente di procedimenti con risorse limitate.

Le principali materie del contenzioso amministrativo

Analizzando la tipologia dei ricorsi, la presidente ha evidenziato come i giudizi introdotti con rito ordinario rappresentino meno della metà delle nuove cause, con 321 ricorsi su un totale di 738 nel 2025.

Tra le materie più ricorrenti figurano i procedimenti legati alla sicurezza pubblica, alle licenze per l’esercizio delle scommesse e ai provvedimenti Daspo. Restano numerosi anche i ricorsi contro le interdittive antimafia, mentre si registra una riduzione delle controversie in materia di immigrazione.

Significativo il numero di cause relative all’edilizia, alle concessioni cimiteriali e alle concessioni demaniali connesse al trasporto marittimo e alle attività turistico-ricettive e sportive. Particolarmente rilevanti anche i ricorsi promossi dai genitori di minori con disabilità, finalizzati al riconoscimento del diritto a cure e trattamenti riabilitativi, oltre ai procedimenti riguardanti situazioni di disagio minorile.

Elevato il numero dei giudizi di ottemperanza

Rimane infine alto il numero dei giudizi di ottemperanza, ossia quelli avviati per ottenere l’esecuzione delle decisioni già emesse dalla giustizia amministrativa. Nel solo 2025 ne sono stati registrati 329, dato che conferma la complessità del contenzioso e la centralità del Tar reggino nel garantire l’effettività delle pronunce amministrative.

L’apertura dell’anno giudiziario evidenzia dunque un sistema sotto pressione, caratterizzato da una crescente domanda di giustizia amministrativa e da un impegno significativo dei magistrati, chiamati a operare in condizioni organizzative sempre più impegnative.