Ecco chi è Michele Comito
Cardiologo e già consigliere regionale della Calabria, Comito è una figura che ha unito carriera sanitaria e attività politica
Michele Comito, nato a Vibo Valentia nel 1960, è medico specialista in cardiologia e per molti anni ha svolto la propria attività nell’ospedale “Jazzolino”, ricoprendo ruoli di responsabilità fino alla direzione dell’unità complessa di cardiologia e del dipartimento emergenza-urgenza dell’Azienda sanitaria provinciale.
Parallelamente alla professione sanitaria ha intrapreso l’attività politica a livello locale, venendo eletto consigliere comunale a Vibo Valentia e ricoprendo anche la carica di presidente del Consiglio comunale.
Nel 2021 è stato eletto consigliere regionale della Calabria nella circoscrizione Centro, con oltre tredicimila preferenze, entrando a far parte dell’assemblea legislativa regionale e assumendo successivamente incarichi di rilievo all’interno del Consiglio. Nel 2025 la sua corsa a Palazzo Campanella è risultata infruttuosa.
Il ruolo in Consiglio regionale e la Commissione Sanità
Durante la legislatura regionale Comito ha ricoperto la presidenza della Commissione consiliare competente in materia di sanità, attività sociali e formative, un incarico particolarmente delicato in una regione dove il sistema sanitario è da anni al centro del dibattito pubblico.
Successivamente ha assunto anche il ruolo di capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, lasciando la guida della commissione per dedicarsi a un incarico politico più ampio.
La sua attività si è concentrata soprattutto su temi legati all’organizzazione dei servizi sanitari, al funzionamento delle strutture ospedaliere e alle criticità del sistema regionale.
Le difficoltà del sistema sanitario e le critiche
Proprio il settore sanitario, per il quale Comito possiede una lunga esperienza professionale, è stato anche il terreno principale del confronto politico e delle critiche.
In Calabria la sanità è da tempo uno dei temi più sensibili per l’opinione pubblica, e le responsabilità politiche e amministrative vengono spesso discusse in modo acceso, coinvolgendo tutti gli attori istituzionali. In questo contesto anche l’operato dei rappresentanti politici che si occupano del settore, indipendentemente dall’appartenenza politica, è stato oggetto di valutazioni e polemiche, sia da parte delle opposizioni sia nel dibattito pubblico.
Alcuni commentatori e osservatori hanno criticato nel tempo la gestione complessiva del sistema sanitario regionale e il ruolo delle classi dirigenti, inserendo anche esponenti politici e amministratori sanitari nel quadro generale delle responsabilità politiche, in un dibattito che resta aperto e spesso molto duro nei toni.
Si tratta tuttavia di valutazioni politiche e opinioni che rientrano nel confronto pubblico e non in accertamenti giudiziari a carico del diretto interessato.
Dinamiche politiche e rapporti di partito
Il percorso politico di Comito si è sviluppato all’interno dell’area di centrodestra, in particolare in Forza Italia, dove ha ricoperto anche incarichi organizzativi a livello provinciale.
Come avviene spesso nella politica regionale, il ruolo all’interno dei partiti e i rapporti con altri esponenti politici sono stati oggetto di discussione e interpretazioni diverse, soprattutto in relazione agli equilibri interni e alle scelte strategiche del partito.
Le dinamiche di alleanza e le relazioni personali, tipiche della politica locale e regionale, sono elementi che spesso alimentano il dibattito e la percezione pubblica delle figure politiche.
Un profilo tra medicina e politica
Michele Comito rappresenta un esempio di professionista che ha scelto di impegnarsi direttamente nelle istituzioni, portando nel confronto politico la propria esperienza nel settore sanitario.
Per i sostenitori è una figura competente, capace di coniugare conoscenze tecniche e impegno politico; per i critici restano interrogativi sull’efficacia delle politiche sanitarie regionali e sul ruolo complessivo della classe dirigente, in un contesto che continua a presentare difficoltà strutturali.
Il suo percorso racconta, in parte, la complessità della politica calabrese, dove amministrazione, sanità e dibattito pubblico si intrecciano in modo costante, rendendo ogni incarico istituzionale particolarmente esposto al giudizio dell’opinione pubblica.