Un distributore di carburante  a Torino, 31 gennaio 2022 ANSA/JESSICA PASQUALON
Un distributore di carburante a Torino, 31 gennaio 2022 ANSA/JESSICA PASQUALON

Alcune tra le principali compagnie petrolifere presenti in Italia hanno indicato alla propria rete di distributori una riduzione dei prezzi dei carburanti. In particolare Ip e Tamoil, che nei giorni scorsi avevano registrato i listini più elevati e gli aumenti più consistenti dall’inizio della guerra in Iran, hanno comunicato variazioni al ribasso. I dati emergono dalle elaborazioni dell’Osservaprezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornate a mercoledì 11 marzo 2026.

Indicazioni di ribasso per i distributori della rete

Nel dettaglio, Ip ha suggerito ai propri gestori di ridurre di 2 centesimi al litro il prezzo sia della benzina sia del gasolio. Tamoil ha invece indicato una diminuzione di 1 centesimo al litro per il gasolio. Nonostante queste indicazioni, Ip continua a registrare i prezzi più alti tra le principali compagnie, con la benzina a 1,83 euro al litro e il gasolio a 2,06 euro, quest’ultimo valore condiviso con la rete Q8.

Aumenti più forti dall’inizio del conflitto e prezzi più bassi per Eni

Analizzando le variazioni registrate dall’inizio del conflitto in Iran, gli aumenti più significativi per il gasolio riguardano le reti Q8 e Tamoil, entrambe con un incremento di 34 centesimi al litro. Per la benzina, l’aumento più consistente si registra lungo la rete Tamoil, con 15 centesimi in più. Eni si conferma invece la compagnia con i prezzi medi più contenuti, con il gasolio a 1,95 euro al litro e la benzina a 1,79 euro, oltre a incrementi più limitati rispetto agli altri operatori.