Giovambattista Nicoletti

Giovambattista Nicoletti, sindacalista e già candidato alle recenti elezioni regionali, afferma che l’ampio consenso ricevuto a San Giovanni in Fiore accresce il suo senso di responsabilità civile e politica. Un mandato morale che, a suo giudizio, non consente silenzi né disimpegni di fronte alla lunga e profonda crisi che attraversa la città. Ignorare questa fase significherebbe, sottolinea, comportarsi come un disertore rispetto alle battaglie sociali e civili che da sempre porta avanti.

Verso le Comunali

Con l’avvicinarsi delle elezioni comunali, Nicoletti guarda con preoccupazione alle prime indiscrezioni che indicano la possibile candidatura di Marco Ambrogio, espressione del centrodestra. Una prospettiva che, secondo il sindacalista, appare già delineata dalla sua nomina ad assessore “tutto fare”. Ancora più grave, sul piano etico e politico, sarebbe l’idea di candidare il marito della precedente sindaca, un’operazione che Nicoletti definisce senza precedenti e difficilmente giustificabile nel panorama amministrativo italiano.

Un modello amministrativo basato sull’illusione

Nel mirino delle critiche finisce quello che viene descritto come un modello di governo fondato su una versione moderna del “panem et circenses”. Un racconto di benessere che, a detta di Nicoletti, non trova riscontro nelle reali condizioni della comunità. A smentire l’immagine di una città prospera sarebbe la stessa ex sindaca Succurro che, da consigliera regionale, ha presentato una legge sugli ospedali di montagna, portando indirettamente alla luce la drammatica situazione dell’unico presidio sanitario dell’area.

Sanità, opere pubbliche e risultati mancati

Secondo Nicoletti, durante la precedente sindacatura non si sono registrati miglioramenti significativi né in sanità né in altri settori strategici. Molte delle opere pubbliche realizzate deriverebbero da finanziamenti ottenuti da amministrazioni precedenti, mentre quelle ascrivibili all’esecutivo uscente presenterebbero gravi criticità. Emblematico, in questo senso, il caso della Cittadella dello Sport, inaugurata ma priva della necessaria agibilità, come denunciato dall’opposizione e da comitati civici.

Lavoro e vertenze: il ruolo decisivo dei sindacati

Sul fronte delle vertenze lavorative, Nicoletti rivendica il ruolo centrale delle organizzazioni sindacali. I risultati ottenuti, dalla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità alle giornate aggiuntive per i precari di Calabria Verde, sarebbero frutto di lunghe battaglie e concertazioni con i livelli istituzionali competenti. Per i cosiddetti “invisibili”, invece, alle promesse di contrattualizzazione sarebbe seguita solo una proroga temporale, coincidente con l’avvicinarsi delle elezioni comunali.

Un sistema che non convince neppure i suoi alleati

Nicoletti invita a non farsi intimorire dalla narrazione di un centrodestra compatto, pronto a sostenere la candidatura Ambrogio con numerose liste. Al contrario, la reazione fredda e talvolta stizzita di quell’area politica lascerebbe intendere che il sistema Ambrogio–Succurro non goda di un consenso così solido neppure tra i potenziali alleati.

Costruire un’alternativa ampia e credibile

Per il sindacalista, l’indignazione non basta. Occorre lavorare a un progetto serio, credibile e innovativo, capace di aggregare le migliori energie della città. San Giovanni in Fiore, sostiene, è migliore di chi l’ha governata negli ultimi anni, ma per superare un sistema clientelare e familistico serve una proposta politica all’altezza delle sfide di un territorio martoriato.

Opposizione, comitati e partecipazione democratica

Nicoletti riconosce il lavoro svolto dai consiglieri di opposizione, spesso in condizioni di difficile agibilità democratica, e dai comitati civici che hanno cercato un dialogo, soprattutto sui temi della sanità, trovando però porte chiuse. C’è stato anche chi ha avuto il coraggio di rompere il muro della paura, favorendo un clima in cui cittadini hanno potuto denunciare minacce e soprusi.

Oltre le divisioni del passato, una leadership collettiva

Il sindacalista mette in guardia dal riproporre pratiche che in passato hanno creato lacerazioni e favorito la vittoria del centrodestra. Allo stesso tempo, considera un errore contrapporre generazioni ed esperienze. Passato e presente devono convivere in modo leale, con i giovani protagonisti attivi del percorso. Da qui la critica al modello dell’uomo solo al comando e la richiesta di un percorso democratico che restituisca dignità e centralità al Consiglio comunale.

Una squadra competente per governare la complessità

Il futuro sindaco, secondo Nicoletti, non potrà essere un tuttologo. Servirà una squadra di governo di alto profilo, capace di affrontare le criticità economiche, sociali e urbanistiche del Comune. Centrale sarà il sostegno al tessuto imprenditoriale locale e la capacità di costruire relazioni istituzionali, anche oltre i confini territoriali, fino al livello europeo.

Il tempo stringe e la sfida è aperta

Il tempo, avverte Nicoletti, non gioca a favore di chi vuole uscire dalla crisi. È necessario avviare subito un confronto pubblico e leale, superando i rituali logori degli apparati di partito. La sfida è difficile, ma non impossibile: il cambiamento fa paura, ma resta l’unica strada per permettere a San Giovanni in Fiore di crescere ed evolversi.