Giuseppe Calabrò arrestato: convalidato il fermo per l'omicidio di Cristina Mazzotti
Il 76enne, legato alla 'ndrangheta, cercava di fuggire verso Reggio Calabria. Coinvolto anche nell'inchiesta sugli ultras di San Siro
La Gip di Milano Giulia Marozzi ha convalidato il fermo di Giuseppe Calabrò, il 76enne recentemente condannato all'ergastolo per l'omicidio di Cristina Mazzotti, la studentessa sequestrata nel 1975. Calabrò è stato arrestato venerdì dalla Squadra Mobile di Milano mentre cercava di allontanarsi dalla città, acquistando un biglietto per Reggio Calabria, sua terra d'origine, dove contava su appoggi per evitare l'arresto.
Legami con la 'ndrangheta e protezione agli esponenti criminali
Le indagini, condotte dai pm Paolo Storari, Pasquale Addesso e Stefano Ammendola, hanno rivelato che Calabrò, soprannominato "u'dutturicchio", vanta un’importante carriera criminale che lo lega alla 'ndrangheta. Il suo ruolo di "sovraordinazione" gli consente di mantenere legami con esponenti di spicco della criminalità, sia al Nord che in Calabria.
Collegamenti con l'inchiesta "doppia curva" e il controllo dei parcheggi a San Siro
Oltre alla condanna per l'omicidio, il nome di Calabrò è emerso anche nell'inchiesta "doppia curva" sugli ultras di San Siro. Gli inquirenti ritengono che Calabrò abbia fornito protezione a Giuseppe Caminiti, uno degli arrestati nell'inchiesta, permettendogli di gestire i parcheggi dello stadio di San Siro con modalità estorsive.