L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha avviato un'indagine sulla filiera agro-alimentare con l'obiettivo di approfondire le modalità di scambio tra i distributori finali e i fornitori. Questo segmento rappresenta un punto cruciale per la determinazione della remunerazione dei fornitori e la redditività delle attività produttive a monte. In particolare, l'indagine intende esaminare le dinamiche di potere di acquisto delle catene della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), focalizzandosi sulle forme di aggregazione non societaria come cooperative e centrali di acquisto. Un aspetto fondamentale riguarda anche la gestione dei costi aggiuntivi richiesti ai fornitori per l’acquisto di servizi di vendita, come l'inserimento dei prodotti sugli scaffali e le promozioni.

Il peso dei marchi privati e il trade spending


Tra i temi centrali emersi dall’indagine c'è l'incidenza crescente dei prodotti a marchio del distributore, le cosiddette "Private Label". Questo fenomeno, che sta guadagnando sempre più rilevanza nel panorama della distribuzione, solleva interrogativi sulle dinamiche competitive tra i diversi operatori della GDO. La richiesta di corrispettivi ai fornitori, per servizi legati al posizionamento dei prodotti o al lancio di nuove linee, rappresenta un importante strumento strategico nella competizione tra le catene di distribuzione. Le modalità di gestione dell’approvvigionamento e la collocazione degli articoli sugli scaffali incidono direttamente sul prezzo finale al consumatore, un aspetto che preme alla base della competitività del settore.

Un impatto significativo sulle dinamiche di prezzo in Calabria


In Calabria, come in altre regioni italiane, le dinamiche di mercato descritte dall’Antitrust rivestono un'importanza cruciale, soprattutto in un contesto economico che ha visto crescere il peso della GDO nei consumi quotidiani. Le politiche delle catene distributive, così come le decisioni sui prezzi dei prodotti e le modalità di collocamento degli articoli sugli scaffali, influenzano non solo la redditività dei fornitori locali ma anche il comportamento dei consumatori. L’indagine si inserisce in un quadro di analisi più ampio volto a garantire una competizione equa e a proteggere il benessere dei consumatori, concludendo che le modalità di approvvigionamento e il commercio di prodotti a marchio proprio sono levatrici di dinamiche rilevanti anche a livello regionale.

Gli interessati possono inviare osservazioni o contributi all'Antitrust entro il 31 gennaio prossimo.