L’eroe calabrese di Crans-Montana, il coraggio silenzioso di Paolo Campolo
Le parole del governatore Occhiuto e del sindaco Falcomatà raccontano un gesto che ha salvato vite nella notte di Capodanno e che onora la Calabria
«Nella notte di Capodanno, quando tutto spinge a fuggire, Paolo Campolo ha fatto una scelta rara: fermarsi e aiutare». Così il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha raccontato l’intervento del concittadino calabrese durante il devastante incendio divampato a Crans-Montana. Davanti alle fiamme e al fumo che avvolgevano il locale, Campolo non ha esitato, non ha pensato al pericolo né al tempo che scorreva contro. Ha visto una porta di emergenza bloccata e ha capito che dietro c’erano persone in trappola.
La porta forzata e le vite salvate
Insieme a un altro uomo, Paolo Campolo ha forzato quella porta fino a farla cedere, aprendo una via di fuga decisiva. Subito dopo si è trovato davanti a scene drammatiche: ragazzi ustionati, intossicati, in preda al panico, che crollavano all’esterno chiedendo aiuto. Ma Paolo non si è fermato all’apertura della porta. È entrato nel locale in fiamme, poi è rientrato ancora e ancora, trascinando fuori le persone a mani nude, senza protezioni e senza pause.
Un gesto che ha fatto la differenza
Secondo quanto riferito dal governatore Occhiuto, Campolo ha continuato finché ha avuto forze. Alla fine, dieci vite erano salve grazie al suo intervento. «Oggi Paolo è ricoverato a Sion per le ferite riportate. Guarirà. Quello che ha fatto, invece, resta», ha sottolineato il presidente della Regione. «Perché il coraggio vero non fa rumore. Si riconosce solo quando, nel momento peggiore, qualcuno decide di non andarsene».
L’orgoglio di Reggio Calabria
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, che in una nota ha parlato di «una storia di straordinario eroismo che onora la nostra città». Falcomatà ha ricostruito il contesto in cui si è svolto l’intervento, spiegando che Paolo Campolo si trovava nei pressi della struttura in attesa della figlia, che stava per raggiungere il fidanzato all’interno del locale.
Il gesto istintivo davanti alle fiamme
«Non appena si è reso conto delle fiamme e del denso fumo che avvolgevano l’edificio, non ha esitato un solo istante», ha affermato il sindaco. Paolo si è lanciato verso una porta a vetri rimasta bloccata, riuscendo ad abbatterla e aprendo una via di fuga fondamentale per molti giovani presenti, alcuni dei quali già gravemente ustionati o intossicati. Un gesto istintivo che, in pochi attimi, ha cambiato il destino di decine di persone.
Un eroe reggino riconosciuto dalla città
Per Falcomatà, Paolo Campolo è «un eroe reggino» e il suo comportamento rappresenta «il cuore grande della nostra città». In un momento di dolore che ha scosso l’Europa intera, il ringraziamento della comunità va a lui, simbolo di altruismo e coraggio. Il sindaco ha annunciato l’intenzione di accoglierlo ufficialmente a Reggio Calabria non appena le condizioni lo consentiranno.
Il San Giorgio d’Oro per un atto di altruismo
L’amministrazione comunale ha già annunciato che a Paolo Campolo verrà conferita la massima benemerenza cittadina, il San Giorgio d’Oro, come segno di riconoscenza per l’atto compiuto. Un riconoscimento che non cancella il dolore della tragedia, ma che restituisce senso e dignità a un gesto che ha salvato vite e che oggi rende orgogliosa l’intera Calabria.