“La Fenice che risorge”, il saggio di Sabrina Coscarella invita al risveglio critico nella società contemporanea
La giovane studentessa dell’Università della Calabria debutta con un’opera che unisce analisi sociologica, riflessione etica e testimonianze reali per interrogare il presente e stimolare una nuova consapevolezza collettiva
Si intitola La Fenice che risorge: Trovare il risveglio in una società opprimente il primo libro di Sabrina Coscarella, 21 anni, studentessa del corso di laurea in Media e Società Digitale presso l’Università della Calabria. L’opera nasce da un percorso personale e accademico sviluppato fin dagli anni delle scuole superiori, durante i quali l’autrice ha maturato un forte interesse per lo studio della società contemporanea e delle sue trasformazioni.
Accanto agli studi universitari, Coscarella coltiva la passione per la scrittura attraverso un blog personale dedicato ad analisi e riflessioni su tematiche psicologiche e sociologiche, esperienze che hanno contribuito alla costruzione del saggio.
Corruzione e violenza come fenomeni sistemici
Il libro affronta temi complessi e attuali, ponendo al centro la corruzione e alcune forme di violenza diffuse nella società contemporanea. Nel primo capitolo l’autrice analizza il fenomeno corruttivo non solo come problema istituzionale, ma come dinamica che attraversa relazioni di potere e comportamenti quotidiani, fino a diventare in alcuni contesti un meccanismo percepito come normale.
L’approccio adottato combina analisi teorica e osservazione sociale, con l’obiettivo di comprendere come determinate dinamiche si radichino nel tessuto collettivo.
Le storie reali e il caso simbolo di Lea Garofalo
Nel secondo capitolo trovano spazio testimonianze e storie vere di persone che hanno vissuto direttamente situazioni di violenza e sopraffazione. Tra queste emerge la vicenda di Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia uccisa dalla ’ndrangheta, figura simbolo del coraggio individuale contrapposto a sistemi criminali profondamente radicati.
Attraverso questo racconto, il saggio evidenzia l’intreccio tra violenza mafiosa e relazionale, offrendo una riflessione sul prezzo umano pagato da chi sceglie di opporsi.

Guardare oltre le apparenze e costruire consapevolezza
Nel terzo capitolo l’autrice invita il lettore ad adottare uno sguardo più critico e meno superficiale sugli eventi sociali, proponendo una lettura della realtà capace di andare oltre la narrazione immediata dei fatti.
Il quarto capitolo assume invece un’impostazione più propositiva, individuando possibili strumenti di contrasto alla corruzione attraverso il rafforzamento della trasparenza istituzionale, il ruolo dell’educazione civica e una maggiore responsabilità sociale collettiva. Il cambiamento, secondo Coscarella, non rappresenta un’utopia, ma un processo possibile che richiede partecipazione e consapevolezza.
Filosofia, etica e musica come forme di denuncia sociale
L’ultimo capitolo assume un tono più riflessivo e insieme più deciso, trasformandosi in un appello etico a dire “basta” a fenomeni antichi ma ancora attuali. Il testo intreccia riferimenti filosofici e considerazioni morali, proponendo una riflessione sul ruolo dell’individuo nella società.
Nel saggio trovano spazio anche richiami alla musica rock, interpretata come forma di coscienza collettiva e strumento di denuncia sociale. I brani citati diventano così parte integrante della narrazione, capaci di dare voce al dissenso e alle inquietudini generazionali.
Un invito al risveglio collettivo
La Fenice che risorge si presenta come un invito al risveglio critico e alla presa di coscienza collettiva, rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Attraverso un linguaggio accessibile ma analitico, Sabrina Coscarella propone una riflessione sul presente che mira a stimolare responsabilità individuale e partecipazione sociale.
Un esordio editoriale che unisce sensibilità personale e analisi sociologica, offrendo uno sguardo giovane su temi complessi e profondamente attuali.