Bene confiscato alla criminalità diventa centro antiviolenza
Avviso della Regione per affidare la gestione al Terzo settore e trasformare l’immobile in un presidio di tutela e accoglienza per le donne vittime di violenza
Un bene sottratto alla criminalità organizzata si trasforma in uno spazio di accoglienza e protezione per le donne vittime di violenza. È questo l’obiettivo dell’avviso pubblico promosso dalla Regione Calabria per individuare un soggetto del Terzo settore con cui avviare la co-progettazione e la gestione di un Centro antiviolenza all’interno di un immobile confiscato, di proprietà regionale, situato nel comune di Montepaone.
Legalità e inclusione sociale al centro dell’intervento regionale
L’iniziativa rientra nel Programma regionale Calabria FESR FSE+ 2021-2027 e punta a rafforzare le politiche di inclusione sociale, promuovendo pari opportunità e contrastando ogni forma di discriminazione. L’obiettivo è trasformare un bene sottratto alla criminalità in un presidio di legalità e solidarietà, capace di offrire protezione, sostegno e percorsi di autonomia alle donne vittime di violenza, rafforzando allo stesso tempo la rete dei servizi territoriali.
Avviso rivolto al Terzo settore con risorse per 500 mila euro
Il bando è destinato agli enti del Terzo settore iscritti al Registro unico nazionale da almeno sei mesi, con esperienza nella gestione di beni confiscati e con adeguate risorse tecniche e professionali. Il progetto prevede una concessione di gestione per un periodo minimo di dieci anni. La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 500 mila euro e le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le ore 13 del 10 aprile 2026 tramite posta elettronica certificata alla Regione Calabria.