Il Carnevale di Castrovillari si racconta attraverso la sua nuova immagine
Presentato il manifesto della 68ª edizione tra simboli, identità e dialogo tra tradizione e contemporaneità
La presentazione dell’immagine ufficiale della 68ª edizione del Carnevale di Castrovillari e del Festival Internazionale del Folklore, in programma dal 7 al 17 febbraio 2026, ha segnato l’avvio simbolico di un’edizione che si annuncia ricca di visioni, linguaggi e contaminazioni culturali. L’incontro ospitato a Rende, nella Sala Conferenze “Don Carlo De Cardona” del Centro Direzionale della BCC Mediocrati, ha posto al centro il valore identitario di una manifestazione che da oltre mezzo secolo rappresenta uno dei riferimenti culturali più significativi del Mezzogiorno.
Il manifesto come racconto visivo tra tradizione e contemporaneità
Firmato dal comunicatore Luciano Mastrascusa e stampato da Printag di Francesco Gallicchio, il manifesto si propone come un dispositivo narrativo ad alta densità simbolica. Fotografia, colore, corpo e maschera concorrono a costruire un’immagine in cui l’individuo diventa archetipo e la comunità si riconosce in un rito collettivo. La figura centrale, con le braccia aperte, incarna il Carnevale stesso, mentre il costume e la folla evocano la pluralità culturale del Festival Internazionale del Folklore. Tradizione e linguaggi contemporanei si intrecciano in un messaggio capace di superare barriere linguistiche e di comunicare un’esperienza identitaria profonda.
Una manifestazione che genera cultura e territorio
Nel corso dell’incontro è emerso con forza il valore culturale, sociale ed economico del Carnevale di Castrovillari. Il presidente della BCC Mediocrati, Nicola Paldino, ha ribadito il ruolo dell’evento come patrimonio di comunità e strumento di coesione sociale, mentre i rappresentanti istituzionali e culturali intervenuti hanno sottolineato la capacità della manifestazione di attrarre flussi turistici e di valorizzare l’intero comprensorio del Pollino. Il presidente della Pro Loco di Castrovillari, Eugenio Iannelli, ha richiamato il lavoro corale che rende possibile ogni edizione, e il direttore artistico Gerardo Bonifati ha illustrato una visione progettuale che coniuga rito popolare, ricerca artistica e dialogo interculturale, preparando la città ad accogliere migliaia di visitatori in una grande festa di tradizione e spettacolo.