Una febbrile passione per il musical che la porta a fare un sogno ricorrente, quello di potere un giorno esibirsi a Broadway. Un sogno che la giovane cosentina Francesca Petrolo, diplomata in musical, insegnante di canto e ora tra le coriste del tour di Claudio Baglioni, “A tutto cuore”, può certamente aspirare a coltivare, per la tenacia, il rigore e la consapevolezza che mette in tutto quello che fa. Qualità che la rendono pronta per il grande salto. Francesca Petrolo, figlia di due affermati professionisti cosentini e nipote di Ettore Petrolo, storico segretario generale del Comune di Cosenza dal 1982 al 1995, scomparso nel 2019, ha ricevuto dalla Commissione Cultura di Palazzo dei Bruzi, presieduta da Mimmo Frammartino, un riconoscimento per aver portato in alto il nome della città anche in contesti artistici nazionali di rilievo. Quella di Francesca è una storia tutta da raccontare e a dare il loro contributo a questo racconto si sono avvicendati, nella sala consiliare di Palazzo dei Bruzi, oltre al Presidente Frammartino, anche i consiglieri Francesco Turco, cui si deve il merito di aver contattato per primo la giovane artista, Francesco Alimena e Bianca Rende.

L'incontro con Baglioni

Emozione palpabile, anche e soprattutto quando è stato ricordato il nonno Ettore Petrolo, non appena è stata Francesca a raccontare del suo incontro con Baglioni e della sua attività artistica. “Il regista del tour Giuliano Peparini, molto famoso nel suo settore, ha cercato all’interno della nostra Accademia (l’Accademia internazionale del musical, diretta da Enrico Sortino, e dove Francesca si è diplomata) dei talenti che potessero andar bene per la selezione di 28 coristi. Sapevo di partecipare alla prima parte del tour, quella outdoor, ma sono stata riselezionata anche per la seconda parte, quella indoor”. Le prossime 4 date di “A tutto cuore” la porteranno dal 19 settembre all’Arena di Verona e Francesca finora ha collezionato 15 repliche nella prima parte del tour ed altre 27 nella seconda, svoltesi prevalentemente al Nord, mentre al Sud il mega spettacolo di Baglioni è arrivato solo ad Eboli. Era inevitabile chiedere a Francesca Petrolo come è stato accolto da lei e dai suoi compagni di viaggio l’annuncio-choc del ritiro dalle scene di Claudio Baglioni. Riporta un’aneddoto: “non lo sapeva nessuno, eravamo a Milano al Forum di Assago ed eravamo al trucco, prima di andare in scena. A un certo punto apriamo i social e vediamo l’annuncio. Ho vissuto quasi in diretta la reazione che hanno avuto le vocalist storiche di Claudio che si sono confrontate dopo aver letto l’annuncio dei suoi ultimi 1000 giorni di carriera. E’ stato impressionante. Un annuncio che conferma una volta di più il suo essere un grande professionista. Si accorge di tutto alle prove generali - siamo 100 sul palco -  e non si innervosisce mai, è sempre molto aperto alla condivisione”. Aneddoto per aneddoto, durante l’incontro in commissione cultura, Francesca ha raccontato di aver scoperto Baglioni da una canzone che piaceva molto a sua madre Anna e di aver introiettato la passione per il musical da una vecchia vhs dello spettacolo “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei e Giovannini che suo padre Francesco, che aveva visto lo spettacolo al “Sistina” di Roma, in compagnia del nonno Ettore, aveva portato a casa. “La canzone che piace molto a mia madre- spiega Francesca – è “Porta Portese”, tra le mie preferite, ma non la mia preferita. Mia madre la canticchiava quando io ero ancora molto piccola. “Porta Portese” mi aveva colpito e le chiesi se poteva insegnarmela e da lì ho avuto la passione per questo brano. Andando da Cosenza a Bonifati ascoltavamo in macchina i cd di Baglioni. Quando io sul palco, durante il tour, sono riuscita a localizzare i miei genitori seduti in mezzo al pubblico – eravamo al Foro Italiaco – e mi trovavo in quel momento proprio accanto a Baglioni, per me è stata un’emozione inspiegabile e fortissima”. Francesca ha la cultura del musical nel sangue e di Broadway sa tutto o quasi. Sa bene di cosa si sta parlando quando si cita il film di Bob Fosse  “All that jazz” di cui ha tanto aprezzato le coreografie. “Non posso non dire che il musical nasce in America e a Broadway. In Italia c’è, nonostante ci siano eccellenze e insegnanti molto validi, una concezione un po’ diversa e bizzarra del musical, forse non viene colta appieno la sua vera essenza”.

Il musical


E riguardo al musical, la sua irrefrenabile passione, si ritiene in un momento di grande consapevolezza e con onestà intellettuale non si sottrae nel dire le cose come stanno. “E’ necessario – lo dico con un po’ di amaro in bocca - avere un nome ben saldo e conosciuto per avere un ruolo. Molti di noi diplomati in musical vedono sulle locandine nomi di personaggi famosi che non hanno mai studiato musical (ne fa una  questione di background) e vengono reclutati perché si è consapevoli del richiamo che sono capaci di esercitare nei confronti del pubblico”.

Il suo trampolino di lancio è stato 4 anni fa “Processo a Pinocchio” di Andrea Palotto, il suo insegnante di recitazione. Una commedia noir a carattere musicale nella quale interpreta il ruolo di Anna Mara. “Magari riuscissi a portarla qui a Cosenza, la mia città, e al Rendano, il nostro teatro!”. Mai dire mai.