Tra gli attivisti coinvolti nelle operazioni in mare figurerebbero anche volontari transitati nelle scorse settimane dal porto di Cetraro, nel Cosentino, diventato punto di riferimento per alcune imbarcazioni della Flotilla diretta verso Gaza. Proprio da qui erano partiti o avevano fatto tappa diversi equipaggi impegnati nella missione umanitaria, insieme ad attivisti internazionali, tra cui anche Greta Thunberg. La presenza in Calabria aveva attirato attenzione e partecipazione, trasformando il porto tirrenico in uno snodo simbolico di solidarietà verso la popolazione palestinese.

Intervento militare e sequestro delle navi al largo di Creta


Nella notte, secondo quanto riferito dal collettivo “La Base”, oltre venti imbarcazioni sarebbero state intercettate mentre navigavano nel Mediterraneo orientale, nei pressi dell’isola di Creta. Gli attivisti parlano di un’operazione condotta da forze militari israeliane che avrebbe portato al blocco e al sequestro delle navi. A bordo, spiegano, vi erano medicinali, beni di prima necessità e aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza, dove la situazione resta estremamente critica. Le imbarcazioni, riferiscono ancora gli organizzatori, erano parte di una missione civile internazionale nata con l’obiettivo di rompere l’isolamento e garantire supporto alla popolazione.

Mobilitazione e protesta nel territorio cosentino


Gli eventi hanno immediatamente innescato una mobilitazione anche in Calabria. Il collettivo “La Base” ha annunciato una manifestazione a Cosenza per chiedere la liberazione degli equipaggi e denunciare quanto accaduto in mare. L’iniziativa si inserisce in una più ampia rete di proteste organizzate in diverse città italiane, in risposta all’appello della Global Sumud Flotilla. L’appuntamento è previsto per le ore 18 in Piazza XI Settembre, davanti alla Prefettura, dove attivisti, associazioni e cittadini si riuniranno per esprimere solidarietà e chiedere un intervento immediato a tutela dei volontari coinvolti.