Ciclone Harry, i sindaci chiedono interventi rapidi per la ricostruzione e il rilancio dei territori
Audizione alla Camera dei rappresentanti dei Comuni colpiti dal maltempo. Appello al Governo per snellire la burocrazia e garantire risorse economiche per evitare ricadute su turismo ed economie locali.
Dopo l’emergenza provocata dal ciclone Harry, che lo scorso gennaio ha colpito diverse aree del Sud Italia, i sindaci dei territori interessati chiedono ora interventi concreti per affrontare la fase successiva alla gestione immediata del disastro. L’appello è stato lanciato nel corso di un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera dei deputati nell’ambito dell’esame del decreto sul maltempo.
A intervenire è stato, tra gli altri, il sindaco di Melito di Porto Salvo, Tito Nastasi, che ha evidenziato come la fase emergenziale sia stata affrontata con efficacia, ma ha sottolineato le forti preoccupazioni per il futuro. Il primo cittadino ha chiesto la possibilità di mettere rapidamente a terra i progetti di ricostruzione, riducendo gli ostacoli burocratici e garantendo risorse economiche adeguate ai Comuni colpiti.
Il rischio di compromettere la stagione turistica estiva
Tra i timori più concreti evidenziati dai sindaci c’è quello di una possibile ricaduta sull’economia turistica delle aree colpite. Il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, ha parlato apertamente del rischio di compromettere la stagione estiva, ricordando che il sistema degli stabilimenti balneari rappresenta un indotto economico stimato in circa due miliardi di euro di Pil.
Molti stabilimenti sono stati danneggiati o distrutti dal maltempo e stanno cercando di riprendere le attività grazie agli interventi di emergenza messi in campo dai Comuni. Tuttavia, secondo i sindaci, senza interventi strutturali e tempestivi la ripartenza potrebbe essere fortemente rallentata.
Criticità organizzative e richiesta di una governance più efficace
Nel corso dell’audizione sono state evidenziate anche alcune criticità nella gestione della fase di ricostruzione. Tra queste la mancata previsione della figura dei subcommissari nell’ordinanza emergenziale, elemento che, secondo gli amministratori locali, rappresenta una lacuna significativa considerando il numero elevato di Comuni coinvolti.
Il sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, ha sottolineato la necessità di avviare una vera fase organizzata di ricostruzione, evidenziando come, al momento, non sia stato ancora definito un quadro operativo completo per il rilancio dei territori colpiti.
Le proposte dei Comuni per sostenere gli enti locali e le comunità
Durante l’audizione sono state presentate anche alcune proposte di modifica al decreto ristori da parte delle associazioni dei Comuni. La presidente di Anci Calabria, Simona Scarcella, ha indicato tra le priorità il rinvio al 2026 delle rate dei mutui contratti con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, misura ritenuta necessaria alla luce delle difficoltà finanziarie che molti enti locali stanno affrontando.
Tra le altre richieste figurano la proroga della sospensione dei termini per adempimenti e versamenti tributari e contributivi e, per alcune realtà particolarmente colpite come Niscemi, l’esclusione dal pagamento dell’Imu per i fabbricati dichiarati inagibili.
Ulteriori proposte riguardano anche la gestione ambientale delle coste, con la richiesta avanzata dalla presidente di Anci Sardegna Daniela Falconi di istituire un fondo dedicato alla gestione della poseidonia, tema particolarmente rilevante per le località balneari interessate dagli effetti del maltempo.