Sila Mare–Longobucco, Scutellà in Prefettura “Vigileremo affinché i lavori vengano conclusi”
Sicurezza e tempi certi al centro del confronto. Scutellà promette vigilanza fino alla conclusione dei lavori
La grave situazione della strada Sila Mare – Longobucco è stata al centro di un incontro svoltosi in Prefettura a Cosenza, alla presenza di cittadini e rappresentanti del territorio. Un confronto necessario per fare il punto sulle criticità di un’arteria considerata vitale per l’area della Sila Greca e per il collegamento con la costa jonica, oggi ancora segnata da ritardi e disagi.
La voce dei territori e l’impegno politico
A partecipare all’incontro anche Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, che ha sottolineato la necessità di riportare l’attenzione istituzionale su una vicenda che penalizza da tempo Longobucco e l’intero comprensorio. La Sila Mare, ha ribadito, non è una strada secondaria ma un collegamento essenziale per comunità, servizi, economia e turismo.
Tre anni dopo il crollo, l’incertezza continua
Durante il confronto è stato ricordato come siano trascorsi quasi tre anni dal crollo del Viadotto Ortiano II sulla SS 177 dir senza che i cittadini abbiano ancora certezze sui tempi di riapertura e sulle condizioni di piena sicurezza dell’infrastruttura. Una situazione che continua a incidere sulla mobilità quotidiana, sull’accesso ai servizi e sulle prospettive di sviluppo del territorio.
Lavori annunciati e necessità di certezze
Secondo quanto comunicato da ANAS, i lavori dovrebbero essere ultimati entro l’estate. Un annuncio accolto con prudenza, perché – come è stato ribadito nel corso dell’incontro – il territorio non può più permettersi nuove attese. L’impegno assunto è quello di un monitoraggio costante affinché i tempi indicati vengano rispettati e le opere portate realmente a termine.
Mobilità, sicurezza e futuro economico
Il caso della Sila Mare – Longobucco resta emblematico di una criticità infrastrutturale che va oltre il singolo cantiere. In gioco ci sono la sicurezza dei cittadini, la continuità dei collegamenti e il futuro economico di un’area interna che chiede risposte concrete. La vigilanza annunciata dalle istituzioni regionali rappresenta ora un passaggio decisivo per trasformare le promesse in fatti e restituire al territorio una strada indispensabile.