Vincenzo Fullone
Vincenzo Fullone

L’attivista svedese Greta Thunberg ha condiviso sui propri canali social un duro comunicato della Flotilla per Gaza, denunciando presunte violenze sessuali subite da alcuni membri dell’equipaggio dopo l’arresto da parte delle forze israeliane. Il messaggio, diffuso dal team della Flotilla, punta a portare all’attenzione internazionale le condizioni di detenzione degli attivisti fermati durante l’operazione.

Il racconto di Vincenzo Fullone

Tra le testimonianze riportate spicca quella di Vincenzo Fullone, attivista calabrese che in passato ha vissuto a Gaza e che si trovava a bordo della barca Conscience, parte della Flotilla. Fullone racconta di essere stato sottoposto in più occasioni a ispezioni corporali invasive e dolorose. «In tre occasioni diverse mi è stato ordinato di entrare in una stanza piccola dove sono stato spogliato completamente e sottoposto a ispezioni anali invasive», avrebbe dichiarato, secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale.

Silenzio forzato e umiliazioni

Nel suo racconto, Fullone sottolinea di essere rimasto in silenzio per evitare ulteriori violenze e per non offrire alle guardie la soddisfazione di vederlo soffrire. L’attivista riferisce inoltre di essere stato filmato e bersaglio di insulti e abusi verbali durante la detenzione. Fullone è stato l’ultimo degli attivisti italiani a essere liberato, dopo giorni di fermo.

Altre testimonianze di abusi

Il comunicato rilanciato da Thunberg include anche la denuncia della giornalista tedesca Anna Liedtke, che afferma di essere stata violentata dalle guardie carcerarie durante un’ispezione, e quella dell’attivista australiano Surya McEwen, che avrebbe subito ulteriori abusi sessuali. Le accuse vengono riportate come parte di un quadro più ampio di violenze denunciate dagli attivisti detenuti.

L’obiettivo del comunicato

Secondo quanto spiegato dagli organizzatori, l’intento della denuncia è quello di portare le presunte violenze sessuali subite in detenzione, sia dagli attivisti della Flotilla sia da palestinesi, all’attenzione delle Nazioni Unite e della Corte Penale Internazionale dell’Aia, affinché vengano valutate eventuali responsabilità e violazioni dei diritti umani.

Il contesto e il ruolo di Thunberg

La stessa Greta Thunberg si trovava a bordo della Flotilla per Gaza ed è stata fermata dalle forze israeliane prima di essere rilasciata. Poche settimane prima di Natale, l’attivista di Stoccolma era stata arrestata e poi rilasciata anche a Londra, con l’accusa di sostenere Palestine Action, considerata organizzazione terroristica dalle autorità britanniche.

Una vicenda che interpella la comunità internazionale

Le dichiarazioni, in particolare quelle del calabrese Vincenzo Fullone, aggiungono un tassello drammatico a una vicenda che supera i confini dell’attivismo politico e tocca il tema dei diritti fondamentali della persona. La richiesta degli attivisti è ora rivolta alla comunità internazionale, chiamata a fare chiarezza su quanto denunciato e a verificare eventuali responsabilità in sede giuridica e diplomatica.