Il primo dell’anno a tavola: in Calabria la tradizione dell’abbondanza
Tra pranzi in famiglia e cenoni organizzati, il 2026 inizia nel segno della convivialità
Come da tradizione, anche quest’anno in Calabria il passaggio dal 2025 al 2026 è stato celebrato soprattutto a tavola. Il primo giorno dell’anno si è trasformato in una vera e propria “grande abbuffata”, un rito collettivo che unisce famiglie, amici e intere comunità. Che fosse tra le mura di casa o nei cenoni organizzati in ristoranti, agriturismi e sale ricevimenti, la tavola è rimasta il cuore delle celebrazioni, simbolo di condivisione e di buon auspicio per l’anno appena iniziato.
Menù ricchi e tradizione protagonista
Sulle tavolate calabresi hanno trovato spazio menù abbondanti e diversificati, fedeli alla tradizione ma spesso arricchiti da tocchi moderni. Dall’immancabile pasta al forno alle carni, dai salumi e formaggi locali ai piatti di pesce per chi ha scelto un menù più leggero, fino ai dolci tipici e alla frutta secca, ogni famiglia ha reinterpretato la tradizione secondo gusti e consuetudini. Non sono mancati brindisi, lenticchie augurali e specialità locali, a testimonianza di una cucina che resta uno dei pilastri dell’identità calabrese.
Tra convivialità e nuovi inizi
Il pranzo del primo dell’anno non è stato solo un momento di abbondanza, ma anche un’occasione per rallentare, ritrovarsi e guardare avanti. Tra racconti, risate e tavole imbandite fino a sera, la Calabria ha dato il benvenuto al 2026 nel segno della convivialità, mantenendo vivo un rito che va oltre il cibo. Un modo semplice ma autentico per iniziare l’anno nuovo, rafforzando legami e tradizioni che resistono al tempo.