Trattori e sicurezza, cinque morti in Calabria nel 2025 l’ultima vittima a Mormanno
Un bilancio drammatico che riaccende l’allarme sulla sicurezza nei campi. Federacma chiede l’attuazione immediata della revisione obbligatoria dei mezzi agricoli
Cinque vittime in un solo anno. È il numero degli agricoltori che nel 2025 hanno perso la vita in Calabria a causa del ribaltamento dei trattori. Un dato che racconta una vera e propria emergenza sul fronte della sicurezza nei campi e che restituisce l’immagine di un lavoro ancora troppo spesso svolto in condizioni di rischio estremo. Nel corso dell’anno si sono susseguiti incidenti mortali in diverse aree della regione, confermando come il problema non sia episodico ma strutturale.
Le tragedie che hanno segnato il 2025
Il 30 giugno un agricoltore di 56 anni ha perso la vita nel Catanzarese. Il 24 luglio un uomo di 63 anni è morto a Platì. Il 17 novembre, a Casabona, due uomini di 78 e 25 anni sono deceduti nello stesso incidente. A queste tragedie si è aggiunta, a fine anno, l’ennesima morte che ha chiuso il 2025 nel modo più drammatico possibile.
L’ultimo incidente a Mormanno
L’ultimo episodio si è verificato nella notte tra il 30 e il 31 dicembre a Mormanno, in provincia di Cosenza. Un agricoltore di 67 anni stava rientrando a casa dopo aver lavorato nei campi insieme al figlio quando, per cause in corso di accertamento, il trattore ha perso stabilità ed è precipitato in una scarpata per circa trenta metri.
L’allarme e i soccorsi inutili
L’allarme è scattato poco dopo le 23. Le ricerche si sono concentrate in contrada Campolongo e il corpo dell’uomo è stato rinvenuto senza vita poco dopo la mezzanotte. I soccorsi si sono rivelati purtroppo inutili. Sulla dinamica dell’incidente indagano le autorità competenti, chiamate a ricostruire le circostanze che hanno portato all’ennesima tragedia nei campi calabresi.
Il cordoglio e l’appello di Federacma
Sulla vicenda è intervenuta Federacma, che ha espresso profondo cordoglio alla famiglia della vittima e ha rilanciato l’allarme sulla sicurezza del lavoro agricolo. La federazione torna a chiedere con forza l’applicazione dell’obbligo di revisione dei mezzi agricoli, previsto da una legge del 2015 ma mai reso pienamente operativo.
Mezzi obsoleti e norme inapplicate
«Il 2025 si chiude con l’ennesima tragedia nei campi», ha dichiarato Andrea Borio, presidente di Federacma. «La dinamica cambia, ma lo scenario è sempre lo stesso: mezzi agricoli vecchi, instabili, privi di protezioni e controlli. Anche un semplice rientro a casa può trasformarsi in un incubo. Non possiamo più accettare che tutto questo venga considerato normale».
Una responsabilità collettiva
Secondo Borio, ogni morte in agricoltura rappresenta un fallimento collettivo. «È tempo che lo Stato applichi le norme esistenti e metta davvero in sicurezza il lavoro nei campi. La revisione dei mezzi non può restare un obbligo sulla carta. Deve diventare realtà, per evitare che anche il 2026 inizi con lo stesso copione di sangue e silenzio».
La Calabria e l’emergenza sicurezza
Il parco macchine agricolo obsoleto, unito a un territorio complesso e spesso impervio, rende la Calabria particolarmente esposta a questo tipo di incidenti. Il bilancio del 2025 e l’ultima vittima di Mormanno riportano al centro una questione non più rinviabile: la sicurezza in agricoltura come priorità assoluta per tutelare vite umane e dignità del lavoro.