Studenti italiani bloccati a Dubai dopo l’attacco in Iran, coinvolti anche giovani calabresi
Tra i ragazzi fermi negli Emirati per la chiusura dello spazio aereo ci sono studenti di Castrovillari e Catanzaro. Partenza rinviata mentre cresce l’apprensione delle famiglie
Sono ore di attesa e preoccupazione per oltre duecento studenti italiani rimasti bloccati a Dubai a causa della chiusura dello spazio aereo decisa dopo l’attacco avvenuto ieri in Iran. Tra i giovani coinvolti figurano anche alcuni studenti calabresi, in particolare provenienti da Castrovillari e Catanzaro, impegnati nel progetto internazionale “Ambasciatori del futuro” promosso dall’associazione World Student Connection.
Studenti in sicurezza ma viaggio rinviato
Il gruppo avrebbe dovuto fare rientro oggi in Italia, ma l’escalation della situazione internazionale ha costretto gli organizzatori a sospendere i voli programmati e a ripianificare il ritorno. La nuova partenza, secondo le prime indicazioni, potrebbe avvenire lunedì 3 marzo, compatibilmente con l’evoluzione dello scenario e con la riapertura delle rotte aeree.
Gli studenti, insieme ai tutor e allo staff organizzativo, sono attualmente ospitati in un albergo e si trovano in condizioni di sicurezza, monitorati costantemente dagli organizzatori e dalle autorità competenti.
L’intervento della Farnesina
Dal Ministero degli Affari Esteri fanno sapere che anche agli studenti del progetto Wsc è stato chiesto di restare all’interno della struttura alberghiera e attendere soluzioni di trasporto alternative rispetto a quelle inizialmente previste e rese impossibili dagli attacchi militari in corso nella regione.
La Farnesina segue l’evolversi della situazione per garantire il rientro in sicurezza dei ragazzi, mantenendo contatti costanti con gli organizzatori e con le famiglie.
L’apprensione delle famiglie calabresi
In Calabria cresce l’attenzione delle famiglie dei giovani coinvolti, che in queste ore cercano aggiornamenti continui sulle condizioni dei propri figli e sui tempi del rientro. Nonostante l’inevitabile apprensione, le notizie sulla sicurezza del gruppo rappresentano un elemento di rassicurazione.
L’episodio evidenzia ancora una volta quanto le tensioni geopolitiche internazionali possano incidere direttamente sulla mobilità civile e sui programmi educativi internazionali, coinvolgendo anche studenti italiani e calabresi impegnati in esperienze formative all’estero.